venerdì 17 settembre 2021

La Vallemaggia con gli occhi di Losa (Casa Rusca, Locarno fino al 1 novembre)

Riscoprire la Vallemaggia, i suoi colori e le sue linee con occhi nuovi, anche solo questo potrebbe essere un valido motivo per visitare la mostra antologica di Armando Losa (Locarno 1936-Verscio 2016), esposta nella Sinopia del Museo Casa Rusca fino al 1 novembre. La mostra si inserisce nel ciclo che il Museo dedica agli autori più rilevanti del panorama artistico del Locarnese.

Paesaggio dal tema “Tre Terre”, 2004 collage e acrilico su tela, 101 x 101 cm © Atelier Armando Losa

Alessia Bottaro, curatrice dell’allestimento insieme a Rodolfo Huber, Direttore ad interim del Dicastero Cultura della Città di Locarno, ha selezionato una trentina di opere del periodo che va dalla metà degli anni ’60 fino al 2012, scegliendole fra le molte della vasta collezione presente a casa Losa a Verscio, in cui sua moglie Francine conserva con cura ancora intatto lo studio, vera fucina dell’artista. Le opere sono tutte disegni e dipinti, che se da una parte ci ricordano per la formalità delle linee la formazione di grafico dell’artista, dall’altra sono anche un tributo alla natura soprattutto nella sua variegata cromia. La selezione è un’antologia rappresentativa dei vari periodi della produzione di Losa. L’incipit è dato da due teste dalla forma piuttosto straniante, prodotte nel periodo accademico dell’autore a Brera, frutto delle sue prime sperimentazioni. Seguono studi dal vero con paesaggi di montagna, per arrivare agli sguardi su una natura frammentata e scomposta, di cui però rimangono le colorazioni delle varie stagioni o dove le linee si disfano per diventare addirittura motivi astratti. Così nelle tele vere e proprie macchie di colore a partire dall’osservazione dei licheni, dove i colori sono però i rossi, i gialli, i marroni dei boschi e della terra. La stratificazione della materia come accade spesso nei paesaggi naturali, è ben rappresentata dall’uso della tecnica del collage con materiali dalla consistenza varia e spesso profondamente tattile.

Licheni, s.a. tecnica mista su tela, 100 x 100 cm © Atelier Armando Losa

Accanto alle opere esposte nelle due sale principali, sono proiettati alcuni video-testimonianze di personalità, che hanno collaborato o vissuto a stretto contatto con Armando Losa come i suoi amici e sodali Carlo Kiki Berta e Pierre Casè (di cui proprio in questi giorni è in corso la mostra sugli Ex Voto alla Fondazione Ghisla), per restituire al visitatore un profilo biografico “tangibile” dell’artista.

La mostra vuole essere un omaggio a questo autore che insieme ad altri artisti suoi contemporanei, ha contribuito allo sviluppo culturale della regione del Locarnese. Oltre alla cura di numerosi progetti grafici, anche per Casa Rusca e per il Locarno Film Festival, l’artista ha infatti esposto regolarmente le sue opere ed è stato membro intraprendente di Visarte (già SPSAS Società dei pittori, scultori e architetti svizzeri) fino alla sua scomparsa nel 2016.

Armando Losa, ca. 1990 © Atelier Armando Losa

L’esposizione è accompagnata da un catalogo con la riproduzione a colori di tutte le opere esposte e testi in italiano e tedesco.

Armando Losa

Museo Casa Rusca

Piazza Sant’Antonio, CH-6600 Locarno

tel. +41 (0)91 756 31 85

Fino al 1. novembre 2021

Orari Martedì - Domenica 10.00 - 12.00 / 14.00 - 17.00 Lunedì

 chiuso

di Cristina Radi

martedì 7 settembre 2021

OSA! Stagione autunno 2021

 Si preannuncia ricca di novità la nuova stagione autunnale di OSA con tanti appuntamenti, diversi anche ad ingresso gratuito, di teatro con il Festival la Donna Crea con la direzione di Santuzza Oberholzer e di musica per la rassegna Voci Audaci con la direzione artistica di Oskar Boldre.

Sabato 11 settembre (ore 16.00) si apre la stagione a Tenero, a grande richiesta del pubblico, con il percorso-spettacolo Anime e sassi del Teatro dei Fauni (ritrovo Piazza Chiesa).

Anime e sassi del Teatro dei Fauni
Sabato 11 settembre
 (ore 16.00), Tenero (ritrovo Piazza Chiesa)

La musica spazia tra i generi più vari, ma sempre presentando artisti che mettono la voce al centro della loro ricerca e ne fanno il loro strumento principale. In ottobre tre eventi ad ingresso gratuito, alla Chiesa Evangelica di Ascona, un concerto di due amati cori ticinesi che in Uniti per ringraziare abbracciano tutte le età della vita: dai piccoli di Calicantus ai grandi di Goccia di voci, un ringraziamento a chi si è prodigato per gli altri durante la pandemia (1.10). 

Uniti per ringraziare, Cori Calicantus e Goccia di voci
Venerdì 1 ottobre ore 20.30, Chiesa Evangelica di Ascona

Si prosegue in due belle chiese di Locarno: i Modulata Carmina propongono Amor mundi, musica antica e polifonia nella Chiesa Nuova con un repertorio di testi ritrovati nei libri antichi in un attento lavoro di ricerca (16.10); e visto il successo dello scorso anno sarà riproposta la minirassegna Incanta l’attimo nella chiesa del Cimitero, piccolo gioiello affrescato del 1400, due giorni di ascolto intenso con 6 concerti brevi aperti a diversi generi musicali (30-31.10), per celebrare insieme nell’abbraccio della musica la commemorazione dei defunti. 

Incanta l'attimo, 6 concerti brevi
Chiesa del Cimitero di Locarno, 30 e 31 ottobre 2021 ore 15.30-18.30

Un focus particolare sarà dedicato ai ritmi così diversi della Spagna. Il cante flamenco del Sud è portato in scena in Guadalquivir dal rinomato cantante di flamenco José Salguero con il suo quartetto e ballerina a Minusio (8.10), mentre le sonorità del Nord saranno a Muralto con l’eccezionale trio basco Kalakan, che ci conduce con ritmo, nella lingua e nelle tradizioni di questa regione (19.11). In novembre poi anche una puntata fuori porta nello studio 2 della RSI di Lugano con Ambra scuro del versatile cantautore siciliano Ivan Segreto (7.11).

Kalakan trio
Venerdì 19 novembre ore 20.30, Sala dei congressi Muralto

teatro: pomeriggio e serata a Muralto (6.11), dedicati al tema de La donna crea, Immaginazione donna con la creativa food designer di casa nostra Agnese Z’graggen e l’attrice inventrice della clownessa Gardi Hutter in conversazione con la giornalista RSI Patricia Barbetti, a seguire l’apericena a cura della Agnese Z’graggen (su prenotazione); e per concludere con ironica allegria lo spettacolo Gaia Gaudi di Gardi Hutter sul tema tabù della morte, in cui l’anima del personaggio clownesco Hanna svolazza per la scena, ignara di essere ormai passata a miglior vita.

Gaia Gaudi di Gardi Hutter
Sabato 6 novembre ore 20.30, Sala Congressi Muralto

Vari e per tutte le età gli appuntamenti di teatro ragazzi ma non solo, con spettacoli interessanti anche per il pubblico adulto. A Muralto un’inedita versione con maschere e senza parole del racconto di Natale di Dickens, Scrooge, messa in scena dalla compagnia locarnese Perpetuomobile, che fa del teatro fisico la sua cifra stilistica (24.10). Tre gli spettacoli per i più piccoli: Abbracci del Teatro Telaio, due teneri panda a scuola di abbracci (Tenero 7.11), Le nid del Progetto GG in cui arriva uno strano uovo che porta novità, ma scombina anche i consolidati rituali quotidiani (Muralto 21.11) e per concludere l’anno in allegria Il bosco in valigia del Teatro dei Fauni, la signora del bosco viaggia con una valigia piena di sorprese, per festeggiare la fine dell’anno in famiglia (Locarno 30.12).



Le Nid, Progetto GG
domenica 21 novembre ore17.00, Sala Congressi Muralto

Gli spettacoli si terranno nel rispetto delle norme Covid-19 vigenti. Prenotazione altamente consigliata.

 

Programma completo su: www.organicoscenaartistica.ch / FB: organicoscenaartistica

Telefono: 076 280 96 90 / e-mail: info@organicoscenaartistica.ch

di Cristina Radi

giovedì 2 settembre 2021

Passeggiata musicale di Arcegno, Losone 11 settembre

Se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di concedervi questo pomeriggio di natura e musica, che sabato 11 settembre 2021 come tutti gli anni, il Comune di Losone offre ai suoi cittadini e a chi ama passeggiare nei boschi in modo "artistico".

La Camminata musicale di Arcegno è una breve passeggiata nella natura e nella storia locale. Artisti e gruppi musicali si esibiranno ai margini del Parco di Maia, l’unica riserva naturale ticinese raggiungibile a piedi da una città, a pochi passi dal Monte Verità. Il percorso prenderà avvio al Prato delle Streghe (Via Enrico Pestalozzi, Arcegno). Dalle 13:30 alle 15:00 ogni 30 minuti sarà organizzato un nuovo giro. Gli spettacoli saranno riproposti all'arrivo di ogni gruppo. Per raggiungere il punto d’inizio è possibile usufruire anche di due navette gratuite che partono dal posteggio delle Scuole medie di Losone.

Dalla Grotta dei Pagani alla chiesa di Arcegno

Sarà la musica popolare degli Esiliati dell’Osteria ad accogliere il pubblico al primo concerto nella misteriosa Grotta dei Pagani. Si seguirà poi il sentiero che lambisce lo stagno del Barbescio per raggiunge la radura della Scuola nel Bosco di Arcegno, dove Maurizio Catarin si esibirà in uno spettacolo jazz e di bossa nova. Successivamente, nella cornice dell’anfiteatro dei boschi del Campo Pestalozzi, il violino elettrico di Stefano Sergeant metterà in musica insieme all’attrice Dianora Marabese un racconto di Stefano Benni. Quindi, ci sarà un piccolo punto di ristoro, dove dissetarsi e gustare alcune golosità.

La camminata riprenderà attraverso i vicoli acciottolati del compatto nucleo medievale di Arcegno, nella cui piazzetta Clown Orit divertirà il pubblico. Nel vicino Antico Lavatoio sarà il turno di Ivano Torre e delle sue percussioni. Infine, la passeggiata terminerà alla chiesa, in cui eccezionalmente risuonerà la musica elettronica dei r·ed. A partire dalle 16:30 fino alle 19:00 di fronte al sacrato saranno disponibili le navette per tornare alle scuole.

È necessario annunciarsi entro giovedì 9 settembre a comunicazione@losone.ch indicando: nome, luogo di partenza (scuole o Arcegno), numero di partecipanti (eventualmente anche telefonando al +41 91 785 76 29).

di Cristina Radi




mercoledì 18 agosto 2021

Il festival Castello incantato fra lago e monti del Locarnese

Riparte la carovana del festival internazionale di teatro di figura itinerante Il castello incantato, alla ventitreesima edizione. 

Tradizione e innovazione son sempre state le cifre stilistiche del festival organizzato nel Locarnese dal Teatro dei Fauni con la direzione artistica di Santuzza Oberholzer. Le altre consuetudini sono: l’entrata libera per il pubblico di ogni età e la rappresentazione in una sala delle vicinanze in caso di pioggia.

 E vissero…felici e contenti, compagnia Burattini Cortesi
mercoledì 18 agosto ore 21, Muralto Lungolago Burbaglio

La novità della programmazione di quest’anno è la grande presenza di donne, soprattutto come soliste anche negli stili più tradizionali, affidati solitamente ai burattinai.

Dei 12 spettacoli previsti, 6 sono creati e interpretati da sole donne.
Questa edizione è anche un omaggio alle figure della tradizione italiana, presentate da maestri d’arte provenienti da Lombardia, Liguria, Veneto, Sicilia, Sardegna e Napoli. Pulcinella è accompagnato dai suoi compari, Gioppino mercoledì 18 agosto ore 21 a Muralto Burbaglio, che presenta E vissero…felici e contenti, con Burattini Cortesi, in cui, l’eroe burattino, soccorre gli innamorati contrastati dal prepotente Cavaliere Korvak e dalle magie della Strega.

Teste di legno, burattini tradizionali anche a Ronco S/Ascona giovedì 26 agosto sempre alle 21 interpretano la fiaba classica Cappuccetto rosso, di e con Gino Balestrino con inedito finale.

 Cappuccetto rosso, di e con Gino Balestrino
giovedì 26 agosto ore 21, 
Ronco S/Ascona

Questo con altri 5 spettacoli sono adatti anche al pubblico dei più piccoli, hanno anche la funzione di iniziazione al teatro, come quelli del fine settimana del 28 e 29 agosto che iniziano alle ore 17.30.

Sabato 28 si scoprirà un luogo nuovo a Locarno che per l’occasione è stato anche battezzato (non ufficialmente) Prato alla Morettina, dove il Teatro dei Fauni presenta Il bosco in valigia, il suo spettacolo storico, poetico ecologico, che festeggia i 30 anni di tournée; domenica 29 al Portigon di Minusio vedremo Storie di lupi con la CompagniaAlberto De Bastiani, per vincere la paura del lupo, che non è poi così cattivo.

Storie di lupi, Compagnia Alberto De Bastiani
domenica 29 agosto ore 17.30, Lungolago al Portigon di Minusio

Per tutto il pubblico a cui è rimasto un cuore da bambino, dall’Argentina arriva il teatro d’ombre da cui è nato il cinema, giovedì 19 agosto ore 21.00 a Gerra Gambarogno, Delta Valle, Sombras de cine (Ombre del cinema), di e con Valeria Guglietti, numeri musicali tratti dai film famosi e alcune forme di micro-teatro.

Sombras de cine (Ombre del cinema), di e con Valeria Guglietti
giovedì 19 agosto ore 21.00 Gerra Gambarogno, Delta Valle


Per la prima volta al festival vedremo i pupi siciliani, presentati dall’ultima generazione della celebre famiglia Cuticchio, venerdì 27 agosto ore 21.00 a Minusio, Lungolago Portigon in La pazzia di Orlando della Compagnia dei pupi Ippogrifo da Palermo.


La pazzia di Orlando, Compagnia dei pupi Ippogrifo
venerdì 27 agosto ore 21.00, Lungolago Portigon 
Minusio


Si torna anche in Valle Verzasca, a Brione dove la compagnia organizzatrice del festival, Teatro dei Fauni, sabato 21 agosto alle ore 17 presenta Anime e sassi, un percorso teatrale-musicale che partendo dalla Chiesa, accompagna il pubblico in un paese immaginario di inizio ’900, arricchito da antiche leggende.

Venerdì 3 settembre ore 21.00 a Losone, Piazza San Giorgio arrivano marionette dalla Sardegna con Nadia Imperio in Camminando sotto il filo, un divertente cabaret in cui non manca un’esibizione dei canti dei Tenores.

Camminando sotto il filo, con Nadia Imperio
Venerdì 3 settembre ore 21.00, Piazza San Giorgio 
Losone

Gran finale sabato 4 settembre a Locarno in Piazza San Francesco dalle 15 alle 19 con Il paese dei balocchi alla sua quarta edizione. È un pomeriggio con tre spettacoli e giochi per tutte le età. Dalla Spagna provengono i giochi di abilità e ingegno, costruiti con materiali riciclati dal maestro catalano Joan Rovira di Guixotde8, fruibili liberamente da tutti. Alle ore 15.00, 16.15 e 17.30 verranno presentati gli spettacoli: Parole di carta o Palabras de papel, in italiano, dell’artista argentina Nina Franco, brevi storie e scene nel teatrino di origine giapponese Kamishibai e Il circo dei burattini, un circo piccino con un direttore prepotente della compagnia Ilcerchio tondo.

sabato 4 settembre a Locarno in Piazza San Francesco
dalle 15 alle 19
 con Il paese dei balocchi


programma completo su www.teatro-fauni.ch
info: Tel. 079 331 35 56, e-mail: fauni@teatro-fauni.ch

di Cristina Radi


venerdì 23 aprile 2021

Torna a sbocciare la primavera di OSA!

Come da tradizione la stagione Osa di primavera si apre venerdì 23 aprile con l’incontro a cura di Patricia Barbetti dal tema “Donne radice” con due artiste del territorio in una nuova sede sempre a Locarno, il Palacinema. La toccante scrittura di Doris Femminis profuma di terra, sia che si occupi delle capraie della Valle Bavona, che del disagio psichiatrico giovanile contemporaneo. Masha Dimitri, partita dal Ticino giovanissima, è tornata e ripartita più volte, nutrendo le sue radici appese ad un filo.

La scrittrice Doris Femminis
Palacinema Locarno 23.04
foto di Yvonne Bohler

Le storie minute di un paese, una famiglia attingono alle narrazioni di donne, madri e nonne; le artiste le fanno fiorire e le trasformano. Così è cresciuta la programmazione che si china ogni anno in modo serio, scherzoso e poetico, su un aspetto della sensibilità femminile, toccandone archetipi, sogni e vissuti e trovando come per caso autrici, cantanti, attrici, registe, che ci suggeriscono nuove strade e ci portano lontano o ci riportano a casa, ognuna con uno strascico sottile o pesante di radice che forse non ci abbandona. 

La teatrante Masha Dimitri
Palacinema Locarno 23.04

Prima assoluta per Quello che resta (24 aprile, Cambusateatro, Locarno), creazione di teatro danza ispirato al mito della bella Calypso prigioniera e carceriera della grotta, una riflessione sulla memoria del corpo.

Angela Calia in Quel che resta
Cambusateatro 24.04

Il fondo del sacco (30 aprile, Teatro di Locarno) fa rivivere una visione più sofferta della stessa valle, nella bellezza della prosa di Plinio Martini con la voce dell’attrice bellinzonese Margherita Saltamacchia e la musica dal vivo di Daniele Dell’Agnola. Una produzione del Teatro sociale di Bellinzona.

Il fondo del sacco
Teatro di Locarno 30.04
foto di Rocco Schira

La stagione teatrale prosegue all’aperto con la riscoperta, dei due nuclei di Piazzogna nel Gambarogno (23 maggio) e San Giorgio a Losone (29 maggio) con una passeggiata spettacolo: Anime e sassi del Teatro dei Fauni, storie con racconti e canti degli abitanti di un villaggio immaginario di inizio Novecento, per pubblico di ogni età.

Anime e sassi
Piazzogna, Borgo 23.05
Losone, Piazza San Giorgio 29.05
foto Dona De Carli


A conclusione, la Compagnia La Cavalcade en Scène in Annie (4 giugno, Teatro di Minusio) di e con Marialice Tagliavini, è la protagonista della storia vera di una giovane madre che a fine ‘800, seguendo il suo istinto intraprende un folle viaggio: il giro del mondo in bicicletta. 

Annie
Teatro di Minusio 04,06
foto Marco Ragaini

Per quanto riguarda la musica Voci audaci presenta il tradizionale Circlesong (14 maggio, la fabbrica Losone), condotto da Anita Daulne, Repubblica Dem. del Congo/Belgio, Charles Raszl, Brasile, Oskar Boldre e Costanza Sansoni, Italia. Questi vocalist sono anche gli animatori dei 6 workshops di canto e improvvisazione, che si terranno sempre a la fabbrica (dal 13 al 16 maggio) con gruppi di 15 partecipanti al massimo, ancora pochi posti disponibili.

Segue il concerto dell’originale gruppo francese di nuovo folk Lolomis (21 maggio, Teatro di Minusio) dedicato a Red Sonja, strega moderna ispirata ai fumetti. In collaborazione con Locarno Folk ed Elisarion

Lolomis
Teatro di Minusio, 21.05


 Dal 23 aprile al 4 giugno in programma 8 eventi di cui 3 a entrata libera; 6 di teatro sul tema Donne radice. Si terranno in 7 luoghi diversi anche all’aperto: a Losone, Locarno, Minusio e Gambarogno; sarà una stagione in bilico purtroppo anche a livello finanziario, vi saranno creazioni sorprendenti, per la gioia di ritrovarsi perché ora più che mai: NO CULTURE NO FUTURE.

Questa, che Osa! si augura di poter realizzare per intero, anche se con limitazioni, è la quarta versione del programma primaverile, gli organizzatori non vedono l’ora di riprendere ad essere parte di quel rito magico, che si crea tra artisti e pubblico.

Il desiderio maggiore è che ognuno si senta a proprio agio in questo emozionante ritorno alla condivisione dell’arte dal vivo.
Verranno rispettate le norme di sicurezza e i posti saranno limitati, 

tutto il programma sul sito di OSA!

prenotazione consigliata a: info@organicoscenaartistica.ch 

o al telefono 076 280 96 90.


di Cristina Radi

mercoledì 7 aprile 2021

Un'occhiatina in diretta alla vita nel medioevo? Al Parco archeologico di Tremona si può

Dal 1 aprile 2021 riapre l’Infopoint del Parco archeologico di Tremona sul Monte San Giorgio, a pochi kilometri dalle Cave di Arzo.

© Mendrisiotto Turismo, Studio Stellanove

Peculiarità dell’unico parco archeologico del Ticino, è la possibilità di noleggiare gli occhiali 3D per la visita al Villaggio medioevale, sbirciando nel passato per vedere come si viveva nel Medioevo in un piccolo villaggio di campagna.

© Mendrisiotto Turismo, Studio Stellanove

Per noleggiare gli occhiali bisogna passare all’Infopoint che si trova all’entrata del parco dalle 10 alle 18 dal giovedì alla domenica. Nei giorni festivi e nei periodi di vacanze il parco è sempre aperto, consultare il sito www.parco-archeologico.ch. Gli occhiali si possono noleggiare dalle 10.30 alle 17.00.

In rispetto delle direttive Covid, le presenze al parco saranno limitate ad un certo numero di visitatori contemporanemente, ed è consigliabile portarsi cuffie personali con attacco jack da 3.5 mm per ascoltare le spiegazioni, in alternativa si possono anche acquistare.

Sul sito del Parco ci si può preparare o approfondire la visita, leggendo il testo della medievista Elena Percivaldi “Il castrum di Tremona: una finestra sulla storia”, anche in francese, inglese e tedesco. 

Per info info@mendrisiottoturismo.ch o tel. 0041 91 6413050-0041 58 6883202

lunedì 1 marzo 2021

Vi consiglio un libro: Baci da Polignano di Luca Bianchini

Uno spumeggiante libro estivo del torinese, quasi polignanese Luca Bianchini, prolifico romanziere nato a Torino l'11 febbraio 1970, che ama cucinare mentre scrive. Con Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), la biografia di Eros Ramazzotti, Eros - Lo giuro (2005), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011), Io che amo solo te e La cena di Natale - da cui sono stati tratti due film di grande successo -, Dimmi che credi al destino (2015), Nessuno come noi (2017), portato l'anno successivo sul grande schermo, e So che un giorno tornerai (2018). È una delle voci di Mangiafuoco su Rai Radio 1.



 Polignano a Mare è ormai una delle mete più note e ambite della Puglia, regione in auge turistica in questa strana estate post coronavirus. C'è chi la conosce perché è la città di Domenico Modugno, chi per i tuffi spettacolari organizzati per il torneo di Red Bull Cliff Diving o per le sue bellissime scogliere. Ma Polignano a Mare è anche il regno del gelato, e una delle sue gelaterie più storiche è “Il super mago del gelo”, un'attività nata nel 1920 con un carretto ambulante, passata di generazione in generazione, ma sempre in mano ai Campanella.

Dal 'super mago' sono passati volti noti del cinema, della musica, della tv e dello sport italiani: l'attrice Monica Vitti (che a Polignano girò 'La ragazza con la pistola' di Mario Monicelli), Pippo Baudo, Gino Bartali, Lina Wertmuller, Gianni Morandi e, ovviamente, Domenico Modugno, che di Mario Campanella era amico.

A cent'anni dall'inizio dell'avventura c'è Anastasia Campanella a ricordare papà Mario in un libro: “Era un visionario quando diceva che Polignano era così bella che sarebbe diventata il salotto di Puglia”. Difficile dargli torto, oggi.

Al 'Super mago del gelo' si devono non solo i gelati, ma anche una bevanda originale come il 'caffè speciale': caffè, panna e scorza di limone, con l'aggiunta di un amaretto artigianale ottenuto con mandorle tritate. Perfetto a tutte le ore, anche di notte, è forse il prodotto più identificativo del 'Super mago'. Piacevole, frizzante e animato, questo romanzo corale con diversi personaggi veri e volubili, in gran parte spensierati e nel vento, narra con una prosa semplice ma avvincente la lunga, tormentata storia d’amore di due attempati amanti alla ricerca di uno spicchio di felicità: lei l’attraente e tosta Ninella, lui, il piacente Don Mimì Scagliuso, ma non sciupafemmine, (come l’altro Mimì, celebre, famoso, Domenico Modugno), polignanese doc fino alle midolla. Intorno a loro ruotano, in una girandola di avvenimenti, quasi una tribù di parenti, amici e conoscenti, uomini, donne, lesbiche, omosessuali, ma anche etero sessuali con i loro grattacapi quotidiani dai quali sono assillati, ma dai quali sopravvivono perché la vita è bella! Soprattutto a Polignano!

Alle vicende romantiche di Don Mimì si intercalano con brio ed umorismo quelle di sua moglie Matilde, femmina ambiziosa e inacidita, che ha piantato dopo anni di un matrimonio infelice, Don Mimì, il re delle patate pugliesi, per dominare, dopo essere stata dominata per anni, lo sbiadito Pasqualino Settebellezze, il tuttofare della ditta Scagliuso.

In Baci da Polignano troviamo anche la progenie di Don Mimì e Ninella: rispettivamente Chiara e Damiano e la loro figlioletta viziata e capricciosa che li comanda a bacchetta. E poi Orlando, il mellifluo avvocato con la sua finta fidanzata Daniela, in quanto lui è omosessuale e lei lesbica. Da non dimenticare la malinconica Nancy, che sogna di diventare la prima “influencer” polignanese e l’estroversa e taccagna zia Dora, che vive al nord e corre dal suo Veneto in Puglia per la restaurazione del Trullo, che ha ricevuto in eredità. Per questa incombenza, è incaricato Carlo il quasi architetto milanese, antica fiamma passeggera di Ninella.

Altro pregio di Baci da Polignano è la freschezza della scrittura coniata sul parlato di tutto i giorni e infiorettato di espressioni legate a personaggi e fatti reali del mondo d’oggi.

Di Augusto Orsi

lunedì 18 gennaio 2021

Vi consiglio un libro: Fiore di roccia di Ilaria Tuti

In questo periodo in cui ci viene limitata sempre di più la possibilità di praticare molte delle attività che riempiono il nostro quotidiano, voglio consigliare un libro, sia perché un buon libro è un ottimo modo per riempire i vuoti, si tiene attiva la testa e non ci si sente soli vivendo le vite degli altri, sia anche perché in parte ci possiamo rispecchiare nella storia, che narra di un periodo molto difficile come è stato quello della Grande Guerra e di come uomini, ma soprattutto donne hanno saputo reagire.


La protagonista e voce narrante di Fiore di Roccia della scrittrice friulana Ilaria Tuti (edito da Longanesi), è Agata Primus e come lei le sue amiche e compaesane, a cui viene chiesto di trasportare nelle loro gerle nelle trincea ad alta quota, tutto quanto serve per la sopravvivenza dei soldati, dai viveri, alle medicine fino alle armi. Queste donne, madri di famiglia, con dei pesantissimi carichi sulle spalle, affrontano la montagna che ben conoscono e diventano l’unica speranza dei soldati del Pal, fino a dover esse stesse imbracciare le armi per aiutare a respingere il nemico austriaco, meglio armato ed equipaggiato. Sono le Portatrici carniche.


Dalle pagine della Tuti, emerge tutta la fatica della guerra, ma anche il senso dell’eroismo e del valore che contraddistingue uomini e donne nella difesa della Patria. Personaggi sempre molto autentici con i loro dubbi e le loro fragilità, che si sono trovati a dover rispondere a momenti di grave difficoltà, tirando fuori tutto il coraggio e la resistenza di cui erano capaci. Con questo libro, Tuti ha voluto riportare alla memoria collettiva, il sacrificio e la forza di queste donne semplici, che volontariamente hanno messo a rischio la loro vita, da cui dipendeva anche quella di figli e anziani. Donne, dimenticate dai libri della grande Storia, abituate alla fatica e agli stenti, e rese ancor più forti dalla miseria. La narrazione è sempre molto intensa, ma mai ridondante, dalla prosa semplice quasi scarna, trasuda tutta l’ammirazione dell’autrice per queste eroine del quotidiano e ne rende la maestosità, rispecchiando l’austerità ma anche la bellezza di un paesaggio scarno come quello delle montagne del Friuli. L’umanità delle donne è il filo sottile che attraversa tutto il romanzo, fino al finale a sorpresa che riscalda il cuore e lascia speranza.

di Cristina Radi

venerdì 18 dicembre 2020

Adolescenti e diversità e una Befana un po' particolare: due film visti e commentati da Augusto Orsi

Mio fratello rincorre i dinosauri

Fin da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Gio, suo fratello, fosse un bambino "speciale", dotato di incredibili superpoteri, come un eroe dei fumetti. Con il passare del tempo Gio, affetto dalla sindrome di Down, diventa, per suo fratello, un segreto da non svelare. Con questo sentimento nel cuore, Jack trascorre il tempo delle scuole medie. Quando poi conosce il primo amore, Arianna, la presenza di Gio, con i suoi bizzarri e imprevedibili comportamenti, diventa per lui un fardello tanto pesante da arrivare a negare, a lei e ai nuovi amici del liceo, l'esistenza di Gio. 

L’ambientazione del film tratto dall'omonimo romanzo Mio fratello rincorre i dinosauri, è volutamente anonima: un non-luogo mai nominato tra pianure del Nord e città medie. I personaggi principali Gio, Jack e Arianna sono ben sagomati e presentati al meglio anche sul piano psicologico mentre altri, come i genitori mancano un tantino di spessore e suonano artificiali. Gio, poi merita un plauso particolare in quanto porta su di sé tutto il film. Il lungometraggio ha vinto, per la sua originalità, un premio europeo prestigioso per il cinema italiano, si è aggiudicata l’Efa Young Audience Award, conferito da una giuria composta da oltre 7mila ragazzi e ragazze di 69 Paesi europei. L’opera prima è un racconto di formazione adolescenziale incentrato sul disagio e la vergogna, che ogni teenager prova nei confronti della propria esistenza, a maggior ragione se "ostacolata" dalla diversità. Mio fratello rincorre i dinosauri, dopo l’acclamata prima alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia lo scorso anno, prima dell’emergenza sanitaria, ha conquistato il pubblico delle sale (distribuito da Eagle Pictures) diventando un vero e proprio caso cinematografico grazie anche a un cast notevole con, tra gli altri, Isabella Ragonese, Alessandro Gassmann perfetto nel ruolo del padre e la musa di Almodóvar, Rossy De Palma. Il lungometraggio è anche diventato recentemente argomento di una tesi di laurea all’Università di Bologna. È stato anche presentato con successo a Castellinaria Festival del cinema di Bellinzona Svizzera nella sezione Kids. Il lungometraggio di Stefano Cipani è un prodotto di buona levatura cinematografica, che si ascrive degnamente nella serie dei film che hanno narrato i “diversi” e le loro vicissitudini.

La Befana vien di notte del regista Michele Soavi porta sullo schermo la filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte”, che passando dalle parole che tutti i bambini hanno cantato alle immagini, prende le fattezze di Paola Cortellesi, una bella e simpatica maestra di scuola elementare con un segreto da nascondere: di giorno è la maestra di uno sperduto paesino ricolmo di neve e la notte prende i panni leggendari della mitica nonnina con le rughe e un po’ sdentata: è la befana, che cavalcando la sua scopa magica il 6 gennaio dispensa giocattoli e dolciumi ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. 

A ridosso dell’Epifania, di un anno non precisato, ma senz’altro non lontano, viene rapita da un produttore di giocattoli vanitoso e fanfarone, il ben in carne Mr. Johnny dalla memoria inossidabile e dall’odio tenace, che accusa la dolce maestrina dalla doppia vita movimenta di avergli rovinato l’esistenza il 6 gennaio di 20 anni prima. Su queste premesse promettenti per un “fantasy” e in paesaggi d’inverno, che il film rende incantevoli, si snoda la rocambolesca storia. Sei dei suoi alunni si scatenano sulle loro bici per salvarla. Ne esce fuori un film divertente, ma sgangherato che in alcune sequenze non ha né capo né coda. Tra magia, sorprese e risate, riusciranno a salvare la Befana? Non lo scrivo. Desidero tenere il segreto affinché qualcuno guardi il film lo apprezzi e si diverta, su qualche piattaforma ora che le sale buie sono chiuse o poco frequentate a causa dello stramaledetto Corona Virus. Personalmente non ho trovato il lungometraggio di Michele Soavi riuscito completamente in quanto la storia è restata embrionale, per l’interpretazione, a parte quella della Cortellesi che sfodera qualità da mattatrice, è ripetitiva in Stefano Fresi, il panciuto inconcludente Mr Jonny e sbiadita in quella dei 6 piccoli coprotagonisti, che a parte il pedalare allegramente all’impazzata su strade innevate, non sanno ben cosa fare per liberare la povera maestra dalla doppia esistenza, ostaggio di uno gioioso e inconcludente rapitore. Allo sceneggiatore napoletano Nicola Guaglianone e al regista Michele Soavi mentre dico bravi per aver tentato di darci un fantasy, genere poco presente nella cinematografia italiana di ieri e di oggi, li esorto a ritentare con un prodotto meglio strutturato. A parte le osservazioni e critiche La Befana vien di notte è un lungometraggio piacevole e distensivo.

di Augusto Orsi

martedì 17 novembre 2020

Storia di un nonno e delle sue 5 nipoti

A volte sono le piccole storie a scrivere la grande Storia, di cui tutti noi facciamo parte. In questo periodo eccezionale, ecco il modo di un nonno speciale, per vivere e non solo sopravvivere durante la reclusione forzata.

Nello scrivere articoli di cronaca o recensioni uso la terza persona. Questa volta, nel raccontare la mia esperienza didattica di insegnante “on line”, o per meglio dire al telefono con il supporto del mio Mac uso la prima persona. La terza suona troppo pomposa e artificiale. L’insegnare è la mia professione. L’ho fatto per tutta la mia esistenza e in tutti gli ordini di scuola: dalle elementari all’università e sotto diversi cieli. Più tardi il giornalismo come passione, si è affiancato all’insegnamento.

La mia più significativa e gratificante esperienza, come docente, prima di quest’ultima, “Storia di una gabbianella e il gatto che le insegnò a volare”, era stato insegnare a fare la firma, a bordo di una nave passeggeri, ad un gruppo di pescatori sardi che, dall’isola di Sant’Antioco (Sardegna), si recavano a Chisimaio (Somalia) per la pesca del tonno. Al mio sbarco, a Massaua, sul Mar Rosso, i pescatori, contenti per aver appreso a far la firma, mi ricompensarono con una caciotta di pecorino sardo. Il regalo mi commosse e l’esperienza è restata indelebile nella mia memoria. Premetto che ho 5 nipotine dai 9 ai 14 anni, sono le figlie delle mie figlie, Fabienne e Ilaria, e abitano a Losone. Il manifestarsi della pandemia dovuta al coronavirus mi impediva di poterle incontrare. Da questa proibizione è nata la mia idea di fare una serie di lezioni individuali di lettura e commenti al telefono e con l’ausilio del computer. 


Il primo obiettivo è stato il trovare un libro di media lunghezza, non difficile lessicalmente, ma soprattutto piacevole e avvincente per la loro età. Facendo una ricerca, in questa ottica, ho trovato “La storia della gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” del brillante narratore di favole lo scrittore cileno Luis Sepulveda. È un libro semplice nella struttura, splendido per la narrazione, a tratti commovente e profondamente umano. I suoi personaggi, gatti, uccelli, uno scimpanzé e un poeta, ben tratteggiati nelle loro caratteristiche sono molto simpatici. Era il libro che ci voleva per interessare e divertire un piccolo gruppo di lettrici, costrette dal corona virus a non andare a scuola e soprattutto a non poter incontrare i loro amici. Inoltre rappresentava anche un omaggio a Luis Sepulveda morto di coronavirus. Comperato il libro in pdf ne inviai una copia a ognuna delle lettrici: Emma e Mia anni 12, Eline 10 e Alissa 9. Dalla lettura della Gabbianella esclusi Lena 14 anni, con lei avrei fatto un corso di lettura e conversazione in inglese. Come poi feci e con profitto. Infatti, Lena, grazie anche in parte alle conversazioni telefoniche, ha preso il suo bel 6 alla fine dell’anno scolastico. Fatto tutti i preparativi e controllato il funzionamento dei computer e le delle linee telefoniche iniziai. Le lezioni si tenevano il mattino, in generale verso le dieci o le undici a rotazione poiché le allieve, non si alzavano più alle 7 per andare a scuola. Tutto era pronto per l’insegnamento a casa. Per le letture, ognuna utilizzava il proprio telefonino. Alissa e Eline, non avendone uno perché secondo le regole familiari, non hanno ancora l’età per averlo, usavano quello di casa o se lo facevano prestare dalle sorelle. Ogni lezione durava tra i 20 e 25 minuti tra il leggere e la comprensione. Erano momenti di scoperta, di gioia, di tristezza e di commozione legati a passaggi comici, drammatici o tristi della narrazione, ma anche al mio stato di salute. (Da circa nove mesi soffro di una dolorosa ernia del disco e sono recluso in casa). Diverse volte mi sono sentito dire: “Nonno, ci sei?” In quanto la mia voce era sparita affiochita dal sonno o soffocata dalla commozione. Basta. Mi accorgo che la mia narrazione sta assumendo toni da libro “Cuore” e ciò non va bene! Dopo due mesi abbiamo terminato la lettura della splendida favola. Poi, in linea con i miei principi didattici e alle mie fisse da insegnante, ho sottoposto le allieve ad un test a scelta multipla che tutte le allieve hanno fatto in modo eccellente.

Ora mi chiedo cosa ho imparato da questa esperienza didattico-tecnologica. Per non cadere nel patetico, riporto la frase finale del libro che Sepulveda fa “miagolare” a Zorba, il gatto nero che, con l’aiuto dei gatti del porto (quello di Amburgo) e di un poeta, fa sì che Fortunata, la gabbianella, voli. “…riesce a volare soltanto chi osa farlo”
di Augusto Orsi

mercoledì 21 ottobre 2020

Grandi Speranze per gli Eventi letterari del Monte Verità (29 ott-1 nov 2020)

Sarà lo scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi, in collegamento da Londra, ad aprire le giornate letterarie giovedì 29 ottobre alle 19 al PalaCinema di Locarno

Nonostante le numerose difficoltà generate dall’evoluzione della pandemia, gli Eventi letterari sono confermati e si svolgeranno con una formula del tutto particolare, rispettosa delle disposizioni sanitarie. Al Monte Verità verrà allestito uno studio in cui verranno presentati gli incontri e “lanciati” i collegamenti video con ospiti svizzeri e internazionali: in alcuni casi moderatori e/o scrittori saranno presenti in studio, in altri i dialoghi si svolgeranno in video. Il pubblico potrà seguire gli incontri di persona, sempre in ottemperanza alle disposizioni vigenti, o in diretta streaming. Dunque, sul palco si alterneranno, in collegamento dalle rispettive città, alcuni degli autori più noti del panorama contemporaneo. Tra loro Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi, Durs Grünbein, Nino Haratischwili, Melania G. Mazzucco, Ingo Schulze, Jón Kalman Stefánsson, Emanuele Trevi.

Da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre 2020 si svolge l’ottava edizione degli Eventi letterari Monte Verità, tra Monte Verità, PalaCinema di Locarno e Cinema Otello di Ascona, con il tema «Grandi Speranze», che prende spunto dal celebre romanzo di Charles Dickens, del quale ricorrono i 150 anni dalla morte. Tema che nel momento attuale assume ulteriori significati e contenuti, con la direzione artistica di Paolo Di Stefano.

lo scrittore Hanif Kureishi
giovedì 29 ottobre (ore 19) al PalaCinema di Locarno

Ad aprire le giornate letterarie è lo scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi, una delle voci più interessanti e originali della letteratura contemporanea, giovedì 29 ottobre (ore 19) al PalaCinema di Locarno. Da sempre attento alle dinamiche dell’integrazione e alle derive della discriminazione razziale, Kureishi indagherà le tante e diverse tensioni che condizionano la società di oggi e la vita di ciascun individuo, in un mondo incapace di accoglienza e integrazione. Domenica 25 ottobre (ore 18.30) in collaborazione con il Cinema Otello di Ascona verrà proposta una proiezione speciale in versione italiana di My Beautiful Laundrette– Lavanderia a gettoni, il film cult di Stephen Frears uscito nel 1985 con la sceneggiatura di Hanif Kureishi, che fece conoscere lo scrittore al grande pubblico internazionale.

Tahar Ben Jelloun
sabato 31 ottobre (ore 17.30), Monte Verità di Ascona

Gli incontri proseguiranno nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre al Monte Verità di Ascona con lo scienziato-filosofo Emanuele Coccia (ore 16), che ci ricorderà che le piante sono l’origine del nostro mondo e rispettarle è non soltanto un dovere ma una necessità. La scrittrice e drammaturga georgiana Nino Haratischwili (ore 17.30) ci condurrà invece nei meandri della memoria privata e collettiva, attraverso la storia di una ricetta, tramandata come un amuleto tra sette donne che in sei generazioni attraversano la Storia, e l’Europa, cercando il loro posto nel mondo tra conflitti e violenze, fughe e ritorni. La giornata si concluderà con la scrittrice Melania G. Mazzucco (ore 21) che darà voce, attraverso figure femminili dirompenti, a tutti quelli che hanno sognato e sognano una vita migliore o una grande impresa, come quella di Plautilla, protagonista seicentesca del suo ultimo romanzo.

Melania Mazzucco, foto di Christina Molnar
venerdì 30 ottobre (ore 21.00) al Monte Verità di Ascona

La mattina di sabato 31 ottobre (ore 11) sarà dedicata alla cerimonia di consegna del prestigioso Premio Enrico Filippini, che quest’anno verrà assegnato alla casa editrice Iperborea e a Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi. Un riconoscimento a chi opera nel mondo dei libri con coraggio e spirito innovativo.

La giornata prosegue con il poeta e scrittore islandese Jón Kalman Stefánsson (ore 14), le cui storie cercano risposte alle grandi domande dell’esistenza, ricordandoci che la vita umana è una gara contro il buio dell’universo, ma che il potere delle parole può dare corpo ai sogni, elevarci sopra il tempo e generare speranze. A seguire Simone Lappert (ore 16), autrice svizzera a lungo in classifica con il suo secondo romanzo, di prossima pubblicazione anche in Italia, poserà il suo sguardo su un presente fragile che appare sempre in bilico tra un prima e un dopo, come avviene nelle sue storie e nel delicato intreccio di destini che raccontano.

Nino Haratischwili 
venerdì 30 ottobre (ore 17.30) al Monte Verità di Ascona 

Di nuovi schiavismi dialogherà invece Tahar Ben Jelloun (ore 17.30), lo scrittore marocchino che ha spiegato il razzismo e il terrorismo a intere generazioni di ragazzi e ragazze d’Europa, avendolo provato sulla propria pelle poco più che ventenne e trovando il coraggio di raccontarlo. Sabato sera (ore 21) il poeta tedesco Durs Grünbein dialogherà con Fabio Pusterla e Stefano Prandi sull’opera di Dante Alighieri, nell’imminenza del 700° dalla morte del Sommo Poeta, e sul rapporto tra poesia e pensiero. L’attore Leonardo de Colle leggerà brani della Divina Commedia.

Domenica 1° novembre (ore 11) lo scrittore tedesco Ingo Schulze si porrà un interrogativo radicale su socialismo e capitalismo. I dubbi etici del protagonista del suo ultimo libro, cresciuto nella DDR ma approdato all’economia di mercato della Germania, diventano dubbi universali su ciò che è utile per tutti o per pochi.

L’evento di chiusura si svolgerà quest’anno al Monte Verità, sempre domenica, nel pomeriggio (ore 15), con un incontro dal titolo Voci dal mondo sospeso, che vuole essere un’occasione per riflettere sulle nuove prospettive, tra paura e attesa, generate dalla pandemia che ci siamo trovati ad affrontare e che ci costringe a rivedere il nostro rapporto con la salute, con la malattia, con la morte. Nino Haratischwili, Fabio Pusterla, Emanuele Trevi, tre autori che in modi diversi hanno sempre riflettuto sulla fragilità umana, leggeranno al pubblico i loro testi inediti su questo tempo sospeso: testi scritti appositamente per il nostro appuntamento e accompagnati dagli intermezzi musicali del Liberty Duo.

Gli incontri potranno essere seguiti anche in diretta streaming sul sito www.eventiletterari.swiss 

Prenotazione obbligatoria per tutti gli eventi.

Biglietti acquistabili su: www.eventiletterari.swiss/shop
Oppure prenotabili attraverso: prenotazioni@eventiletterari.ch

Tel. +41 (0)91 756 21 10

di Cristina Radi