lunedì 11 marzo 2019

PASCAL MURER ALLA PASTICCERIA MARNIN di LOCARNO, DA VENERDÌ 15 MARZO AL 30 GIUGNO CON “SCULTURA-DISEGNO”

L’artista della porta accanto per i 30 anni di Marnin.
Dall’alto del suo piedistallo il barone Giovanni Antonio Marcacci guarda la sua piazza, Piazza Sant’Antonio a Locarno, che con  il passar del tempo è diventato un luogo d’arte. C’è la Pinacoteca, scrigno di mostre d’arti plastiche, accanto l’Atelier di pittura per bambini e quasi vis à vis la rinomata e ormai storica Pasticceria Marnin (in Piazza Sant’Antonio a Locarno), centro d’arte dolciaria. 

Pascal Murer di fronte al suo atelier

Dall’altro lato, meno conosciuto e meno celebre, dal 2001 c’è l’Atelier “VEDO ARTE” del giovane artista PascalMurer di Altdorf (Uri), grigionese di Poschiavo da parte della mamma, ma di formazione e di  orizzonti artistici europei. Giovanni Antonio Marcacci sorride sodisfatto. Non avrebbe mai immaginato che la sua Piazza, in condivisione con il celebre Santo di Padova, avrebbe ospitato istituzioni culturali.

Aqua
Innanzi all’ Atelier “Vedo Arte” sono passato tantissime volte. Avevo guardato le opere in vetrina stilisticamente in bilico tra naturalismo e espressionismo concreto, ma non avevo realizzato che al di là di esse vi fosse un atelier, un posto dove queste opere nascevano “belle de jour et belle de nuit” (come le ha definite poeticamente il suo creatore). Sculture atemporali, ma legate con un doppio filo alla natura,  allo scorrere del tempo, al  “Panta rei os potamòs”, eracliteo. Creazioni mai terminate e costantemente in divenire. E soprattutto non avevo pensato al “demiurgo”, al creatore di queste opere. Pascal Murer, artista multiforme: disegno, pittura, ma soprattutto scultura pervaso d’amore per la natura e desideroso di libertà.

Essences
 Alla Pasticceria in mostra scultura-disegno, un  insieme armonico ed arioso, che permette di respirare l’afflato che anima le creazioni di Pascal Murer, longilineo, dalla capigliatura lunga,  dal volto espressivo, e un tantino enigmatico, con guizzi  di “des gens du voyage”. “Il colore non è essenziale nei miei disegni e dipinti, il segno sì in quanto definisce lo spazio e delimita le forme”. I disegni  possono essere considerati quasi un preludio alle sculture in legno e in bronzo. “Le sculture in legno, materiale che mi affascina e che posso modellare, a mio piacimento, sono anche un dovuto omaggio a mio padre scultore tradizionale in legno e  poi il legno è una sostanza essenzialmente naturale che mi fa sentire parte della natura e vivere quasi in simbiosi con il cosmo”.  “I miei bronzi che hanno dell’informale, rugosi, porosi o lisci, hanno risonanze classiche (romane, etrusche) e all’aperto si immedesimano, si fondono nel  paesaggio in particolare quello lacustre”.

Pasticceria Marnin
Piazza Sant'Antonio
Mostra personale di Pascal Murer
vernissage venerdì 15 marzo alle ore 18.00

 di Augusto Orsi



venerdì 8 marzo 2019

OSA! torna a sbocciare, dall'8 marzo al 23 giugno, Amori diversi

Venerdì 8 marzo 2019 festeggiamo insieme la giornata delle donne con l’apertura della primavera di OSA! Organico scena artistica, che si compone della 18° edizione del festival dell’arte al femminile La donna crea, con la direzione artistica di Santuzza Oberholzer, e della 16° edizione della rassegna internazionale Voci audaci, diretto da Oskar Boldre.

la scrittrice Elvira Dones, incontro Biblioteca cantonale di Locarno 8 marzo ore 18.00

OSA! ospita eventi di teatro, teatro-ragazzi, musica e seminari di canto nei numerosi luoghi culturali del Locarnese toccati dalla manifestazione. Ben 7 dei 15 spettacoli sono ad entrata libera, permettendo così, grazie anche alle nuove collaborazioni, una partecipazione popolare.

La primavera di OSA! inizia l’8 marzo: Amori diversi è il fil rouge della stagione 2019.

Il plurale è d’obbligo perché le vie che sceglie il cuore delle donne sono diverse, le loro scelte sono spesso assolute e il loro amore tanto tenace da cambiare la vita. Spettacoli e incontri in cui si vuole riflettere su come gli oggetti su cui rivolgere il proprio cuore possono essere i più vari, e a volte proprio la mancanza d’amore porta a virare il nostro interesse su scelte vuote e superflue.

Emblematico l’incontro di apertura alla Biblioteca cantonale di Locarno con la scrittrice bilingue albanese-italiano Elvira Dones e con Hana, protagonista del suo libro Vergine giurata, che per amore della libertà rinuncia alla femminilità e all’onore. Hana lascia l’Università per tornare dallo zio malato, nelle montagne dell’Albania: un atto d’amore ma anche un grande sacrificio perché, rifiutando un matrimonio combinato, decide di diventare secondo le leggi del Kanun albanese “una Vergine giurata”, indossando vesti di uomo; ma la rinuncia alla femminilità non può essere per lei definitiva. Nel 2015 è stato girato il film omonimo, diretto da Laura Bispuri e interpretato da Alba Rohrwacher.
www.elviradones.com

TEATRO

L’amore per la casa in cui siamo cresciuti e per le proprie origini, è in scena Al Centro La Torre di Losone il 15 marzo con Santuzza Oberholzer del Teatro dei Fauni che presenta Il tempo delle case, dove si racconta di come le case in cui abitiamo ci modellano, ritornando con la memoria alla Locarno degli anni ’60. Il Quartier Nuovo fatto di viali alberati, botteghe e fabbrichette, è visto attraverso gli occhi di una monella per la quale “modernità” era anche indossare i pantaloni e guardare Zorro alla tv. La narrazione è accompagnata dalla musica dal vivo di Tiziano Tomasetti, che rievoca le sonorità dell’epoca.
www.teatro-fauni.ch


Il tempo delle case, Centro La Torre, Losone 15 marzo ore 20.30
Sempre a partire dalle frequenze dell’amore temi di grande attualità sono affrontati da due attrici italiane dalla forte carica ironica. Il consumismo sfrenato riesce a placare i vuoti d’amore? È la domanda che si fa Antonella Questa in Un sacchetto d’amore, il 12 aprile all’Oratorio di Tenero. Tutto sembra a portata di click, ma spesso si compra per supplire alla mancanza di rapporti autentici. Antonella con il suo sarcasmo tagliente, è un gradito ritorno per il pubblico di OSA!
www.antonellaquesta.it


Un sacchetto amore di e con Antonella Questa, Tenero Oratorio 12 aprile ore 20.30

Barbara Moselli in Le donne baciano meglio il 26 aprile alla Cambusateatro di Locarno, racconta la scoperta della sua diversità a 33 anni e il suo percorso verso l’accettazione di sé. Un monologo comico, dove il palco è un grande camerino, e il racconto personale si affianca alla tematica dell’omosessualità femminile, dell’innamoramento e del cambiamento.
compagnianim.wixsite.com

L’amore per il creato con la sua grandezza e la sua semplicità è al centro del rito sonoro che ha come protagonista una signora del teatro italiano e poetessa affermata, Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi, della storica compagnia italiana di ricerca Teatro Valdoca. Al GranRex di Locarno il 31 marzo Bello Mondo, rito sonoro e partitura ritmica con versi tratti da Le giovani parole (Einaudi, 2015): un lungo ringraziamento al bello mondo con la sua percepibile meraviglia. A seguire il film Gli indocili di Ana Shametaj, ritratto di dodici giovani attori della Compagnia, appuntamento nell’ambito del festival L’immagine e la parola.

Tra le vocazioni di Osa! c’è anche l’attenzione verso i giovani artisti, in questo ambito il collettivo Quelle debutta il 14 giugno a Cambusateatro con Veridico, di Giorgia Marzetti. Uno spettacolo con teatro e musica ispirato alla cantastorie siciliana Rosa Balistreri, la voce della Sicilia di un tempo. Il gruppo Quelle è stato fondato proprio per la creazione di un primo studio, che ha ricevuto la “Menzione Speciale” del Premio Giovani Realtà 2018.

Veridico, collettivo Quelle - 14,6


TRE APPUNTAMENTI DEDICATI ALLE FAMIGLIE.
Gli appuntamenti per i più piccoli sono dedicati alle fiabe classiche, messe in scena per la gioia dei bambini con allegria e divertimento.

La compagnia girovaga Nicole &Martin racconta tra acrobazie e canti, le fiabe dei Fratelli Grimm nella sua Tenda Bianca a Losone prima di ripartire in giro per l’Europa. Il 13 marzo va in scena anche per le scuole I musicanti di Brema, quattro scalcagnati animali ritenuti ormai inutili, mettono in fuga i briganti. Mentre il 14 La fanciulla senza mani è una storia d’amore tra due persone che cercandosi, imparano a conoscersi. A seguire per festeggiare i 20 anni della Compagnia un film e aperitivo. nicole-et-martin.ch
Dedicato a Geppetto nella festa del papà, il 19 marzo la compagnia italiana Il cerchio tondo racconta in modo originale di Pinocchio, storia di un burattino, alla Sala Congressi di Muralto. Le avventure della celeberrima marionetta sono presentate in un grande teatrino trasformista, in cui i burattini si uniscono alla tradizione della Commedia dell’Arte. Biglietto ridotto per tutti i papà che accompagnano i loro bimbi e teatro. www.ilcerchiotondo.it

PINOCCHIO, compagnia il cerchio tondo / Sala Congressi, Muralto 19 marzo


TEATRO E MUSICA POPOLARE

Ai racconti e alle canzoni delle nostre terre legati alla natura e agli alberi sono dedicati i due spettacoli corali del Teatro dei Fauni, adatti a tutti e in scena con ogni tempo, che fanno parte del ciclo Antenati con le radici.

Nell’ambito del Festival Camelie di Locarno, il 30 marzo La storia di Tonio il boscaiolo, che vede il mondo con occhi antichi e nel bosco ha perfino incontrato uno strano omuncolo, con Andrea Valdinocci e il musicista Lio Morandi.

Il 7 aprile nel nucleo storico di Contone nel Gambarogno, Mestieri e misteri, un percorso-collage di teatro e musica, in cui si racconta dei mestieri del passato legati agli alberi: dai gelsi coltivati per secoli, ai castagni pane degli avi. La drammaturgia prende spunto dal corpus di racconti, testimonianze.Le musiche e i canti sono curati da Danilo Boggini e Lio Morandi.
www.teatro-fauni.ch

Mestieri e misteri, Teatro dei Fauni, Contone 7 aprile ore 16.00


LE VIE DELLA MUSICA VOCALE CON VOCI AUDACI

Si apre il 22 marzo alla Sala Congressi di Muralto con i suoni delle steppe asiatiche de Les violons barbares, violini, percussioni e tre o meglio quattro voci grazie al canto difonico. Nato dall’incontro di Epi (Mongolia), Dimitar Gougov (Bulgaria) e Fabien Guyot (Francia), il trio porta gli spettatori in paesaggi sonori lontani e selvaggi, appuntamento in collaborazione con Locarno Folk, sostenuto da Coop cultura. violonsbarbares.com

I concerti che seguono sono tutti a La fabbrica di Losone. Il coro polifonico Ancore d’aria è formato da 25 cantanti italiani e svizzeri e diretto da Oskar Boldre. L’11 maggio, viaggiando con grande versatilità dalla world music al prog-rock a cappella, rivisita autori quali B. McFerrin, F.Zappa, Zap Mama e altri, e ricerca nuovi orizzonti percorribili dalla voce. Una parte del concerto è dedicata all’improvvisazione con divertenti “Tell Impro”. www.ancoredaria.com

Alash ensemble è un trio che viene dalla Tuva, regione russa al confine con la Mongolia, in concerto il 20 giugno. Maestri del canto di gola, tecnica per cantare contemporaneamente su più registri, esperti degli strumenti della loro terra, gli Alash hanno creato uno stile unico, fedele alla loro eredità musicale. Hanno pubblicato quattro CD e girato in diversi paesi del mondo, riscuotendo notevole successo. Il 21 giugno Canto in cerchio Circlesongs, un appuntamento per sperimentare il canto corale anche senza preparazione. È un concerto, in cui gli artisti e insegnanti delle master class di canto (vedi seguito), improvvisano guidando i partecipanti in un canto collettivo. Questa tecnica, che si ispira agli usi canori di molti popoli, è stata resa celebre da Bobby McFerrin.
www.alashensemble.com

Alash, foto di Nicole Renee-Losone la fabbrica 20,6 ore 21.00

Dal 20 al 23 giugno si tengono i tradizionali Seminari di canto e improvvisazione vocale, insegnanti rinomati vocalist: Rhiannon dagli USA, Anita Daulne dalla R. D. del Congo / Belgio, Oskar Boldre e Costanza Sansoni dall’Italia, quest’anno anche un corso tenuto dal trio Alash sul canto difonico. Info sui seminari: oskarboldre@tiscali.it; telefono 076 4336838

OSA! Prenotazioni: telefono 076 280 96 90 / e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch

tutto il programma scaricabile da: www.organicoscenaartistica.ch
di Cristina Radi

giovedì 7 marzo 2019

Jackie di Elfriede Jelinek, regia Alan Alpenfelt, debutta al LAC 12 e 13 marzo

Debutta al LAC di Lugano Jackie,  con la regia del giovane artista ticinese, Alan Alpenfelt martedì 12 marzo alle ore 20:30 (in replica mercoledì 13 sempre alle 20:30). Lo spettacolo si concentra sulla figura di Jackie Kennedy, first lady la cui fama è ormai leggenda, donna la cui immagine è un’icona senza tempo, personaggio a cui la letteratura e il cinema hanno reso innumerevoli omaggi.

Jackie, Foto Teca ©LAC Foto Studio Pagi. nella foto Francesca Mazza

Jacqueline – Jackie – Lee Bouvier Kennedy Onassis è la First Lady americana più famosa della storia, icona di una società che rispecchia un mondo televisivo, un mondo in cui l’immagine vale più della realtà. Jackie è il prototipo di una nuova donna, della moglie, della madre e della vedova perfetta, prigioniera del suo elegante completo Chanel macchiato di sangue e materia cerebrale.

il regista Alan Alpenfelt
Jackie sembra non poter più uscire dal suo personaggio, diventando lo specchio di qualcosa che ci appartiene. Noi stessi siamo Jackie. Noi, con la faccia imbellettata e l’abito della festa, con il nostro peso forma e le foto di famiglia. Noi che non conosciamo chi sia davvero Jackie come forse non conosciamo noi stessi. Ed è così che Jackie ci instilla il dubbio che dietro all’immagine e all’iconicità pop, ci sia una cruda verità e che la vera esistenza sia altrove.

Alpenfelt deriva l’ispirazione da Jackie, ultimo testo di una tetralogia che Elfriede Jelinek, autrice austriaca premio Nobel per la Letteratura nel 2004, dedica ai miti femminili e lo fa per indagare i misteri della dialettica tra oppressore e oppresso.

Frutto di un anno di lavoro svolto in forma di master ideato da Carmelo Rifici e promosso da LuganoInScena, Jackie, che si avvale della collaborazione drammaturgica di Francesca Garolla, è un lavoro che vede in scena un cast tutto al femminile composto da quattro attrici e due musiciste. Un lavoro corale in cui Alpenfelt dirige quattro interpreti di età e formazione assai diverse, Caterina Filograno, Francesca Mazza, Anahì Traversi, Carlotta Viscovo che daranno corpo e voce al testo di Elfriede Jelinek.

Un lavoro in cui il tessuto drammaturgico ha permesso di affidare il testo a più voci, che si integrano con l’elemento musicale qui espresso dalle musiche originali eseguite dal vivo dalla pianista austriaca Ingrid Schmoliner e dalla cornista greca Elena Margarit Kakaliagou.

Lo spettacolo è prodotto da LuganoInScena, in coproduzione con V XX ZWEETZ , LAC Lugano Arte e Cultura.

Informazioni e prevendita
Biglietteria LAC
Piazza Bernardino Luini 6
CH–6901 Lugano
+41 (0)58 866 4222
www.luganoinscena.ch
info@luganoinscena.ch
Orari d’apertura
Ma–Do: 10:00–18:00

di Cristina Radi

giovedì 7 febbraio 2019

FestivaLLibro, volano libri a Muralto: Luci su editoria e cinema

Il 15 febbraio debutta a Muralto il FestivaLLibro, bocciolo della Primavera Locarnese. Un’inedita vetrina per gli editori della Svizzera italiana e, al contempo, una piattaforma in cui il linguaggio scritto dialoga con quello cinematografico, attraverso film, incontri, spettacoli teatrali, esposizioni di dipinti e atelier per bambini, giovani e adulti.

Renato Martinoni, direttore artistico del FestivaLLibro
Si presenta così il FestivaLLibro, iniziativa promossa dal Comune di Muralto, con la consulenza del Locarno Festival, quale preludio della Primavera Locarnese. La prima edizione della manifestazione si terrà da venerdì 15 a domenica 17 febbraio, con un ricco e variegato programma di eventi presentato martedì mattina ai media dal sindaco Stefano Gilardi, dal presidente della rassegna cinematografica internazionale Marco Solari e dal rinomato professore di letteratura italiana Renato Martinoni, nelle vesti di direttore artistico del FestivaLLibro. 

la scrittrice Antonia Arslan


La fiera del libro avrà luogo negli spazi del Municipio di Muralto. Una quindicina gli editori che ne prenderanno parte, cogliendo l’occasione per presentare, tra le altre, nuove pubblicazioni. 

«Abbiamo previsto anche uno spazio tematico, in cui verranno raccolti i volumi dedicati al tema della montagna», ha annunciato Martinoni, che insieme alla direttrice artistica del Locarno Festival Lili Hinstin, ha allestito una serie di proposte che faranno da cornice alla fiera e che animeranno il cinema Rialto, l’Istituto scolastico, la Sala dei Congressi e la residenza San Vittore. 

Il fumettista Davide Calì, foto di Ioan Pilat


Tra gli ospiti della manifestazione, la pluripremiata scrittrice Antonia Arslan, il fumettista e scrittore di libri per ragazzi Davide Calì e Jürg Zimmerli del Limmat Verlag di Zurigo. Organizzati con la collaborazione di associazioni ed enti locali e con il sostegno dell’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e Vallemaggia, tutti gli eventi (ad eccezione del workshop condotto da Calì) sono gratuiti, ma per alcuni è necessaria l’iscrizione.

Il FestivaLLibro, come detto, aprirà di fatto la Primavera Locarnese, che proseguirà con L’immagine e la parola (29-31 marzo) e con gli Eventi Letterari Monte Verità (11-14 aprile). «Muralto – ha evidenziato Gilardi – ha accolto con entusiasmo la sfida di dar vita (ndr, nell’arco di pochi mesi) a una nuova manifestazione di qualità, che vuole diventare un appuntamento fisso del calendario culturale della Svizzera italiana». La prima edizione prenderà il via ufficialmente venerdì prossimo, alle 18, nella Sala dei Congressi, mentre la fiera aprirà i battenti già alle 14. 

Il programma completo è consultabile su www.muralto.ch

venerdì 18 gennaio 2019

Animali misteriosi e molto velenosi in mostra a Lugano fino al 27 gennaio

Se volete trascorrere un pomeriggio un po' diverso con i vostri bambini, vi consiglio di visitare con loro, la mostra Animali misteriosi fino al 27 gennaio 2019 al Centro Esposizioni di Lugano.



Ci sono naturalmente diversi tipi di serpenti più o meno letali, pesci, insetti e un simpatico alligatore. Ogni animale esposto ha una semplice spiegazione in italiano e spesso anche francese e tedesco e durante il pomeriggio lo staff mostra ai bambini come viene dato da mangiare ai serpenti, chiede se vogliono accarezzare il pitone o espone le caratteriste dell'alligatore Sissi mentre lo nutre.


I bambini escono entusiasti e con gli occhi pieni di sorpresa, per giorni vi parleranno del ragno enorme e peloso ma poco velenoso e della vedova nera che invece pare un insettino da nulla e può uccidere con il suo morso, degli scorpioni che si illuminano di notte e delle vipere che ci sono anche nelle nostre Alpi.

Questa rana che sembra così carina e colorata, è uno degli animali più velenosi al mondo
guarda gli animali esposti nella galleria delle immagini

Animali misteriosi
fino al 27 gennaio
Centro Esposizioni Lugano

di Cristina Radi


mercoledì 9 gennaio 2019

Si apre il cartellone 2019 dei film de Los Amigos

Inizia giovedì 10 gennaio 2019 con “Obaba” di Montxo Armendáriz la seconda parte del cartellone di lungometraggi in lingua spagnola, come sempre al Cinema Otello di Ascona. Sette film di un buon livello artistico che narrano vicende sociali, storie di gente ordinaria e documentari proveniente non solo dalla Spagna, ma da altri paesi dell’America Latina quali Argentina e Paraguay, verranno proiettati fino all’11 aprile 2019. Sono opere di un altro cinema che si indirizzano a cinefili, a ispanofoni, ma anche a persone che frequentano la lingua di Cervantes per migliorarne le proprie conoscenze. Per aiutare una migliore fruizione i film sono sottotitolati in francese e/o tedesco. Caratteristica di questa seconda parte del programma 2018/19, tutti film sono in prima visione ticinese.

una scena di Mia Obra Maestra
Giovedì 24 gennaio è la volta di “Mia Obra Maestra” un godibile, umoristico “noir” del regista argentino Gaston Duprat, già presente con successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2018. Il programma si concluderà giovedì 11 aprile con “Doñana cuatro estaciones” documentario su una grande riserva naturale, un gioiello ecologico situato nel sud della Spagna che si estende attraverso le province di Heulve, Siviglia e Cadice.




LOS A M I G O S  D E  L A L E N G U A E S P A Ñ O L A (http://www.amigosweb.ch/)

LA ASOCIACIÓN ESPAÑOLA DEL TICINO (http://www.espati.ch/)

di Augusto Orsi

mercoledì 5 dicembre 2018

Incontro con Paolo Grassi, apre a Losone to infinity Gallery

Una novità importante per il paese di Losone in Canton Ticino. A breve aprirà una nuova galleria d’arte dell’artista Paolo Grassi con sede in via Barchee 9 e con una mostra permanente delle sue opere. La galleria si chiamerà to infinity Gallery e si potrà visitare sempre, previo appuntamento con l’artista stesso.



Qualche tempo fa avevo incontrato Paolo Grassi in occasione di una sua esposizione personale al Museo Epper di Ascona.

In una mattinata di battente pioggia autunnale vado ad incontrare Paolo Grassi direttamente nella sua casa di Losone, che lui stesso ha curato in tutti i dettagli. La riconosco subito dalla sequenza numerica, che mi accoglie nel muro perimetrale. Mi offre un caffè su un tavolo fatto da lui con legno, giornali vecchi e sassi di fiume. Paolo comincia così a raccontarmi del suo iniziale percorso di grafico e della sua voglia di mettere in gioco la creatività, che è cresciuta soprattutto dopo che si era sperimentato nella costruzione della sua casa. La sperimentazione di materiali e tecniche però sentiva che non gli era sufficiente a soddisfare la sua voglia di creare: era alla ricerca di un’arte più concettuale, che desse un senso profondo e globale al suo fare arte. Un senso in cui ogni opera avesse un valore in sé, ma allo stesso tempo fosse parte di un tutto tendente all’infinito. Una concezione della propria arte come rappresentazione dell’universo.



Questa ricerca di senso gli ha creato una grande inquietudine per molto tempo, un leone ingabbiato nelle sue profondità. Poi durante una vacanza in Costa Azzurra, prendendo le distanze dal suo ambiente e dal suo lavoro, sulla spiaggia in un momento fra sogno e veglia, tutto gli è apparso chiaro: ogni sua opera doveva essere legata all’altra da un linguaggio comune universale e senza limiti. Così nel 2007 ha preso forma il progetto From 0 to infinity, con opere create da sequenze numeriche progressive a partire dal concetto di vuoto, lo 0, che viene così riempito di senso. Ogni sequenza è un’opera finita in sé, ma richiama alla potenzialità dell’illimitato. In questi più di 10 anni, le opere create sono state oltre 250 e la sequenza ha superato il 5000. Ci spostiamo poi al Museo Epper di Ascona, dove è allestita una sua mostra personale.

L'ingresso del Museo Epper, con la mostra di Grassi

Qui Grassi mi spiega anche che negli anni anche le tecniche e le forme da lui sperimentate sono cambiate, perché il suo è naturalmente un work in progress. L’ordine sequenziale permette di analizzare l’evoluzione del suo percorso artistico. È passato così dall’uso del plexiglass e di un’arte pittorica più orientata alle due dimensioni, per approdare alla scultura in bronzo e ferro con una netta predilezione per le linee curve e le forme sferiche. Di particolare interesse diverse opere dalla forma ovale. L’uovo è da sempre finito e infinito in coesistenza, rimando alla rigenerazione, alla rinascita, all’ossimoro della fragilità e durezza insieme, un microcosmo autarchico portatore di nuova vita.
Grassi mi parla con passione di tutte le fasi del suo lavoro nella creazione dell’opera, soprattutto in bronzo.

Paolo Grassi nella sua nuova galleria
La progettazione diventa per lui un processo lungo e laborioso, che è parte integrante dell’opera stessa, elaborata con modellini in cartone o calchi in cera o gesso. Nel suo percorso non è solo la meta che conta, il viaggio stesso è fondamentale. L’idea che ogni creazione sia costretta entro precise sequenze numeriche, lo ha spesso messo di fronte a limiti stringenti per la realizzazione; limiti che però sono diventati per lui occasione di espressione creativa, che un foglio bianco non gli avrebbe consentito. La totale libertà creativa può a volte essere più castrante di una gabbia, che ci si deve ingegnare per rendere arte.



Mi mostra poi un catalogo con le immagini di luoghi da lui stesso resi opere d’arte, attraverso la cifra delle sue cifre: pareti di case e uffici, gallerie d’arte e muri perimetrali, diventati vere e proprie installazioni artistiche e parti integranti del suo progetto sequenziale. Mi indica due opere in led e mi spiega che adesso sta sperimentando anche questa tecnica, mettendo accanto ai numeri anche testi con frasi a lui congeniali come lo slogan di Steve Jobs “siate affamati, siate folli”. È comprensibile il perché di questa scelta, li lega una comune attrazione per il connubio di arte e scienza, creatività, numeri e design.


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martedì 20 novembre 2018

Minispettacoli alla sua ventesima edizione con un bel cartellone di proposte (Minusio novembre- marzo)

5 spettacoli compongono la ventesima edizione della rassegna di teatro ragazzi Minispettacoli che come di consueto va in scena al Teatro Oratorio Don Bosco di Minusio (via Motta), sempre di domenica pomeriggio con un’unica replica alle 15.00. Particolarmente interessante la scelta delle compagnie per questa edizione tonda.

Compagnia Teatro Gioco Vita in Moun, 25.11 ore 15.00
Si inizia domenica 25 novembre 2018 con la compagnia piacentina Teatro Gioco Vita, che prensenta Moun. Mentre la guerra non smetteva di rimbombare anche il cibo venne a mancare. I genitori di Moun presero allora una difficile decisione: costruirono una piccola scatola di bambù e vi deposero la loro prima creatura e le loro ultime speranze. Una storia che tratta temi forti come l’abbandono, l’adozione, la nostalgia e la costruzione di sé, ma che allo stesso tempo trasmette un senso di grande serenità. Teatro d’ombre, d’attore e danza. Da 5 anni.

La Baracca Testoni Ragazzi in Storie di elfi e di folletti, 9.12 ore 15.00
9 dicembre 2018 la bolognese La Baracca Testoni Ragazzi propone una storia a tema natalizio: Storie di elfi e di folletti. Sono ormai duemila anni che il 26 dicembre Babbo Natale torna a casa sua, e si riposa fino a Pasqua. Intanto gli Elfi continuano il suo lavoro: leggono le lettere dei bambini, preparano i nuovi regali, nutrono le renne, accendono l’aurora boreale...  Quest’anno però le cose vanno diversamente: è già aprile e Babbo Natale non è tornato. Perché? Per questo Elfi, orsi e renne, dopo un primo momento di disperazione, tornano comunque al lavoro, combinando anche qualche guaio. Da 4 anni. 
Una gustosa merenda sarà offerta a tutti i bambini.

Compagnia Fantulin di Firenze in Il circo matto, 13.01 ore 15.00
13 gennaio 2019 la Compagnia Fantulin di Firenze presenta Il circo matto. Cosa succede a mettere insieme un ambizioso direttore di circo con una schiera di artisti uno più strampalato dell’altro? L’effimero sogno umano di fama e successo si sgonfia via via, smantellato dalla spontanea irriverenza dei piccoli terribili burattini. Alla fine del gioco, con la complicità di un pubblico sicuramente partecipe, essi avranno ricondotto il loro gradasso padre - padrone al punto d’inizio, verso qualcosa di più semplice e più vero. Teatro d’attore e burattini con musiche dal vivo. Da 4 anni.

Stefania Mariani in Un mondo in valigia, 10.02
10 febbraio 2019 la brava Stefania Mariani della compagnia di Ascona Stage Photography ci racconta Un mondo in valigia. A Miss Felicità piace stupirsi, trasformare ogni guaio in risata, girare per le strade con la sua valigia, ogni tanto fermarsi e guardarsi intorno… Nella sua valigia tiene nascosto un mondo: il mare con un grande pesce che la rincorre, il sole che vola nel cielo, il piumino “tuttofare”, il fiore testone, il gatto che non c’è ed altro ancora… E quando apre il libro delle storie Miss Felicità racconta di... ”Biancaneve e i sette o otto nani?”... Si tratta di un viaggio nella clowneria: dal mimo al giocoliere, dal grammelot alla parola, con attimi di circo e di teatro di narrazione. Da 4 anni.

Michele Cafaggi in Controvento con bolle di sapone, 24.03 ore 15.00
24 marzo 2019 Michele Cafaggi di Milano presenta Controvento con bolle di sapone. Oggi è grande festa in Teatro! E’ il 15 luglio del 1913 e sul palco c’è un bellissimo Biplano interamente costruito dal nostro Aviatore che partirà per la Grande Avventura! Il nostro Eroe si alzerà presto in volo e ci porterà in mondi sconosciuti, meravigliosi e lontani.. Raffiche di vento, morbide e schiumose nuvole, gigantesche bolle di sapone ci accompagneranno in un viaggio al di là dei confini terrestri. Dedicato a tutti i sognatori. Magia, clownerie, bolle di sapone e arti circensi. Dai 3 anni.
Dopo lo spettacolo tanti bei libri da sfogliare in collaborazione con la Biblioteca dei ragazzi Ascona.




Biglietto: Fr 5.– adulti e bambini  
Prevendita: Farmacia Verbano, Minusio, via San Gottardo 80a,  Minusio (entro le ore 12.00 di sabato) oppure direttamente in cassa il giorno dello spettacolo

di Cristina Radi

mercoledì 24 ottobre 2018

Ottavia Piccolo interpreta Haifa al Teatro di Locarno

Ottavia Piccolo in Occidente express (in replica anche oggi 24 ottobre al Teatro di Locarno), ci racconta il viaggio della nonna Haifa che attraversa due continenti dall’Iraq alla Svezia con la nipotina di 4 anni, per sfuggire alla violenza, che ha azzerato in poche ore il suo villaggio.
La drammaturgia di Massini riprende volutamente i toni del testo epico, con frasi che ritornano in maniera quasi ossessiva, perché la storia di Haifa è una vera e propria Odissea dei giorni nostri. Haifa però è una donna comune che non ha nulla di eroico, anzi lei era “nata per stare ferma”, eppure suo malgrado è costretta ad affrontare il grande viaggio verso l’ignoto. 



Le tappe del percorso sono scandite da incontri e vicende in un climax di tensione, che si fa sempre più densa e asfissiante, fino a farti dimenticare di respirare. Una storia come tante di migrazione, ma anche un viaggio nelle proprie profondità.
L’interpretazione della Piccolo è preparata meticolosamente con toni a volte distaccati anche nei momenti di pathos, che se pur intensi sono sempre all’insegna della compostezza. In questo modo lo spettatore non riesce mai ad identificare completamente Haifa con la sua interprete, ma ascoltando fa sua la storia, che diventa così la storia di tutti quelli che devono affrontare un viaggio nelle profondità di se stessi, che devono con coraggio aprire gli occhi di fronte ad una realtà troppo dura da guardare direttamente e in cui sarebbe meglio vivere nella nebbia. È la storia di ognuno di noi che è dovuto morire nel corso della vita e poi per forza rinascere, e che ha trovato dentro di sé un coraggio insospettabile per affrontare le prove più dure e salvare chi si ama più della vita. È anche una storia di solidarietà, dove in condizioni disperate e disumane, si fanno incontri di grande umanità e si stringono accordi, che diventano vincoli di mutuo soccorso che oltrepassano l’opportunismo.

Tutto questo ci restituisce in poco più di un’ora e mezza Ottavia Piccolo, la cui narrazione è punteggiata, esaltata, affiancata dalla musica dal vivo dei bravi e versatili musicisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, che riesce a creare tutto il sottotesto sonoro e le atmosfere del racconto ora con melodie tratte dalla tradizione orientale e occidentale, ora semplicemente con suoni e sonorità.

Incontro con Ottavia Piccolo oggi 24 ottobre ore 18.00
Teatro di Locarno, ingresso gratuito

Replica dello spettacolo
Occidente Express mercoledì 24 ottobre ore 20.30, Teatro di Locarno

di Cristina Radi

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Ottavia Piccolo in Occidente Express

lunedì 22 ottobre 2018

Festival Gender Bender 2018: Cromocosmi (Bologna 24 ottobre-3 novembre)

Dal 24 0ttobre al 3 novembre 2018 a Bologna è protagonista la 16° edizione di Gender Bender, il grande evento prodotto dal Cassero LGBTI Center e con la direzione artistica di Daniele Del Pozzo.

una scena del film kenyota Rafiki
Danza, teatro, cinema, laboratori, incontri per esplorare gli universi del corpo, delle differenze, del genere e dell’orientamento sessuale. Cromocosmi è il titolo di questa edizione, nella quale si fondono sguardi e traiettorie innovative della ricerca artistica contemporanea, che attraversano il dibattito sui mille universi e le tantissime storie di vita costruite sulle differenze (cosmi), parlando di identità e di corpi (cromosomi), ma anche di provenienze geografiche ed etniche (cromatismi), con particolare riferimento alla black culture.

Shailesh Bahoran- ph studio breed


I principali ingredienti del festival
Gender Bender è diviso in sette sezioni - Danza, Cinema, Teatro, Mostre, Incontri, Laboratori, Party - e offre uno straordinario sguardo multidisciplinare sulle produzioni del contemporaneo. Il tema di questa sedicesima edizione - cioè l’intreccio tra le differenze di orientamento sessuale, identità di genere, provenienza geografica, etnia - attraversa come un fil rouge le sette sezioni, creando un percorso particolare che abbraccia gran parte delle opere in programma.

Francesco Marilungo - LOVE SOUVENIR

Nella sezione DANZA, la collaborazione con il Dutch Performing Arts, il programma che sostiene i creativi dei Paesi Bassi, porta a Bologna i lavori di Shailesh Bahoran, talentuoso coreografo, virtuoso dell’hip hop, attivo in Olanda ma nella cui storia si fondono le etnie dell’India e dell’America Latina; di Guilherme Miotto, coreografo brasiliano ma residente nei Paesi Bassi, che con Warriors foot rappresenta il calcio giocato dai ragazzi di strada e lo contamina con la danza; e di Fernando Belfiore, anche lui brasiliano di casa ad Amsterdam, con la sua poetica sul corpo che sperimenta forme e possibilità attraverso l’incontro con diversi elementi.
Faranno parte di questa edizione anche Hope Hunt & The Ascension into Lazarus, della coreografa e performer irlandese Oona Doherty, che si addentra nella struttura degli stereotipi su mascolinità e moralità nella working class irlandese; I love my sister, del coreografo italiano Enzo Cosimi, ultima tappa della trilogia Ode alla bellezza, nella quale rappresenta il tema della transessualità, con i miti e gli archetipi che essa riunisce.
L’Ambasciata di Francia, attraverso la Fondazione dei Nuovi Mecenati, contribuisce a portare in Italia le opere di Severine Coulon, in particolare il suo immaginifico Filles & Soie, che incrocia la performance, il teatro di figura e le ombre cinesi e spiega la femminilità e il corpo delle donne a un pubblico dai 5 anni in su; e di Thomas Lebrun, che con la sua opera satirica per cinque danzatori Les rois de la piste, prende di mira la necessità di seduzione in una danza popolare.
La danza arriva anche nei luoghi più insoliti, ad esempio il supermercato Coop di via Andrea Costa, dove Mario Coccetti, protagonista a teatro con il suo spettacolo Sin, realizza un’incursione coreografica di tango e improvvisazioni con i performer Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore.

Per la sezione TEATRO, va in scena il lavoro caustico e provocatorio di Alessandro Berti, che nel suo Bugie bianche. Capitolo primo: Black Dick si concentra sullo sguardo del maschio bianco sul maschio nero, e in particolare sul suo corpo, chiedendosi quale rapporto ci sia tra l’oppressione storica del bianco sul nero e la percezione di un’oppressione intima, privata, sessuale, che il bianco sente di subire nel confrontarsi con il nero.

Nella sezione CINEMA si annunciano nella sedicesima edizione del festival Somos Tr3s (We are thr3e), dell’argentino Marcelo Briem Stamm, che attraverso il racconto di un triangolo amoroso esplora le relazioni non convenzionali; Tinta Bruta, dei registi brasiliani Marcio Reolon e Filipe Matzenbacher; Bixa Travesty (Tranny Fag) di Claudia Priscilla e Kiko Goifman, documentario su Linn da Quebrada, astro del pop, brasiliana nera e transessuale, che canta contro gli stereotipi machisti e di genere nel Paese con il più alto numero di violenze contro le persone trans.
Vengono dall’Argentina Mujer Nomade, documentario di Martìn Farina sulla vita dell’epistemologa e saggista argentina Esther Díaz e sul suo lavoro filosofico, legato ai parametri della sessualità e del piacere che dominano la cultura patriarcale, e Las Hijas del Fuego, film di Albertina Carri che attraverso la relazione poliamorosa tra tre donne costruisce una denuncia anarchica e spregiudicata della società capitalista e del dominio eterosessuale.
Messo al bando in Kenya, dove è stato prodotto e dove l’omosessualità è fuorilegge, arriva a Bologna Rafiki, il film di Wanuri Kahiu, mentre dalla Cina arriva in prima nazionale Adonis di Scud, uno dei registi più provocatori e scandalosi del cinema asiatico contemporaneo. E ancora: accende i riflettori sul devastante impatto della guerra su famiglie, che sono state divise e cancellate dalle migrazioni forzate, il documentario The last Goldfish dell’australiana Su Goldfish, mentre parla del ritorno in Cile di una giovane transessuale, dopo dieci anni dalla migrazione in Francia, El diablo es magnifico di Nicolas Videla.
Infine, sul grande schermo di Gender Bender Diane a les épaules di Fabien Gorgeart, commedia irriverente che affronta con intelligenza il tema della gestazione per altri. Con Embrasse Moi di Cyprien Vial, fa il suo ingresso la prima commedia romantica lesbica del cinema francese. Infine, dopo la première alla Mostra del Cinema di Venezia, a Gender Bender Zen Sul Ghiaccio Sottile della giovane regista Margherita Ferri, presente in sala a presentare il suo film.
Novità di questa edizione, per la prima volta la sezione Cinema del festival assegnerà un Premio della Giovane Critica per miglior documentario e migliore fiction, in collaborazione con Cinefilia Ritrovata e Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna. Ma anche gli spettatori in sala potranno dire la loro, assegnando un voto a ogni film visto: il più votato vincerà il Premio del Pubblico.

JUNO-DAWSON - ph Sophia Spring

Nella sezione INCONTRI del festival, da segnalare le presenze di Garrard Conley, autore di Boy erased – Vite cancellate, straziante memoir su che cosa significhi subire la terapia riparativa, ora diventato un film con Nicole Kidman e Russell Crowe, e di Juno Dawson, persona transgender, giornalista e autrice sia di narrativa che di saggistica, scrive regolarmente su The Guardian, Attitude Magazine, Glamour e collabora con BBC Women’s Hourt, occupandosi di sessualità, identità, letteratura ed educazione, autrice del divertente e dissacrante Questo libro è gay, un percorso dedicato agli e alle adolescenti con cui prendere coscienza degli stereotipi su identità, ruoli e comportamenti legati al genere, all’affettività e alla sessualità.

In programma anche un convegno - Queer visual culture - curato da Fruit Exhibition, con editori internazionali ed esperti di pubblicazioni e di linguaggio visuale queer e di genere.

Sette i LABORATORI di questa edizione, condotti da artisti nazionali e internazionali: A way of Life condotto da Shailesh Bahoran (Paesi Bassi), Am I what I am because I found myself? della compagnia Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro, Pleasure body di Giorgia Nardin che celebra i corpi queer, femme, trans, non binari, Progetto S. di Mario Coccetti, Warriors Foot di Guilherme Miotto (Paesi Bassi), Welcome to the Chaos di Oona Doherty (Irlanda), Seeking Unicorns in Bologna di Chiara Bersani, coreografa dal corpo non conforme, che crea a Bologna il primo branco di unicorni, attraverso l’incontro dei corpi, dei respiri e delle voci di creature diverse.

Occhi puntati anche sui PARTY: festa con la Roboterie il duo Faka, vero e proprio movimento culturale sudafricano fondato da Fela Gucci e Desire Marea, che combina forme espressive diverse, dalla musica alla live performance, dalla letteratura alla fotografia, sul tema dell’appartenenza alla comunità queer nera dell’Africa post-coloniale; infine, per la notte di Halloween dalla Spagna la dj La Bambola.
  
Per informazioni:
Il Cassero LGBTI Center: 0039 051 0957221


di Anna Maria Manera

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martedì 16 ottobre 2018

Ottavia Piccolo è Haifa in Occidente Express al Teatro di Locarno 23 e 24 ottobre

Il tandem Ottavia Piccolo – Stefano Massini è ormai un duo consolidato e di sicuro successo. Da anni la Piccolo, che sempre si contraddistingue per la sua straordinaria bravura e professionalità, si è completamente calata nei personaggi che Massini traccia nei suoi testi, che affrontano tematiche di impegno civile. 


L’abbiamo vista un paio di stagioni or sono sempre al Teatro di Locarno, impersonare con toni toccanti la giornalista Anna Politkovskaja e sappiamo che ha vestito anche i panni di una delle operaie di 7 minuti, che si trovano ad affrontare il dramma della perdita del lavoro.

Qualche estate fa poi abbiamo incontrato lei e il suo doppio giovanissimo sul grande schermo in una piazza universitaria di Bologna, dove era allestito un reading dal romanzo Metello di Vasco Pratolini in cui la lettura di Ottavia contemporanea, si alternava alla recitazione di Ottavia del passato insieme all’altrettanto giovane Massimo Ranieri nei panni di Metello. È stato un momento molto emozionante.

Ottavia Piccolo con Stefano Massini
Eccola quindi di nuovo calcare il palco di Locarno il 23 e 24 ottobre per Occidente Express, in cui si confronta con un altro personaggio emblematico, partorito dalla mente di Massini: Haifa. Qui siamo catapultati direttamente nell’attualità, con il tema dell’immigrazione attraverso la microstoria di una donna anziana che dall'Iraq percorre oltre 5000 km con la nipotina di 4 anni, attraverso la rotta dei Balcani fino alle rive del Mar Baltico. Accompagnamento al racconto, un percorso sonoro tracciato dall’Orchestra Multietnica di Arezzo.

Noi del blog losguardoltreilconfine saremo senz’altro presenti dato l'argomento del superamento dei confini e non dubitiamo che questa nuova prova di Ottavia Piccolo non ci lascerà delusi neanche questa volta.

23 e 24 ottobre / Teatro di Locarno
Occident Express
(Haifa è nata per star ferma)
scritto da Stefano Massini
con Ottavia Piccolo e l'Orchestra Multietnica di Arezzo
produzione Teatro Stabile dell'Umbria, Officine della Cultura
durata 1h 30 min. senza intervallo

di Cristina Radi

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