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venerdì 18 dicembre 2020

Adolescenti e diversità e una Befana un po' particolare: due film visti e commentati da Augusto Orsi

Mio fratello rincorre i dinosauri

Fin da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Gio, suo fratello, fosse un bambino "speciale", dotato di incredibili superpoteri, come un eroe dei fumetti. Con il passare del tempo Gio, affetto dalla sindrome di Down, diventa, per suo fratello, un segreto da non svelare. Con questo sentimento nel cuore, Jack trascorre il tempo delle scuole medie. Quando poi conosce il primo amore, Arianna, la presenza di Gio, con i suoi bizzarri e imprevedibili comportamenti, diventa per lui un fardello tanto pesante da arrivare a negare, a lei e ai nuovi amici del liceo, l'esistenza di Gio. 

L’ambientazione del film tratto dall'omonimo romanzo Mio fratello rincorre i dinosauri, è volutamente anonima: un non-luogo mai nominato tra pianure del Nord e città medie. I personaggi principali Gio, Jack e Arianna sono ben sagomati e presentati al meglio anche sul piano psicologico mentre altri, come i genitori mancano un tantino di spessore e suonano artificiali. Gio, poi merita un plauso particolare in quanto porta su di sé tutto il film. Il lungometraggio ha vinto, per la sua originalità, un premio europeo prestigioso per il cinema italiano, si è aggiudicata l’Efa Young Audience Award, conferito da una giuria composta da oltre 7mila ragazzi e ragazze di 69 Paesi europei. L’opera prima è un racconto di formazione adolescenziale incentrato sul disagio e la vergogna, che ogni teenager prova nei confronti della propria esistenza, a maggior ragione se "ostacolata" dalla diversità. Mio fratello rincorre i dinosauri, dopo l’acclamata prima alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia lo scorso anno, prima dell’emergenza sanitaria, ha conquistato il pubblico delle sale (distribuito da Eagle Pictures) diventando un vero e proprio caso cinematografico grazie anche a un cast notevole con, tra gli altri, Isabella Ragonese, Alessandro Gassmann perfetto nel ruolo del padre e la musa di Almodóvar, Rossy De Palma. Il lungometraggio è anche diventato recentemente argomento di una tesi di laurea all’Università di Bologna. È stato anche presentato con successo a Castellinaria Festival del cinema di Bellinzona Svizzera nella sezione Kids. Il lungometraggio di Stefano Cipani è un prodotto di buona levatura cinematografica, che si ascrive degnamente nella serie dei film che hanno narrato i “diversi” e le loro vicissitudini.

La Befana vien di notte del regista Michele Soavi porta sullo schermo la filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte”, che passando dalle parole che tutti i bambini hanno cantato alle immagini, prende le fattezze di Paola Cortellesi, una bella e simpatica maestra di scuola elementare con un segreto da nascondere: di giorno è la maestra di uno sperduto paesino ricolmo di neve e la notte prende i panni leggendari della mitica nonnina con le rughe e un po’ sdentata: è la befana, che cavalcando la sua scopa magica il 6 gennaio dispensa giocattoli e dolciumi ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi. 

A ridosso dell’Epifania, di un anno non precisato, ma senz’altro non lontano, viene rapita da un produttore di giocattoli vanitoso e fanfarone, il ben in carne Mr. Johnny dalla memoria inossidabile e dall’odio tenace, che accusa la dolce maestrina dalla doppia vita movimenta di avergli rovinato l’esistenza il 6 gennaio di 20 anni prima. Su queste premesse promettenti per un “fantasy” e in paesaggi d’inverno, che il film rende incantevoli, si snoda la rocambolesca storia. Sei dei suoi alunni si scatenano sulle loro bici per salvarla. Ne esce fuori un film divertente, ma sgangherato che in alcune sequenze non ha né capo né coda. Tra magia, sorprese e risate, riusciranno a salvare la Befana? Non lo scrivo. Desidero tenere il segreto affinché qualcuno guardi il film lo apprezzi e si diverta, su qualche piattaforma ora che le sale buie sono chiuse o poco frequentate a causa dello stramaledetto Corona Virus. Personalmente non ho trovato il lungometraggio di Michele Soavi riuscito completamente in quanto la storia è restata embrionale, per l’interpretazione, a parte quella della Cortellesi che sfodera qualità da mattatrice, è ripetitiva in Stefano Fresi, il panciuto inconcludente Mr Jonny e sbiadita in quella dei 6 piccoli coprotagonisti, che a parte il pedalare allegramente all’impazzata su strade innevate, non sanno ben cosa fare per liberare la povera maestra dalla doppia esistenza, ostaggio di uno gioioso e inconcludente rapitore. Allo sceneggiatore napoletano Nicola Guaglianone e al regista Michele Soavi mentre dico bravi per aver tentato di darci un fantasy, genere poco presente nella cinematografia italiana di ieri e di oggi, li esorto a ritentare con un prodotto meglio strutturato. A parte le osservazioni e critiche La Befana vien di notte è un lungometraggio piacevole e distensivo.

di Augusto Orsi

mercoledì 21 ottobre 2020

Grandi Speranze per gli Eventi letterari del Monte Verità (29 ott-1 nov 2020)

Sarà lo scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi, in collegamento da Londra, ad aprire le giornate letterarie giovedì 29 ottobre alle 19 al PalaCinema di Locarno

Nonostante le numerose difficoltà generate dall’evoluzione della pandemia, gli Eventi letterari sono confermati e si svolgeranno con una formula del tutto particolare, rispettosa delle disposizioni sanitarie. Al Monte Verità verrà allestito uno studio in cui verranno presentati gli incontri e “lanciati” i collegamenti video con ospiti svizzeri e internazionali: in alcuni casi moderatori e/o scrittori saranno presenti in studio, in altri i dialoghi si svolgeranno in video. Il pubblico potrà seguire gli incontri di persona, sempre in ottemperanza alle disposizioni vigenti, o in diretta streaming. Dunque, sul palco si alterneranno, in collegamento dalle rispettive città, alcuni degli autori più noti del panorama contemporaneo. Tra loro Tahar Ben Jelloun, Hanif Kureishi, Durs Grünbein, Nino Haratischwili, Melania G. Mazzucco, Ingo Schulze, Jón Kalman Stefánsson, Emanuele Trevi.

Da giovedì 29 ottobre a domenica 1° novembre 2020 si svolge l’ottava edizione degli Eventi letterari Monte Verità, tra Monte Verità, PalaCinema di Locarno e Cinema Otello di Ascona, con il tema «Grandi Speranze», che prende spunto dal celebre romanzo di Charles Dickens, del quale ricorrono i 150 anni dalla morte. Tema che nel momento attuale assume ulteriori significati e contenuti, con la direzione artistica di Paolo Di Stefano.

lo scrittore Hanif Kureishi
giovedì 29 ottobre (ore 19) al PalaCinema di Locarno

Ad aprire le giornate letterarie è lo scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi, una delle voci più interessanti e originali della letteratura contemporanea, giovedì 29 ottobre (ore 19) al PalaCinema di Locarno. Da sempre attento alle dinamiche dell’integrazione e alle derive della discriminazione razziale, Kureishi indagherà le tante e diverse tensioni che condizionano la società di oggi e la vita di ciascun individuo, in un mondo incapace di accoglienza e integrazione. Domenica 25 ottobre (ore 18.30) in collaborazione con il Cinema Otello di Ascona verrà proposta una proiezione speciale in versione italiana di My Beautiful Laundrette– Lavanderia a gettoni, il film cult di Stephen Frears uscito nel 1985 con la sceneggiatura di Hanif Kureishi, che fece conoscere lo scrittore al grande pubblico internazionale.

Tahar Ben Jelloun
sabato 31 ottobre (ore 17.30), Monte Verità di Ascona

Gli incontri proseguiranno nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre al Monte Verità di Ascona con lo scienziato-filosofo Emanuele Coccia (ore 16), che ci ricorderà che le piante sono l’origine del nostro mondo e rispettarle è non soltanto un dovere ma una necessità. La scrittrice e drammaturga georgiana Nino Haratischwili (ore 17.30) ci condurrà invece nei meandri della memoria privata e collettiva, attraverso la storia di una ricetta, tramandata come un amuleto tra sette donne che in sei generazioni attraversano la Storia, e l’Europa, cercando il loro posto nel mondo tra conflitti e violenze, fughe e ritorni. La giornata si concluderà con la scrittrice Melania G. Mazzucco (ore 21) che darà voce, attraverso figure femminili dirompenti, a tutti quelli che hanno sognato e sognano una vita migliore o una grande impresa, come quella di Plautilla, protagonista seicentesca del suo ultimo romanzo.

Melania Mazzucco, foto di Christina Molnar
venerdì 30 ottobre (ore 21.00) al Monte Verità di Ascona

La mattina di sabato 31 ottobre (ore 11) sarà dedicata alla cerimonia di consegna del prestigioso Premio Enrico Filippini, che quest’anno verrà assegnato alla casa editrice Iperborea e a Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi. Un riconoscimento a chi opera nel mondo dei libri con coraggio e spirito innovativo.

La giornata prosegue con il poeta e scrittore islandese Jón Kalman Stefánsson (ore 14), le cui storie cercano risposte alle grandi domande dell’esistenza, ricordandoci che la vita umana è una gara contro il buio dell’universo, ma che il potere delle parole può dare corpo ai sogni, elevarci sopra il tempo e generare speranze. A seguire Simone Lappert (ore 16), autrice svizzera a lungo in classifica con il suo secondo romanzo, di prossima pubblicazione anche in Italia, poserà il suo sguardo su un presente fragile che appare sempre in bilico tra un prima e un dopo, come avviene nelle sue storie e nel delicato intreccio di destini che raccontano.

Nino Haratischwili 
venerdì 30 ottobre (ore 17.30) al Monte Verità di Ascona 

Di nuovi schiavismi dialogherà invece Tahar Ben Jelloun (ore 17.30), lo scrittore marocchino che ha spiegato il razzismo e il terrorismo a intere generazioni di ragazzi e ragazze d’Europa, avendolo provato sulla propria pelle poco più che ventenne e trovando il coraggio di raccontarlo. Sabato sera (ore 21) il poeta tedesco Durs Grünbein dialogherà con Fabio Pusterla e Stefano Prandi sull’opera di Dante Alighieri, nell’imminenza del 700° dalla morte del Sommo Poeta, e sul rapporto tra poesia e pensiero. L’attore Leonardo de Colle leggerà brani della Divina Commedia.

Domenica 1° novembre (ore 11) lo scrittore tedesco Ingo Schulze si porrà un interrogativo radicale su socialismo e capitalismo. I dubbi etici del protagonista del suo ultimo libro, cresciuto nella DDR ma approdato all’economia di mercato della Germania, diventano dubbi universali su ciò che è utile per tutti o per pochi.

L’evento di chiusura si svolgerà quest’anno al Monte Verità, sempre domenica, nel pomeriggio (ore 15), con un incontro dal titolo Voci dal mondo sospeso, che vuole essere un’occasione per riflettere sulle nuove prospettive, tra paura e attesa, generate dalla pandemia che ci siamo trovati ad affrontare e che ci costringe a rivedere il nostro rapporto con la salute, con la malattia, con la morte. Nino Haratischwili, Fabio Pusterla, Emanuele Trevi, tre autori che in modi diversi hanno sempre riflettuto sulla fragilità umana, leggeranno al pubblico i loro testi inediti su questo tempo sospeso: testi scritti appositamente per il nostro appuntamento e accompagnati dagli intermezzi musicali del Liberty Duo.

Gli incontri potranno essere seguiti anche in diretta streaming sul sito www.eventiletterari.swiss 

Prenotazione obbligatoria per tutti gli eventi.

Biglietti acquistabili su: www.eventiletterari.swiss/shop
Oppure prenotabili attraverso: prenotazioni@eventiletterari.ch

Tel. +41 (0)91 756 21 10

di Cristina Radi

venerdì 25 settembre 2020

L’uomo che sussurrava ai piccioni: Monsieur Pigeon, il nuovo film di Antonio Prata

Un uomo e i suoi piccioni: favola surreale che filma i rapporti tra un “un alternativo” nella Parigi d’oggi e nugoli di piccioni.


Monsieur Pigeon, si chiama proprio così, il personaggio principale misterioso ed emblematico del toccante mediometraggio del regista italiano nato a Zurigo, Antonio Prata, si aggira quotidianamente curvo e grigio nei paraggi del Centre Pompidou nel Marais, quartiere popolare di Parigi circondato da una nube di piccioni che gli si affollano addosso, alla ricerca affannosa di mangime. Chi è questo barbone ingrigito dagli anni, curvo e sciancato che trascorre la sua esistenza nel vagabondare e nutrire piccioni? Qual è la sua storia e qual è il suo passato? La domanda, senza una risposta precisa, è aperta a tante interpretazioni e ciò rende il film, dai risvolti di realismo magico, ben concepito e soprattutto ben girato, singolare e avvincente. Monsieur Pigeon e i suoi amati uccelli, vago ricordo in versione buonistica degli aggressivi uccelli di Hitchcock, potrebbe essere un certo Giuseppe e la sua delicata e poetica vicenda, nutrire piccioni, una parabola della società di oggi dove la solidarietà esiste soprattutto tra i deboli e gli emarginati. I piccioni un tempo erano immagine di gioia e spensieratezza e a Venezia e altrove, i turisti facevano a gara per essere fotografati in loro compagnia. Poi ci si accorse che questi prolifici pennuti erano troppo invadenti e insozzavano, perciò furono banditi e anche sterminati. Oggi vivono ai margini della società e di loro si occupano unicamente i tipi anomali come il signor Giuseppe anche loro al bando o  auto estraniatisi dal mondo per comunicare unicamente con gli uccelli.

La singolare opera di Antonio Prata, prodotto da Amka Films Lugano (coproduzione RSI) presente in diversi festival ha riscosso consensi e lodi della critica e nel corso dei prossimi mesi sarà nella programmazione delle sale del Canton Ticino, il  28 settembre sarà al Gran Rex di Locarno.

Giuseppe ha vissuto per 60 anni una vita ordinaria. Ha studiato, ha avuto una famiglia e ha lavorato in banca. Conosce bene il mondo che lo circonda e oggi ne è profondamente deluso. Così ha deciso di ribellarsi a quel sistema, alla cattiveria delle persone che giudicano senza sapere, perché osservano la realtà che li circonda con superficialità e distrazione, covando spesso nell’anima rancore, aggressività e intolleranza. Nel Marais di Parigi non hanno mai voluto costruire una piccionaia. Così i piccioni non hanno alcuna dimora; vagano per la città alla ricerca di un posto dove stare, cercando di sfuggire alle insidie escogitate dall’odio umano. Giuseppe li nutre quotidianamente nonostante sia vietato, li protegge perché sono indifesi e spesso è stato selvaggiamente aggredito dalla gente, ostacolato dalle autorità.

Biografia del regista

Antonio Prata è nato a Zurigo nel 1972. Fino alla maggiore età ha vissuto e ha studiato in vari collegi tra Umbria e Abruzzo. Ha proseguito gli studi liceali italiani a Zurigo, dove è rimasto fino al 1995, anno in cui si è trasferito a Lugano per frequentare gli studi di cinema. Si diploma nel 2007, realizzando il film “Il resto di una storia”, miglior cortometraggio al Doclisboa, riconosciuto al Torino Film Festival con una menzione speciale e First Steps al Visions du Réel di Nyon. Nel 2009 realizza il cortometraggio “L’inverno è più lungo”, interamente girato all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Nel 2011, quando la sua terra d’origine, l’Abruzzo, è sconvolta dal terremoto, elabora le idee per la realizzazione di “Terra dentro”, in concorso nel 2013 al Torino Film Festival e nel 2014 alle Giornate del Cinema svizzero di Soletta.

È stato direttore di programmazione e gestore di sala a Lugano. Dal 2016 è direttore del Film Festival Diritti Umani.

di Augusto Orsi

lunedì 31 agosto 2020

Si sogna con Fellini alla Pasticceria Marnin di Locarno

 In occasione dei 100 anni della nascita di Fellini e dei 60 anni della “Dolce vita”, la Pasticceria Marnin di Locarno ha voluto omaggiare il regista romagnolo con un evento poliedrico come era lui stesso, dal titolo Sognando con Fellini. In questi giorni è possibile visitare presso lo spazio Tea Room della pasticceria in Piazza Sant’Antonio a Locarno, la mostra fotografica curata nella scelta dei fotogrammi e nell’allestimento dall’artista Manlio Del Curto. 


La scelta è avvenuta su una trentina di foto messe a disposizione per il progetto dalla Fondazione Fellini di Sion. Altro partner d’eccezione il Cinema Otello di Ascona, che riapre proprio con questo progetto, dopo aver fatto importanti migliorie tecnologiche, tra cui un proiettore di ultima generazione. Ad Ascona ogni venerdì di settembre sarà possibile vedere un grande capolavoro felliniano. Si inizia venerdì 4 settembre alle 19.30 proprio con La Dolce vita, introdotta eccezionalmente dal critico cinematografico del Corriere della sera, Maurizio Porro, amico di Fellini. A seguire sempre alle 20.45, l’11 settembre Roma, il 17 Ginger e Fred e il 25 La strada.

Prenotazione consigliata allo 091/7910323, maggiori info su www.otelloascona.ch

Ideatrice del progetto l’anima artistica di Marnin, Franca Antognini, legata per una assidua frequentazione alla città di Rimini e al festival del cinema di Locarno, ha voluto mettere insieme queste sue due predilezioni per dare un segnale di ottimismo e di vitalità, caratteristiche molto presenti nelle pellicole di Fellini. Senza trascurare l’anima godereccia tipica dei tratti romagnoli e il suo amore per la buona tavola, elementi che Franca e suo marito Arno hanno voluto riproporre nei piatti del venerdì, affidati alla cura del loro chef proprio di origini romagnole. Noemi Antognini poi, figlia d’arte e pasticcera-food designer, ha riproposto lo spirito felliniano in un pasticcino di sua invenzione, con base di zuppa inglese, dolce prediletto dal maestro.

di Cristina Radi


mercoledì 18 settembre 2019

Los Amigos de La Lengua Española al cinema dal 26 settembre ad Ascona

Il cinema di Los Amigos de La Lengua Española inizia il suo programma autunnale il 26 settembre come di consuetudine al cinema Otello di Ascona alle 18.30 con COMPAÑEROS (Uruguay 2018, 2 h 02 min) di Alvaro Brechner. 



1973, l'Uruguay cade nella dittatura. Tre oppositori politici sono segretamente imprigionati dalla nuova potenza militare. Gettati in piccole celle, è vietato parlare, vedere, mangiare o dormire. Mentre i loro corpi e le loro menti sono spinti ai limiti del sopportabile, i tre ostaggi conducono una lotta esistenziale per sfuggire a una terribile realtà che li condanna alla follia. Il film racconta i 12 anni di prigione vissuti da tre delle figure più famose dell'Uruguay.

Continuando con la programmazione di opere a sfondo sociale il 14.11.2019 è in cartellone UNA NOCHE SIN LUNA (Uruguay 2014, 78 min), di Germãn Tejeira. Durante la notte di fine anno, tre personaggi solitari arrivano in un piccolo villaggio sperso nella campagna uruguayana, dove avranno la possibilità di cambiare il loro destino. Sottotitoli in francese e tedesco. 



Un documentario cileno LA CORDILLERA DI LOS SUEÑOS (Francia / Cile 2019), di Patricio Guzmán, il 05.12.2019 completa il programma. Nel documentario, presentato quest'anno al Festival di Cannes, le alte cime della cordigliera si caricano di una moltitudine di simboli significativi, spesso contraddittori, stratificati come roccia. La poesia visiva del paesaggio si sovrappone alle testimonianze dei cittadini cileni, che rivivono i loro ricordi della dittatura di Pinochet.



Cinema Otello
Viale Bartolomeo Papio 8, 6612 Ascona
Telefono: 091 791 03 23 




di Augusto Orsi

giovedì 18 luglio 2019

Cinema all’aperto a Vira Gambarogno (22-28 luglio 2019)


Da lunedì 22 a domenica 28 luglio torna per la ventesima volta il cinema al lago  a Vira Gambarogno, Ticino CH, con 7 lungometraggi validi e di successo, che spaziano da ieri all’oggi raccontando con maestria e coinvolgimento storie della nostra società.



“Bohemian Rhapsody” uno dei migliori lungometraggi della passata stagione dà inizio alla breve rassegna lunedì alle 21.30. “West Side Story”, avvincente storia romantica di tutti i tempi segue martedì. 
L’intrigante e possente “Blakkklansman” di Spike Lee, carta bianca di Lili Hinstin, direttrice artistica del Festival del Film di Locarno verrà presentato mercoledì. 

un'immagine di Blakkklansman
Giovedì sarà la volta di “Il buio oltre la siepe” capolavoro in bianco e nero della Grande Hollywood. Venerdì, “Jump” della regista svizzera Bindu Stoppani ci riporta ai nostri giorni con una commovente storia sociale. Sabato è in programma “Gruppo di famiglia in un interno”, uno dei memorabili film del cinema di Luchino Visconti. Il programma si chiude domenica con lo spassosissimo “Tre uomini in fuga” -La grande Vadrouille- capolavoro di Gérard Oury, nella versione dialettale curata da Yor Milano che sarà presente alla proiezione.
di Augusto Orsi

lunedì 22 ottobre 2018

Festival Gender Bender 2018: Cromocosmi (Bologna 24 ottobre-3 novembre)

Dal 24 0ttobre al 3 novembre 2018 a Bologna è protagonista la 16° edizione di Gender Bender, il grande evento prodotto dal Cassero LGBTI Center e con la direzione artistica di Daniele Del Pozzo.

una scena del film kenyota Rafiki
Danza, teatro, cinema, laboratori, incontri per esplorare gli universi del corpo, delle differenze, del genere e dell’orientamento sessuale. Cromocosmi è il titolo di questa edizione, nella quale si fondono sguardi e traiettorie innovative della ricerca artistica contemporanea, che attraversano il dibattito sui mille universi e le tantissime storie di vita costruite sulle differenze (cosmi), parlando di identità e di corpi (cromosomi), ma anche di provenienze geografiche ed etniche (cromatismi), con particolare riferimento alla black culture.

Shailesh Bahoran- ph studio breed


I principali ingredienti del festival
Gender Bender è diviso in sette sezioni - Danza, Cinema, Teatro, Mostre, Incontri, Laboratori, Party - e offre uno straordinario sguardo multidisciplinare sulle produzioni del contemporaneo. Il tema di questa sedicesima edizione - cioè l’intreccio tra le differenze di orientamento sessuale, identità di genere, provenienza geografica, etnia - attraversa come un fil rouge le sette sezioni, creando un percorso particolare che abbraccia gran parte delle opere in programma.

Francesco Marilungo - LOVE SOUVENIR

Nella sezione DANZA, la collaborazione con il Dutch Performing Arts, il programma che sostiene i creativi dei Paesi Bassi, porta a Bologna i lavori di Shailesh Bahoran, talentuoso coreografo, virtuoso dell’hip hop, attivo in Olanda ma nella cui storia si fondono le etnie dell’India e dell’America Latina; di Guilherme Miotto, coreografo brasiliano ma residente nei Paesi Bassi, che con Warriors foot rappresenta il calcio giocato dai ragazzi di strada e lo contamina con la danza; e di Fernando Belfiore, anche lui brasiliano di casa ad Amsterdam, con la sua poetica sul corpo che sperimenta forme e possibilità attraverso l’incontro con diversi elementi.
Faranno parte di questa edizione anche Hope Hunt & The Ascension into Lazarus, della coreografa e performer irlandese Oona Doherty, che si addentra nella struttura degli stereotipi su mascolinità e moralità nella working class irlandese; I love my sister, del coreografo italiano Enzo Cosimi, ultima tappa della trilogia Ode alla bellezza, nella quale rappresenta il tema della transessualità, con i miti e gli archetipi che essa riunisce.
L’Ambasciata di Francia, attraverso la Fondazione dei Nuovi Mecenati, contribuisce a portare in Italia le opere di Severine Coulon, in particolare il suo immaginifico Filles & Soie, che incrocia la performance, il teatro di figura e le ombre cinesi e spiega la femminilità e il corpo delle donne a un pubblico dai 5 anni in su; e di Thomas Lebrun, che con la sua opera satirica per cinque danzatori Les rois de la piste, prende di mira la necessità di seduzione in una danza popolare.
La danza arriva anche nei luoghi più insoliti, ad esempio il supermercato Coop di via Andrea Costa, dove Mario Coccetti, protagonista a teatro con il suo spettacolo Sin, realizza un’incursione coreografica di tango e improvvisazioni con i performer Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore.

Per la sezione TEATRO, va in scena il lavoro caustico e provocatorio di Alessandro Berti, che nel suo Bugie bianche. Capitolo primo: Black Dick si concentra sullo sguardo del maschio bianco sul maschio nero, e in particolare sul suo corpo, chiedendosi quale rapporto ci sia tra l’oppressione storica del bianco sul nero e la percezione di un’oppressione intima, privata, sessuale, che il bianco sente di subire nel confrontarsi con il nero.

Nella sezione CINEMA si annunciano nella sedicesima edizione del festival Somos Tr3s (We are thr3e), dell’argentino Marcelo Briem Stamm, che attraverso il racconto di un triangolo amoroso esplora le relazioni non convenzionali; Tinta Bruta, dei registi brasiliani Marcio Reolon e Filipe Matzenbacher; Bixa Travesty (Tranny Fag) di Claudia Priscilla e Kiko Goifman, documentario su Linn da Quebrada, astro del pop, brasiliana nera e transessuale, che canta contro gli stereotipi machisti e di genere nel Paese con il più alto numero di violenze contro le persone trans.
Vengono dall’Argentina Mujer Nomade, documentario di Martìn Farina sulla vita dell’epistemologa e saggista argentina Esther Díaz e sul suo lavoro filosofico, legato ai parametri della sessualità e del piacere che dominano la cultura patriarcale, e Las Hijas del Fuego, film di Albertina Carri che attraverso la relazione poliamorosa tra tre donne costruisce una denuncia anarchica e spregiudicata della società capitalista e del dominio eterosessuale.
Messo al bando in Kenya, dove è stato prodotto e dove l’omosessualità è fuorilegge, arriva a Bologna Rafiki, il film di Wanuri Kahiu, mentre dalla Cina arriva in prima nazionale Adonis di Scud, uno dei registi più provocatori e scandalosi del cinema asiatico contemporaneo. E ancora: accende i riflettori sul devastante impatto della guerra su famiglie, che sono state divise e cancellate dalle migrazioni forzate, il documentario The last Goldfish dell’australiana Su Goldfish, mentre parla del ritorno in Cile di una giovane transessuale, dopo dieci anni dalla migrazione in Francia, El diablo es magnifico di Nicolas Videla.
Infine, sul grande schermo di Gender Bender Diane a les épaules di Fabien Gorgeart, commedia irriverente che affronta con intelligenza il tema della gestazione per altri. Con Embrasse Moi di Cyprien Vial, fa il suo ingresso la prima commedia romantica lesbica del cinema francese. Infine, dopo la première alla Mostra del Cinema di Venezia, a Gender Bender Zen Sul Ghiaccio Sottile della giovane regista Margherita Ferri, presente in sala a presentare il suo film.
Novità di questa edizione, per la prima volta la sezione Cinema del festival assegnerà un Premio della Giovane Critica per miglior documentario e migliore fiction, in collaborazione con Cinefilia Ritrovata e Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna. Ma anche gli spettatori in sala potranno dire la loro, assegnando un voto a ogni film visto: il più votato vincerà il Premio del Pubblico.

JUNO-DAWSON - ph Sophia Spring

Nella sezione INCONTRI del festival, da segnalare le presenze di Garrard Conley, autore di Boy erased – Vite cancellate, straziante memoir su che cosa significhi subire la terapia riparativa, ora diventato un film con Nicole Kidman e Russell Crowe, e di Juno Dawson, persona transgender, giornalista e autrice sia di narrativa che di saggistica, scrive regolarmente su The Guardian, Attitude Magazine, Glamour e collabora con BBC Women’s Hourt, occupandosi di sessualità, identità, letteratura ed educazione, autrice del divertente e dissacrante Questo libro è gay, un percorso dedicato agli e alle adolescenti con cui prendere coscienza degli stereotipi su identità, ruoli e comportamenti legati al genere, all’affettività e alla sessualità.

In programma anche un convegno - Queer visual culture - curato da Fruit Exhibition, con editori internazionali ed esperti di pubblicazioni e di linguaggio visuale queer e di genere.

Sette i LABORATORI di questa edizione, condotti da artisti nazionali e internazionali: A way of Life condotto da Shailesh Bahoran (Paesi Bassi), Am I what I am because I found myself? della compagnia Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro, Pleasure body di Giorgia Nardin che celebra i corpi queer, femme, trans, non binari, Progetto S. di Mario Coccetti, Warriors Foot di Guilherme Miotto (Paesi Bassi), Welcome to the Chaos di Oona Doherty (Irlanda), Seeking Unicorns in Bologna di Chiara Bersani, coreografa dal corpo non conforme, che crea a Bologna il primo branco di unicorni, attraverso l’incontro dei corpi, dei respiri e delle voci di creature diverse.

Occhi puntati anche sui PARTY: festa con la Roboterie il duo Faka, vero e proprio movimento culturale sudafricano fondato da Fela Gucci e Desire Marea, che combina forme espressive diverse, dalla musica alla live performance, dalla letteratura alla fotografia, sul tema dell’appartenenza alla comunità queer nera dell’Africa post-coloniale; infine, per la notte di Halloween dalla Spagna la dj La Bambola.
  
Per informazioni:
Il Cassero LGBTI Center: 0039 051 0957221


di Anna Maria Manera

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martedì 24 luglio 2018

Cinema all'aperto a Vira Gambarogno (24-29 luglio 2018)

Dal 24 al 29 luglio il suggestivo sagrato della chiesa parrocchiale di Vira nel Gambarogno si trasforma in una sala cinematografica sotto le stelle. 
La località affacciata sul lago è davvero unica e il fascino del cinema all’aperto diventa una vera festa per tutta la famiglia, dove la gente si ritrova, socializza e si diverte in compagnia di un buon film. Inizio delle proiezioni alle ore 21.30.
In caso di maltempo la proiezione sarà tenuta all'oratorio San Cosimo di Vira Gambarogno.



In programma:
Una finestra su Locarno -Carta Bianca a Carlo Chatrian, direttore artistico Locarno Festival
Martedì 24 luglio
Amori che non sanno stare al mondo
di Francesca Comencini
Italia, 2017, colore, 92' min
v.o. in italiano.

Mercoledì 25 luglio
Camille Claudel
di Bruno Nuytten
Francia, 1988, colori, 175' min
v.o. in francese, sottotitoli in tedesco.

Giovedì 26 luglio
Un tango más (Un ultimo tango)
di German Kral
Argentina, Germania, 2015, colore, 85' min
v.o. in spagnolo, sottotitoli in italiano.

Venerdì 27 luglio
Omaggio a Claudia Cardinale: C’era una volta il West
di Sergio Leone
Italia, 1968, colore, 167' min
v.o. in italiano.

Sabato 28 luglio
The Square (La piazza)
di Ruben Östlund
Svezia, Danimarca, Germania, Francia, 2017, colore, 142' min,
v.o. in inglese, sottotitoli in italiano

Domenica 29 luglio
Chaplin (Charlot)
di Richard Attenborough, USA, UK, 1992
B/N e colore, 143', vo inglese e sottotitoli in italiano

Maggiori informazioni sulla pagina facebook: Cinema all'aperto Vira.
Prezzi:
adulti CHF 15.-
AVS: CHF Fr.10.-
Tessera per la rassegna: CHF 60.-
(da ritirare alla cassa la prima sera, a partire dalle ore 19.00)
Apertura cassa: ore 20.15

Organizzato dall'Associazione Amici del Cinema del Gambarogno.
Sagrato Chiesa parrocchiale, 6574 Vira
Info tel.: +41 91 759 77 04

di Augusto Orsi


martedì 3 aprile 2018

Le donne forti di Les Gardiennes di Xavier Beauvois

Si è conclusa da poco, la Sesta edizione di L’immagine e la Parola evento primaverile del Locarno Festival. Tre giorni di proiezioni, incontri e atelier che hanno avuto come soggetto l’universo femminile e in particolare il tema della maternità. Le voci donne si sono espresse in 4 lungometraggi : What Ever Happened to Baby Jane di Robert Aldrich (1962), Figlia mia di Laura Bispuri, film passato all’ultima berlinare, Nico,1988 di Susanna Nicchiarelli, premiato a Venezia 2017, ai David di Donatello e l’inedito Les Gardiennes di Xavier Beauvois (Francia). I quattro lungometraggi sono stati debitamente apprezzati. la partecipazione di pubblico, nel rinnovato GranRex, ha registrato in totale oltre 1500 spettatori. Numerosa anche l’affluenza per gli eventi paralleli.



Les Gardiennes, che nella traduzione italiana potrebbe essere Le custodi, donne che preservano le tradizioni familiari e di una regione rurale della Francia in un periodo particolare, quello che va dal 1915 al 1920 quando gli uomini erano in guerra per difendere “la Patria”. Xavier Beauvois è un regista atipico e autodidatta, che sa osservare i fatti della vita degli individui e delle collettività e trasporli in immagini che toccano i sentimenti degli spettatori e fanno nascere emozioni. Il suo linguaggio cinematografico è un insieme armonico di parole ed immagini pittoriche, sovente lirico che va all’essenza della narrazione. 

il regista Xavier Beauvois 
Il successo più importante della sua carriera di regista, l’ottiene nel 2010 al Festival di Cannes con Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) che ottiene il Grand Prix Speciale delle Giuria. Il lungometraggio ottiene un sorprendente riconoscimento del pubblico in particolare quello francese, rimanendo in testa agli incassi per quattro settimane consecutive e raggiungendo i tre milioni di spettatori. Le Gardiennes è l’adattamento lirico, ma realistico allo stesso tempo del romanzo di Ernest Pérochon che aveva già ispirato Henri-Georges Clouzot. Il racconto inizia nel 1915 nella campagna francese, dove nell’assenza degli uomini, che muoiono al fronte, le donne e gli anziani mandano avanti le fattorie. Filmato come un dipinto, Les Gardiennes, che ricorda L’albero degli zoccoli di Ermmanno Olmi, è la cronaca della durezza del lavoro agricolo, del coraggio, della costanza, delle donne scandita dal passar delle stagioni e animata dalla continua apprensione per le vite degli uomini in guerra. L’anziana e autoritaria Hortense (un’eccellente Nathalie Baye) sua figlia Solange, e la giovane e spontanea Francine sono le protagoniste di questa saga agricola nella quale le parole, non molte, e scandite con ritmo “atemporale” creano in sintonia con la natura atmosfere nostalgiche di una felicità mai esistita.

domenica 4 febbraio 2018

La favola del toro pacifista Ferdinand che amava le margherite candidato agli Oscar!

Ferdinand di Carlos Saldanha è stato e lo è ancora uno dei film d’animazione più gettonati di fine 2017 in Europa. Ora figura anche nella lista dei film d’animazione per i prossimi Oscar, unitamente a Coco e Loving Vincent. 



Ferdinand, sereno, gioioso e spensierato ha tutte le qualità per piacere ed incantare  i piccoli, ma anche quelle di interessare i grandi. Un vero film per famiglie. Particolarmente curati e originali  il tratto grafico, l’animazione che nelle movenze rappresentano bene “l’anima spagnola” e l’antico rito del duello “uomo-toro”. 
Molte le gag e i personaggi azzeccati come la bambina Nina, che lo accoglie nella sua fattoria dove Ferdinand si trova come in paradiso; il feroce, presuntuoso  e dittatoriale matador El Primero, che sceglie Ferdinand per il suo ultimo combattimento e ancora i tanti amici: dalla capra Lupe ai porcospini Una, Dos, Quatro, al cane Paco che formano una catena di solidarietà per salvarlo dalla spada mortale di El Primero.


 Ferdinand è un film “aperto” che si presta a diverse chiavi di lettura tutte plausibili a seconda delle nazioni nelle quali viene presentato. I bambini sono presi dalle immagini, il colore, il magico, gli adolescenti dai diversi personaggi di contorno, ma soprattutto  dalla contraddizione della sua natura: è un toro ed allora secondo le credenze comuni è fatto per combattere e anche per uccidere e non per trastullarsi con i fiori. 
Per gli adulti il suo pacifismo e il rifiuto dell’autoritarismo. È proprio quest’ultima componente che generò l’ostracismo dei governi dittatoriali al  libretto di Murno Leaf,  The Story of Ferdinand illustrato dagli splendidi disegni di Robert Lawson.  Negli anni '30 la favola del toro pacifista divenne un libro molto letto negli Stati Uniti e nel 1938 un corto della Disney, che conobbe l’onore dell’Oscar mentre Hitler lo condannava come libro sovversivo e Mussolini lo metteva all’indice per il messaggio disfattista che veicolava. 

La copertina del libro di Murno Leaf, The Story of Ferdinand

Nella Spagna del dittatore Franco non ebbe miglior fortuna. Infatti poté essere pubblicato solo alla morte del Caudillo. Il regista brasiliano Carlos Saldan, già conosciuto per L’era glaciale, lo ha arricchito con nuovi personaggi, lo ha reso corale e  ha dato al toro e al racconto “sfumature psicologiche”, conservando però il tema di fondo, la forza e  la singolarità del film,  che è seguire la propria natura, essere se stessi sfidando critiche e preconcetti.

di Augusto Orsi


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martedì 9 gennaio 2018

Al cinema con Los amigos de la Lengua Española

Da giovedì 11 gennaio a giovedì 12 aprile Los amigos de la Lengua Español e la Asociación Española del Ticino presentano 6 lungometraggi in spagnolo (Spagna, Argentina, Cile).



I lungometraggi sottotitolati in francese, tedesco o inglese sono proiettati al Cinema Otello di Ascona con inizio alle 18.30. Il programma può essere consultato sul sito de Los Amigos de la lengua española e de la Asociación Española del Ticino.

I film costituiscono la seconda parte del cartellone iniziato in autunno. 
Fil rouge del programma la società d’oggi osservata da registi di lingua spagnola. 

I generi cinematografici si alternano dalla commedia al dramma, al roadmovie. Si raccomanda il cartellone cinematografico non solo agli amanti del cinema, ma anche ai cultori della lingua di Cervantes. 

Il primo lungometraggio in programma, giovedì 11 gennaio El lado oscuro del corazón di Eliseo Subiela, è una commedia romantica del 1992, che nei paesi di lingua spagnola ha conosciuto un gran successo.

di Augusto Orsi / Bears

mercoledì 20 dicembre 2017

Un must di Natale: al cinema con i figli. 2 pellicole da non perdere

Tra i numerosi film che allieteranno il Natale e le feste di fine d’anno dei cinefili piccoli e grandi ne spiccano due: “Paddington 2” di Paul King e “Coco” di Lee Unkrich e dello story artist Adrian Molina.



Il sequel della storia del piccolo orso è arrivato sugli schermi europei a novembre e ha bissato e migliorato il successo del primo.



Il secondo, Coco, sarà sugli schermi italiani e svizzeri a giorni. In Francia e nel Regno Unito è già uscito e ha riscosso successo. “Paddington 2” e “Coco” sono due prodotti cinematografici ben concepiti, ben realizzati, intelligenti, briosi e divertenti, nei quali la narrazione di storie universali, brillante sta al passo con la perfezione tecnologica. Sono film capaci d’interessare e divertire non solo i piccoli e gli adolescenti, ma anche gli adulti e di lasciare ricordi negli spettatori.



Paddington 2 narra in modo umoristico e allegro le ultime avventure e disavventure del piccolo orsetto peruviano diventato un vero British londinese.
Coco, invece ci catapulta attraverso la storia fantasiosa del piccolo messicano Miguel nella Terra dell’Adilà nel Dia De los Muertos.


Due stupendi lungometraggi da non perdere.


Di Augusto Orsi



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lunedì 13 novembre 2017

Castellinaria porta un pezzo di Bologna a Bellinzona (18-25 novembre 2017)

Dal 18 al 25 novembre 2017 all’Espocentro di Bellinzona, e in diversi altri luoghi ritorna Castellinaria, il Festival dedicato al cinema guardato dagli occhi dei più giovani. Il programma è ricco e denso, ma oggi con un po’ di nostalgia per il passato, voglio segnalare l’evento dedicato a Lucio Dalla.




Per chi come me è vissuto a Bologna per molti anni, Dalla era uno di casa, quando lo incontravi in Piazza Maggiore (anzi Piazza Grande) quasi non lo notavi più specie se come me abitavi in centro, era uno fra tanti, che si contraddistingueva a volte per i suoi cappelli. 
La sua scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto in città e la sua casa è diventata quasi una meta di pellegrinaggio per i suoi fans. Per qualche tempo era stata esposta una bella statua nella piazzetta vicino alla sua casa, di lui seduto su una panchina in atteggiamento sorridente e accogliente e ti potevi sedere accanto a lui, ricordandolo. Ora hanno tolto anche quella, chissà perché.


A Bellinzona il 22 novembre in serata verrà presentato il lungometraggio di Riccardo Marchesini Caro Lucio ti scrivo (Italia 2017 – 89’ Genere: Docu-fiction) a lui dedicato, in cui si prende a pretesto il punto di vista della sua postina Egle, un personaggio popolare come lui perché effettivamente lui era così un bolognese tra i bolognesi. La postina Egle entra misteriosamente in possesso di una serie di lettere indirizzate a Lucio. I mittenti sono i protagonisti di alcune delle sue canzoni più belle che hanno deciso di prendere carta e penna per contattarlo. Fiction e documentario diventano una cosa sola per scoprire Lucio Dalla da un punto di vista inedito. Sullo sfondo, Bologna, com’era e com’è. E, ovviamente, le note immortali di Lucio.

Per il programma completo

Bellinzona 30° edizione | 18 – 25 novembre 2017

di Cristina Radi



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