martedì 2 aprile 2019

A Ravenna POLIS: il festival del teatro e della partecipazione (16-26 maggio 2019)


Dal 16 al 26 maggio 2019 torna a Ravenna POLIS: il festival del teatro e della partecipazione, che mette al centro la figura dell’attore per ritrovare nella sua arte l’indissolubile legame tra il teatro e la società.
POLIS ha la direzione artistica della compagnia ravennate ErosAntEros.

immagine guida di Gianluca Costantini

POLIS ritorna per emozionare e coinvolgere spettatori, protagonisti assieme a grandi artisti e maestri come Ascanio Celestini, Valter Malosti, G.U.P. Alcaro, Silvia Pasello, Ares Tavolazzi, gli stessi ErosAntEros e ospiti speciali come Marco De Marinis e Guido Viale.

Un festival che è prima di tutto condivisione, attraverso incontri di approfondimento e momenti partecipativi e che intende favorire il confronto fra generi e generazioni, fra il teatro d’arte popolare e quello di ricerca, all’insegna della contaminazione non soltanto dei linguaggi, ma anche dei pubblici, per superare insieme inutili distinzioni e riavvicinare quest’arte viva alla collettività.

L’immagine, opera di Gianluca Costantini, di questa edizione è una donna combattente, una brigantessa, che ha scelto il brigantaggio come forma estrema di protesta, come noi scegliamo il teatro, dicono i curatori Davide Sacco e Agata Tomsic/ ErosAntEros, come forma di resistenza culturale. Come lei, crediamo che sia ora di armarci fino ai denti, ma di cultura.

POLIS si apre giovedì 16 maggio (ore 21.00) con le parole strazianti, arruffate e poetiche allo stesso tempo, del più grande narratore dei nostri tempi, l’autore-attore Ascanio Celestini. L’artista è per la prima volta sul palco del Teatro Alighieri di Ravenna con lo spettacolo LAIKA, dove insieme al fisarmonicista Gianluca Casadei, dà voce agli ultimi, ai “poveri Cristi”, riportando al centro dell’arte teatrale la riflessione sulla società.

Ascanio Celestini in Laika
giovedì 16 maggio (ore 21.00), Teatro Alighieri
Dal 23 al 25 maggio quartier generale di POLIS diventa il Teatro Rasi.

Si inizia giovedì 23 maggio (ore 21.00), in collaborazione con Ravenna Teatro, con la compagnia ErosAntEros, in scena con il loro ultimo spettacolo VOGLIAMO TUTTO! in coproduzione con TPE - Teatro Piemonte Europa e Polo del ‘900 di Torino. Intenso lavoro sul Sessantotto e le sue analogie e rotture con i movimenti di oggi, che vede in scena Agata Tomsic contrappuntata da immagini video d’archivio e d’attualità, in dialogo con le musiche e la regia di Davide Sacco.

VogliamoTutto, compagnia Erosanteros
giovedì 23 maggio (ore 21.00), Teatro Rasi
Venerdì 24 maggio (ore 21.00) Valter Malosti, indiscusso protagonista del teatro italiano, e il musicista G.U.P. Alcaro, insieme nello spettacolo LO STUPRO DI LUCREZIA tratto dal celebre poemetto di Shakespeare. Un raptus di violenza incontrollabile raccontato per la prima volta, in modo sconvolgente, dalla parte di lei, che tanto fa riflettere sulle violenze sul corpo femminile nel nostro contemporaneo.

Sabato 25 maggio (ore 21.00) la pluripremiata attrice Silvia Pasello e il celebre musicista Ares Tavolazzi, in AMOR MORTO. CONCERTO MISTICO, spettacolo dedicato al grande Carmelo Bene.

Domenica 26 maggio il festival si conclude con una giornata di approfondimento e confronto con il pubblico alla Sala Muratori della Biblioteca Classense (dalle ore 16.00).

Diversi gli appuntamenti in programma; si inizia con l’incontro PER UNA POLITICA DELLA PERFORMANCE, a cura del prof. Marco De Marinis dell’Università di Bologna; a seguire NON È CHE UN INIZIO, LA LOTTA CONTINUA, incontro con Guido Viale, leader del ‘68 di Torino e fondatore di Lotta continua, in dialogo con ErosAntEros.

Alle ore 18.00 la fotografa Marzia Bondoli Nielsen presenta il libro d’artista SPECTATOR, contenente i ritratti degli spettatori fotografati durante la precedente edizione di POLIS.

A seguire LO SGUARDO IN OPERA, restituzione del laboratorio di scrittura critica e creativa a cura di Silvia Mei, docente universitaria e critica teatrale. Il laboratorio, che si svolge durante tutta la durata del festival, è realizzato in collaborazione con l’associazione Universirà e la Fondazione Flaminia, e rivolto agli studenti del campus di Ravenna.

In chiusura PARTECI-POLIS, momento di confronto e dialogo con gli spettatori a partire dai commenti e dalle riflessioni raccolte nei giorni precedenti. Infatti, anche in questa edizione POLIS prosegue la sua ricerca di formule innovative di partecipazione degli spettatori. Oltre a PARTECI-POLIS, le serate di spettacolo al Teatro Rasi saranno accompagnate da un nuovo atto performativo-partecipativo di Marzia Bondoli Nielsen, MEETING YOUR EYES, in cui la fotografa ravennate invita gli spettatori a prendere il tempo di incontrarsi e conoscersi attraverso lo sguardo.

Tra le novità di questa edizione il progetto di BIGLIETTI SOSPESI, per permettere a tutti una serata a teatro. Si partecipa al progetto (fino al 6 aprile) acquistando uno o più biglietti sospesi (al prezzo di 7 euro ciascuno) per lo spettacolo LAIKA di Ascanio Celestini presso la biglietteria del Teatro Alighieri. Fino al 18 aprile sarà attiva inoltre una campagna di CROWDFUNDING con cui si vuole potenziare la natura partecipativa di POLIS coinvolgendo anche i cittadini nel sostenere direttamente il festival. In particolare si vuole agevolare la realizzazione di alcune iniziative innovative di carattere comunitario e sociale.

Anche nel 2019 POLIS attuerà una politica di prezzi popolari per tutti gli spettacoli in programma al festival, attivando inoltre una promozione speciale per tutti coloro che acquisteranno il biglietto per lo spettacolo di Ascanio Celestini al Teatro Alighieri (PROMOZIONE LAIKA).


INFO: ErosAntEros tel. 0039 0544 485027

organizzazione@erosanteros.org

http://polisteatrofestival.org
http://erosanteros.org

di Rossella Gibellini

mercoledì 27 marzo 2019

Surrealist Lee Miller, in mostra a Bologna fino al 9 giugno, Palazzo Pallavicini


“Preferisco fare una foto, che essere una foto”. Lee Miller

In mostra a Palazzo Pallavicini (Via San Felice, 24 / Bologna) fino al 9 giugno, "Surrealist Lee Miller”, la prima italiana della retrospettiva dedicata ad una delle fotografe più importanti del Novecento.
La mostra è organizzata da Palazzo Pallavicini e curata da ONO arte contemporanea.
La mostra si compone di 101 fotografie che ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso quelli che sono i suoi scatti più famosi ed iconici, compresa la sessione realizzata negli appartamenti di Hitler, raramente esposte anche a livello internazionale e mai diffuse a mezzo stampa per l’uso improprio fattone negli anni da gruppi neonazisti.

Picasso, Hotel Vaste Horizon by Lee Miller
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk
Lanciata da Condé Nast, sulla copertina di Vogue nel 1927, Lee Miller fin da subito diventa una delle modelle più apprezzate e richieste dalle riviste di moda. Molti i fotografi che la ritraggono - Edward Steichen, George Hoyningen-Huene o Arnold Genthe - e innumerevoli i servizi fotografici di cui è stata protagonista, fino a quando - all’incirca due anni più tardi - la Miller non decide di passare dall’altra parte dell’obiettivo.
Donna caparbia e intraprendente, rimane colpita profondamente dalle immagini del fotografo più importante dell’epoca, Man Ray, che riesce ad incontrare diventandone modella e musa ispiratrice. Ma, cosa più importante, instaura con lui un duraturo sodalizio artistico e professionale che assieme li porterà a sviluppare la tecnica della solarizzazione.
Amica di Picasso, di Ernst, Cocteau, Mirò e di tutta la cerchia dei surrealisti, Miller in questi anni apre a Parigi il suo primo studio, diventando nota come ritrattista e fotografa di moda, anche se il nucleo più importante di opere in questo periodo è certamente rappresentato dalle immagini surrealiste, molte delle quali erroneamente attribuite a Man Ray.


David E. Scherman by Lee Miller
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk
A questo corpus appartengono le celebri Nude bent forward, Condom e Tanja Ramm under a bell jar, opere presenti in mostra, accanto ad altri celebri scatti che mostrano appieno come il percorso artistico di Lee Miller sia stato, non solo autonomo, ma tecnicamente maturo e concettualmente sofisticato.
Dopo questa prima parentesi formativa, nel 1932 Miller decide di tornare a New York per aprire un nuovo studio fotografico che, nonostante il successo, chiude due anni più tardi quando per seguire il marito - il ricco uomo d'affari egiziano Aziz Eloui Bey - si trasferisce al Cairo.
Intraprende lunghi viaggi nel deserto e fotografa villaggi e rovine, iniziando a confrontarsi con la fotografia di reportage, un genere che Lee Miller porta avanti anche negli anni successivi quando, insieme a Roland Penrose - l'artista surrealista che sarebbe diventato il suo secondo marito - viaggia sia nel sud che nell’est europeo.

Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, lascia l'Egitto per trasferirsi a Londra, ed ignorando gli ordini dall'ambasciata americana di tornare in patria, inizia a lavorare come fotografa freelance per Vogue. Documenta gli incessanti bombardamenti su Londra ma il suo contributo più importante arriverà nel 1944 quando è corrispondente accreditata al seguito delle truppe americane e collaboratrice del fotografo David E. Scherman per le riviste “Life” e “Time”.
Fu lei l’unica fotografa donna a seguire gli alleati durante il D-Day, a documentare le attività al fronte a durante la liberazione. Le sue fotografie ci testimoniano in modo vivido e mai didascalico l'assedio di St. Malo, la Liberazione di Parigi, i combattimenti in Lussemburgo e in Alsazia e, inoltre, la liberazione dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald. È proprio in questi giorni febbrili che viene fatta la scoperta degli appartamenti di Hitler a Monaco di Baviera ed è qui che scatta quella che probabilmente è la sua fotografia più celebre: l’autoritratto nella vasca da bagno del Führer.


Surgeon and anaesthetist by Lee Miller
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk
Dopo la guerra Lee Miller ha continuato a scattare per Vogue per altri due anni, occupandosi di moda e celebrità, ma lo stress post traumatico riportato in seguito alla permanenza al fronte contribuì al suo lento ritirarsi dalla scena artistica, anche se il suo apporto alle biografie scritte da Penrose su Picasso, Mirò, Man Ray e Tapies fu fondamentale, sia come apparato fotografico che aneddotico.

Self portrait by Lee Miller
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk


Per ulteriori informazioni sull’archivio Lee Miller www.leemiller.co.uk.

DOVE:
Palazzo Pallavicini
Via San Felice, 24 / Bologna
Per informazioni: + 39 3313471504;  info@palazzopallavicini.com




ORARI:
Da giovedì a domenica: 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)
Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì
Aperture straordinarie:
22 e 25 aprile 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)
1 maggio 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)
2 giugno 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)

Biglietto d'ingresso - Tariffe:
 – Intero: euro 14,00 audioguida utilizzabile esclusivamente tramite App.
– Ridotto: euro 12,00 (dai 6 ai 18 anni non compiuti, over 65 con documento, studenti fino a 26 anni non compiuti con tesserino, militari con tesserino, guide turistiche con tesserino, giornalisti praticanti e pubblicisti con tesserino regolarmente iscritti all’Ordine, accompagnatori diversamente abili in compagnia del disabile, soci ICOM con tesserino)
– Gruppi (minimo 15 persone): euro 10,00 (1 accompagnatore gratuito)
– Scuole: euro 5,00 (2 accompagnatori gratuiti per ogni classe)
– Bologna Welcome e Bologna Card Musei: euro 9,00
– Giovedì Università (con tesserino): euro 9,00
– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili con certificato
– Biglietto famiglia con figli dai 6 ai 18 anni non compiuti:
Genitore euro 10,00, minori dai 6 ai 18 anni non compiuti euro 8,00
– Biglietto Open: euro 16,00 | Biglietto con prenotazione senza vincoli di orario e data valido fino a fine mostra

di Cristina Radi

venerdì 22 marzo 2019

Bentornata Primavera, a Locarno si festeggia il 23 marzo


Prima edizione in Città Vecchia a Locarno della "festa di primavera" un momento conviviale che unisce un mercato di produttori e artigiani locali all'intrattenimento folcloristico, quest'anno dedicato ai gruppi in costume tipico delle nostre valli e della regione insubrica. La festa di primavera si terrà sabato 23 marzo dalle ore 10.00 alle ore 16.30.


Alle ore 10.00 in Piazza S.Antonio si aprirà il mercatino di prodotti locali, animato già dalla presenza dei gruppi in costume. Alle 14.00 dopo la presentazione di ogni gruppo sul sagrato della chiesa S.Antonio inizierà il corteo che si snoderà per le vie del centro storico. La manifestazione si chiuderà alle 16.30 con il concerto dei corni delle Alpi sul sagrato della chiesa. Durante la giornata verranno distribuiti dei fiori per festeggiare la bentornata Primavera.

di Augusto Orsi

lunedì 11 marzo 2019

PASCAL MURER ALLA PASTICCERIA MARNIN di LOCARNO, DA VENERDÌ 15 MARZO AL 30 GIUGNO CON “SCULTURA-DISEGNO”

L’artista della porta accanto per i 30 anni di Marnin.
Dall’alto del suo piedistallo il barone Giovanni Antonio Marcacci guarda la sua piazza, Piazza Sant’Antonio a Locarno, che con  il passar del tempo è diventato un luogo d’arte. C’è la Pinacoteca, scrigno di mostre d’arti plastiche, accanto l’Atelier di pittura per bambini e quasi vis à vis la rinomata e ormai storica Pasticceria Marnin (in Piazza Sant’Antonio a Locarno), centro d’arte dolciaria. 

Pascal Murer di fronte al suo atelier

Dall’altro lato, meno conosciuto e meno celebre, dal 2001 c’è l’Atelier “VEDO ARTE” del giovane artista PascalMurer di Altdorf (Uri), grigionese di Poschiavo da parte della mamma, ma di formazione e di  orizzonti artistici europei. Giovanni Antonio Marcacci sorride sodisfatto. Non avrebbe mai immaginato che la sua Piazza, in condivisione con il celebre Santo di Padova, avrebbe ospitato istituzioni culturali.

Aqua
Innanzi all’ Atelier “Vedo Arte” sono passato tantissime volte. Avevo guardato le opere in vetrina stilisticamente in bilico tra naturalismo e espressionismo concreto, ma non avevo realizzato che al di là di esse vi fosse un atelier, un posto dove queste opere nascevano “belle de jour et belle de nuit” (come le ha definite poeticamente il suo creatore). Sculture atemporali, ma legate con un doppio filo alla natura,  allo scorrere del tempo, al  “Panta rei os potamòs”, eracliteo. Creazioni mai terminate e costantemente in divenire. E soprattutto non avevo pensato al “demiurgo”, al creatore di queste opere. Pascal Murer, artista multiforme: disegno, pittura, ma soprattutto scultura pervaso d’amore per la natura e desideroso di libertà.

Essences
 Alla Pasticceria in mostra scultura-disegno, un  insieme armonico ed arioso, che permette di respirare l’afflato che anima le creazioni di Pascal Murer, longilineo, dalla capigliatura lunga,  dal volto espressivo, e un tantino enigmatico, con guizzi  di “des gens du voyage”. “Il colore non è essenziale nei miei disegni e dipinti, il segno sì in quanto definisce lo spazio e delimita le forme”. I disegni  possono essere considerati quasi un preludio alle sculture in legno e in bronzo. “Le sculture in legno, materiale che mi affascina e che posso modellare, a mio piacimento, sono anche un dovuto omaggio a mio padre scultore tradizionale in legno e  poi il legno è una sostanza essenzialmente naturale che mi fa sentire parte della natura e vivere quasi in simbiosi con il cosmo”.  “I miei bronzi che hanno dell’informale, rugosi, porosi o lisci, hanno risonanze classiche (romane, etrusche) e all’aperto si immedesimano, si fondono nel  paesaggio in particolare quello lacustre”.

Pasticceria Marnin
Piazza Sant'Antonio
Mostra personale di Pascal Murer
vernissage venerdì 15 marzo alle ore 18.00

 di Augusto Orsi



venerdì 8 marzo 2019

OSA! torna a sbocciare, dall'8 marzo al 23 giugno, Amori diversi

Venerdì 8 marzo 2019 festeggiamo insieme la giornata delle donne con l’apertura della primavera di OSA! Organico scena artistica, che si compone della 18° edizione del festival dell’arte al femminile La donna crea, con la direzione artistica di Santuzza Oberholzer, e della 16° edizione della rassegna internazionale Voci audaci, diretto da Oskar Boldre.

la scrittrice Elvira Dones, incontro Biblioteca cantonale di Locarno 8 marzo ore 18.00

OSA! ospita eventi di teatro, teatro-ragazzi, musica e seminari di canto nei numerosi luoghi culturali del Locarnese toccati dalla manifestazione. Ben 7 dei 15 spettacoli sono ad entrata libera, permettendo così, grazie anche alle nuove collaborazioni, una partecipazione popolare.

La primavera di OSA! inizia l’8 marzo: Amori diversi è il fil rouge della stagione 2019.

Il plurale è d’obbligo perché le vie che sceglie il cuore delle donne sono diverse, le loro scelte sono spesso assolute e il loro amore tanto tenace da cambiare la vita. Spettacoli e incontri in cui si vuole riflettere su come gli oggetti su cui rivolgere il proprio cuore possono essere i più vari, e a volte proprio la mancanza d’amore porta a virare il nostro interesse su scelte vuote e superflue.

Emblematico l’incontro di apertura alla Biblioteca cantonale di Locarno con la scrittrice bilingue albanese-italiano Elvira Dones e con Hana, protagonista del suo libro Vergine giurata, che per amore della libertà rinuncia alla femminilità e all’onore. Hana lascia l’Università per tornare dallo zio malato, nelle montagne dell’Albania: un atto d’amore ma anche un grande sacrificio perché, rifiutando un matrimonio combinato, decide di diventare secondo le leggi del Kanun albanese “una Vergine giurata”, indossando vesti di uomo; ma la rinuncia alla femminilità non può essere per lei definitiva. Nel 2015 è stato girato il film omonimo, diretto da Laura Bispuri e interpretato da Alba Rohrwacher.
www.elviradones.com

TEATRO

L’amore per la casa in cui siamo cresciuti e per le proprie origini, è in scena Al Centro La Torre di Losone il 15 marzo con Santuzza Oberholzer del Teatro dei Fauni che presenta Il tempo delle case, dove si racconta di come le case in cui abitiamo ci modellano, ritornando con la memoria alla Locarno degli anni ’60. Il Quartier Nuovo fatto di viali alberati, botteghe e fabbrichette, è visto attraverso gli occhi di una monella per la quale “modernità” era anche indossare i pantaloni e guardare Zorro alla tv. La narrazione è accompagnata dalla musica dal vivo di Tiziano Tomasetti, che rievoca le sonorità dell’epoca.
www.teatro-fauni.ch


Il tempo delle case, Centro La Torre, Losone 15 marzo ore 20.30
Sempre a partire dalle frequenze dell’amore temi di grande attualità sono affrontati da due attrici italiane dalla forte carica ironica. Il consumismo sfrenato riesce a placare i vuoti d’amore? È la domanda che si fa Antonella Questa in Un sacchetto d’amore, il 12 aprile all’Oratorio di Tenero. Tutto sembra a portata di click, ma spesso si compra per supplire alla mancanza di rapporti autentici. Antonella con il suo sarcasmo tagliente, è un gradito ritorno per il pubblico di OSA!
www.antonellaquesta.it


Un sacchetto amore di e con Antonella Questa, Tenero Oratorio 12 aprile ore 20.30

Barbara Moselli in Le donne baciano meglio il 26 aprile alla Cambusateatro di Locarno, racconta la scoperta della sua diversità a 33 anni e il suo percorso verso l’accettazione di sé. Un monologo comico, dove il palco è un grande camerino, e il racconto personale si affianca alla tematica dell’omosessualità femminile, dell’innamoramento e del cambiamento.
compagnianim.wixsite.com

L’amore per il creato con la sua grandezza e la sua semplicità è al centro del rito sonoro che ha come protagonista una signora del teatro italiano e poetessa affermata, Mariangela Gualtieri con la guida di Cesare Ronconi, della storica compagnia italiana di ricerca Teatro Valdoca. Al GranRex di Locarno il 31 marzo Bello Mondo, rito sonoro e partitura ritmica con versi tratti da Le giovani parole (Einaudi, 2015): un lungo ringraziamento al bello mondo con la sua percepibile meraviglia. A seguire il film Gli indocili di Ana Shametaj, ritratto di dodici giovani attori della Compagnia, appuntamento nell’ambito del festival L’immagine e la parola.

Tra le vocazioni di Osa! c’è anche l’attenzione verso i giovani artisti, in questo ambito il collettivo Quelle debutta il 14 giugno a Cambusateatro con Veridico, di Giorgia Marzetti. Uno spettacolo con teatro e musica ispirato alla cantastorie siciliana Rosa Balistreri, la voce della Sicilia di un tempo. Il gruppo Quelle è stato fondato proprio per la creazione di un primo studio, che ha ricevuto la “Menzione Speciale” del Premio Giovani Realtà 2018.

Veridico, collettivo Quelle - 14,6


TRE APPUNTAMENTI DEDICATI ALLE FAMIGLIE.
Gli appuntamenti per i più piccoli sono dedicati alle fiabe classiche, messe in scena per la gioia dei bambini con allegria e divertimento.

La compagnia girovaga Nicole &Martin racconta tra acrobazie e canti, le fiabe dei Fratelli Grimm nella sua Tenda Bianca a Losone prima di ripartire in giro per l’Europa. Il 13 marzo va in scena anche per le scuole I musicanti di Brema, quattro scalcagnati animali ritenuti ormai inutili, mettono in fuga i briganti. Mentre il 14 La fanciulla senza mani è una storia d’amore tra due persone che cercandosi, imparano a conoscersi. A seguire per festeggiare i 20 anni della Compagnia un film e aperitivo. nicole-et-martin.ch
Dedicato a Geppetto nella festa del papà, il 19 marzo la compagnia italiana Il cerchio tondo racconta in modo originale di Pinocchio, storia di un burattino, alla Sala Congressi di Muralto. Le avventure della celeberrima marionetta sono presentate in un grande teatrino trasformista, in cui i burattini si uniscono alla tradizione della Commedia dell’Arte. Biglietto ridotto per tutti i papà che accompagnano i loro bimbi e teatro. www.ilcerchiotondo.it

PINOCCHIO, compagnia il cerchio tondo / Sala Congressi, Muralto 19 marzo


TEATRO E MUSICA POPOLARE

Ai racconti e alle canzoni delle nostre terre legati alla natura e agli alberi sono dedicati i due spettacoli corali del Teatro dei Fauni, adatti a tutti e in scena con ogni tempo, che fanno parte del ciclo Antenati con le radici.

Nell’ambito del Festival Camelie di Locarno, il 30 marzo La storia di Tonio il boscaiolo, che vede il mondo con occhi antichi e nel bosco ha perfino incontrato uno strano omuncolo, con Andrea Valdinocci e il musicista Lio Morandi.

Il 7 aprile nel nucleo storico di Contone nel Gambarogno, Mestieri e misteri, un percorso-collage di teatro e musica, in cui si racconta dei mestieri del passato legati agli alberi: dai gelsi coltivati per secoli, ai castagni pane degli avi. La drammaturgia prende spunto dal corpus di racconti, testimonianze.Le musiche e i canti sono curati da Danilo Boggini e Lio Morandi.
www.teatro-fauni.ch

Mestieri e misteri, Teatro dei Fauni, Contone 7 aprile ore 16.00


LE VIE DELLA MUSICA VOCALE CON VOCI AUDACI

Si apre il 22 marzo alla Sala Congressi di Muralto con i suoni delle steppe asiatiche de Les violons barbares, violini, percussioni e tre o meglio quattro voci grazie al canto difonico. Nato dall’incontro di Epi (Mongolia), Dimitar Gougov (Bulgaria) e Fabien Guyot (Francia), il trio porta gli spettatori in paesaggi sonori lontani e selvaggi, appuntamento in collaborazione con Locarno Folk, sostenuto da Coop cultura. violonsbarbares.com

I concerti che seguono sono tutti a La fabbrica di Losone. Il coro polifonico Ancore d’aria è formato da 25 cantanti italiani e svizzeri e diretto da Oskar Boldre. L’11 maggio, viaggiando con grande versatilità dalla world music al prog-rock a cappella, rivisita autori quali B. McFerrin, F.Zappa, Zap Mama e altri, e ricerca nuovi orizzonti percorribili dalla voce. Una parte del concerto è dedicata all’improvvisazione con divertenti “Tell Impro”. www.ancoredaria.com

Alash ensemble è un trio che viene dalla Tuva, regione russa al confine con la Mongolia, in concerto il 20 giugno. Maestri del canto di gola, tecnica per cantare contemporaneamente su più registri, esperti degli strumenti della loro terra, gli Alash hanno creato uno stile unico, fedele alla loro eredità musicale. Hanno pubblicato quattro CD e girato in diversi paesi del mondo, riscuotendo notevole successo. Il 21 giugno Canto in cerchio Circlesongs, un appuntamento per sperimentare il canto corale anche senza preparazione. È un concerto, in cui gli artisti e insegnanti delle master class di canto (vedi seguito), improvvisano guidando i partecipanti in un canto collettivo. Questa tecnica, che si ispira agli usi canori di molti popoli, è stata resa celebre da Bobby McFerrin.
www.alashensemble.com

Alash, foto di Nicole Renee-Losone la fabbrica 20,6 ore 21.00

Dal 20 al 23 giugno si tengono i tradizionali Seminari di canto e improvvisazione vocale, insegnanti rinomati vocalist: Rhiannon dagli USA, Anita Daulne dalla R. D. del Congo / Belgio, Oskar Boldre e Costanza Sansoni dall’Italia, quest’anno anche un corso tenuto dal trio Alash sul canto difonico. Info sui seminari: oskarboldre@tiscali.it; telefono 076 4336838

OSA! Prenotazioni: telefono 076 280 96 90 / e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch

tutto il programma scaricabile da: www.organicoscenaartistica.ch
di Cristina Radi

giovedì 7 marzo 2019

Jackie di Elfriede Jelinek, regia Alan Alpenfelt, debutta al LAC 12 e 13 marzo

Debutta al LAC di Lugano Jackie,  con la regia del giovane artista ticinese, Alan Alpenfelt martedì 12 marzo alle ore 20:30 (in replica mercoledì 13 sempre alle 20:30). Lo spettacolo si concentra sulla figura di Jackie Kennedy, first lady la cui fama è ormai leggenda, donna la cui immagine è un’icona senza tempo, personaggio a cui la letteratura e il cinema hanno reso innumerevoli omaggi.

Jackie, Foto Teca ©LAC Foto Studio Pagi. nella foto Francesca Mazza

Jacqueline – Jackie – Lee Bouvier Kennedy Onassis è la First Lady americana più famosa della storia, icona di una società che rispecchia un mondo televisivo, un mondo in cui l’immagine vale più della realtà. Jackie è il prototipo di una nuova donna, della moglie, della madre e della vedova perfetta, prigioniera del suo elegante completo Chanel macchiato di sangue e materia cerebrale.

il regista Alan Alpenfelt
Jackie sembra non poter più uscire dal suo personaggio, diventando lo specchio di qualcosa che ci appartiene. Noi stessi siamo Jackie. Noi, con la faccia imbellettata e l’abito della festa, con il nostro peso forma e le foto di famiglia. Noi che non conosciamo chi sia davvero Jackie come forse non conosciamo noi stessi. Ed è così che Jackie ci instilla il dubbio che dietro all’immagine e all’iconicità pop, ci sia una cruda verità e che la vera esistenza sia altrove.

Alpenfelt deriva l’ispirazione da Jackie, ultimo testo di una tetralogia che Elfriede Jelinek, autrice austriaca premio Nobel per la Letteratura nel 2004, dedica ai miti femminili e lo fa per indagare i misteri della dialettica tra oppressore e oppresso.

Frutto di un anno di lavoro svolto in forma di master ideato da Carmelo Rifici e promosso da LuganoInScena, Jackie, che si avvale della collaborazione drammaturgica di Francesca Garolla, è un lavoro che vede in scena un cast tutto al femminile composto da quattro attrici e due musiciste. Un lavoro corale in cui Alpenfelt dirige quattro interpreti di età e formazione assai diverse, Caterina Filograno, Francesca Mazza, Anahì Traversi, Carlotta Viscovo che daranno corpo e voce al testo di Elfriede Jelinek.

Un lavoro in cui il tessuto drammaturgico ha permesso di affidare il testo a più voci, che si integrano con l’elemento musicale qui espresso dalle musiche originali eseguite dal vivo dalla pianista austriaca Ingrid Schmoliner e dalla cornista greca Elena Margarit Kakaliagou.

Lo spettacolo è prodotto da LuganoInScena, in coproduzione con V XX ZWEETZ , LAC Lugano Arte e Cultura.

Informazioni e prevendita
Biglietteria LAC
Piazza Bernardino Luini 6
CH–6901 Lugano
+41 (0)58 866 4222
www.luganoinscena.ch
info@luganoinscena.ch
Orari d’apertura
Ma–Do: 10:00–18:00

di Cristina Radi

giovedì 7 febbraio 2019

FestivaLLibro, volano libri a Muralto: Luci su editoria e cinema

Il 15 febbraio debutta a Muralto il FestivaLLibro, bocciolo della Primavera Locarnese. Un’inedita vetrina per gli editori della Svizzera italiana e, al contempo, una piattaforma in cui il linguaggio scritto dialoga con quello cinematografico, attraverso film, incontri, spettacoli teatrali, esposizioni di dipinti e atelier per bambini, giovani e adulti.

Renato Martinoni, direttore artistico del FestivaLLibro
Si presenta così il FestivaLLibro, iniziativa promossa dal Comune di Muralto, con la consulenza del Locarno Festival, quale preludio della Primavera Locarnese. La prima edizione della manifestazione si terrà da venerdì 15 a domenica 17 febbraio, con un ricco e variegato programma di eventi presentato martedì mattina ai media dal sindaco Stefano Gilardi, dal presidente della rassegna cinematografica internazionale Marco Solari e dal rinomato professore di letteratura italiana Renato Martinoni, nelle vesti di direttore artistico del FestivaLLibro. 

la scrittrice Antonia Arslan


La fiera del libro avrà luogo negli spazi del Municipio di Muralto. Una quindicina gli editori che ne prenderanno parte, cogliendo l’occasione per presentare, tra le altre, nuove pubblicazioni. 

«Abbiamo previsto anche uno spazio tematico, in cui verranno raccolti i volumi dedicati al tema della montagna», ha annunciato Martinoni, che insieme alla direttrice artistica del Locarno Festival Lili Hinstin, ha allestito una serie di proposte che faranno da cornice alla fiera e che animeranno il cinema Rialto, l’Istituto scolastico, la Sala dei Congressi e la residenza San Vittore. 

Il fumettista Davide Calì, foto di Ioan Pilat


Tra gli ospiti della manifestazione, la pluripremiata scrittrice Antonia Arslan, il fumettista e scrittore di libri per ragazzi Davide Calì e Jürg Zimmerli del Limmat Verlag di Zurigo. Organizzati con la collaborazione di associazioni ed enti locali e con il sostegno dell’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e Vallemaggia, tutti gli eventi (ad eccezione del workshop condotto da Calì) sono gratuiti, ma per alcuni è necessaria l’iscrizione.

Il FestivaLLibro, come detto, aprirà di fatto la Primavera Locarnese, che proseguirà con L’immagine e la parola (29-31 marzo) e con gli Eventi Letterari Monte Verità (11-14 aprile). «Muralto – ha evidenziato Gilardi – ha accolto con entusiasmo la sfida di dar vita (ndr, nell’arco di pochi mesi) a una nuova manifestazione di qualità, che vuole diventare un appuntamento fisso del calendario culturale della Svizzera italiana». La prima edizione prenderà il via ufficialmente venerdì prossimo, alle 18, nella Sala dei Congressi, mentre la fiera aprirà i battenti già alle 14. 

Il programma completo è consultabile su www.muralto.ch

venerdì 18 gennaio 2019

Animali misteriosi e molto velenosi in mostra a Lugano fino al 27 gennaio

Se volete trascorrere un pomeriggio un po' diverso con i vostri bambini, vi consiglio di visitare con loro, la mostra Animali misteriosi fino al 27 gennaio 2019 al Centro Esposizioni di Lugano.



Ci sono naturalmente diversi tipi di serpenti più o meno letali, pesci, insetti e un simpatico alligatore. Ogni animale esposto ha una semplice spiegazione in italiano e spesso anche francese e tedesco e durante il pomeriggio lo staff mostra ai bambini come viene dato da mangiare ai serpenti, chiede se vogliono accarezzare il pitone o espone le caratteriste dell'alligatore Sissi mentre lo nutre.


I bambini escono entusiasti e con gli occhi pieni di sorpresa, per giorni vi parleranno del ragno enorme e peloso ma poco velenoso e della vedova nera che invece pare un insettino da nulla e può uccidere con il suo morso, degli scorpioni che si illuminano di notte e delle vipere che ci sono anche nelle nostre Alpi.

Questa rana che sembra così carina e colorata, è uno degli animali più velenosi al mondo
guarda gli animali esposti nella galleria delle immagini

Animali misteriosi
fino al 27 gennaio
Centro Esposizioni Lugano

di Cristina Radi


mercoledì 9 gennaio 2019

Si apre il cartellone 2019 dei film de Los Amigos

Inizia giovedì 10 gennaio 2019 con “Obaba” di Montxo Armendáriz la seconda parte del cartellone di lungometraggi in lingua spagnola, come sempre al Cinema Otello di Ascona. Sette film di un buon livello artistico che narrano vicende sociali, storie di gente ordinaria e documentari proveniente non solo dalla Spagna, ma da altri paesi dell’America Latina quali Argentina e Paraguay, verranno proiettati fino all’11 aprile 2019. Sono opere di un altro cinema che si indirizzano a cinefili, a ispanofoni, ma anche a persone che frequentano la lingua di Cervantes per migliorarne le proprie conoscenze. Per aiutare una migliore fruizione i film sono sottotitolati in francese e/o tedesco. Caratteristica di questa seconda parte del programma 2018/19, tutti film sono in prima visione ticinese.

una scena di Mia Obra Maestra
Giovedì 24 gennaio è la volta di “Mia Obra Maestra” un godibile, umoristico “noir” del regista argentino Gaston Duprat, già presente con successo alla Mostra del Cinema di Venezia 2018. Il programma si concluderà giovedì 11 aprile con “Doñana cuatro estaciones” documentario su una grande riserva naturale, un gioiello ecologico situato nel sud della Spagna che si estende attraverso le province di Heulve, Siviglia e Cadice.




LOS A M I G O S  D E  L A L E N G U A E S P A Ñ O L A (http://www.amigosweb.ch/)

LA ASOCIACIÓN ESPAÑOLA DEL TICINO (http://www.espati.ch/)

di Augusto Orsi

mercoledì 5 dicembre 2018

Incontro con Paolo Grassi, apre a Losone to infinity Gallery

Una novità importante per il paese di Losone in Canton Ticino. A breve aprirà una nuova galleria d’arte dell’artista Paolo Grassi con sede in via Barchee 9 e con una mostra permanente delle sue opere. La galleria si chiamerà to infinity Gallery e si potrà visitare sempre, previo appuntamento con l’artista stesso.



Qualche tempo fa avevo incontrato Paolo Grassi in occasione di una sua esposizione personale al Museo Epper di Ascona.

In una mattinata di battente pioggia autunnale vado ad incontrare Paolo Grassi direttamente nella sua casa di Losone, che lui stesso ha curato in tutti i dettagli. La riconosco subito dalla sequenza numerica, che mi accoglie nel muro perimetrale. Mi offre un caffè su un tavolo fatto da lui con legno, giornali vecchi e sassi di fiume. Paolo comincia così a raccontarmi del suo iniziale percorso di grafico e della sua voglia di mettere in gioco la creatività, che è cresciuta soprattutto dopo che si era sperimentato nella costruzione della sua casa. La sperimentazione di materiali e tecniche però sentiva che non gli era sufficiente a soddisfare la sua voglia di creare: era alla ricerca di un’arte più concettuale, che desse un senso profondo e globale al suo fare arte. Un senso in cui ogni opera avesse un valore in sé, ma allo stesso tempo fosse parte di un tutto tendente all’infinito. Una concezione della propria arte come rappresentazione dell’universo.



Questa ricerca di senso gli ha creato una grande inquietudine per molto tempo, un leone ingabbiato nelle sue profondità. Poi durante una vacanza in Costa Azzurra, prendendo le distanze dal suo ambiente e dal suo lavoro, sulla spiaggia in un momento fra sogno e veglia, tutto gli è apparso chiaro: ogni sua opera doveva essere legata all’altra da un linguaggio comune universale e senza limiti. Così nel 2007 ha preso forma il progetto From 0 to infinity, con opere create da sequenze numeriche progressive a partire dal concetto di vuoto, lo 0, che viene così riempito di senso. Ogni sequenza è un’opera finita in sé, ma richiama alla potenzialità dell’illimitato. In questi più di 10 anni, le opere create sono state oltre 250 e la sequenza ha superato il 5000. Ci spostiamo poi al Museo Epper di Ascona, dove è allestita una sua mostra personale.

L'ingresso del Museo Epper, con la mostra di Grassi

Qui Grassi mi spiega anche che negli anni anche le tecniche e le forme da lui sperimentate sono cambiate, perché il suo è naturalmente un work in progress. L’ordine sequenziale permette di analizzare l’evoluzione del suo percorso artistico. È passato così dall’uso del plexiglass e di un’arte pittorica più orientata alle due dimensioni, per approdare alla scultura in bronzo e ferro con una netta predilezione per le linee curve e le forme sferiche. Di particolare interesse diverse opere dalla forma ovale. L’uovo è da sempre finito e infinito in coesistenza, rimando alla rigenerazione, alla rinascita, all’ossimoro della fragilità e durezza insieme, un microcosmo autarchico portatore di nuova vita.
Grassi mi parla con passione di tutte le fasi del suo lavoro nella creazione dell’opera, soprattutto in bronzo.

Paolo Grassi nella sua nuova galleria
La progettazione diventa per lui un processo lungo e laborioso, che è parte integrante dell’opera stessa, elaborata con modellini in cartone o calchi in cera o gesso. Nel suo percorso non è solo la meta che conta, il viaggio stesso è fondamentale. L’idea che ogni creazione sia costretta entro precise sequenze numeriche, lo ha spesso messo di fronte a limiti stringenti per la realizzazione; limiti che però sono diventati per lui occasione di espressione creativa, che un foglio bianco non gli avrebbe consentito. La totale libertà creativa può a volte essere più castrante di una gabbia, che ci si deve ingegnare per rendere arte.



Mi mostra poi un catalogo con le immagini di luoghi da lui stesso resi opere d’arte, attraverso la cifra delle sue cifre: pareti di case e uffici, gallerie d’arte e muri perimetrali, diventati vere e proprie installazioni artistiche e parti integranti del suo progetto sequenziale. Mi indica due opere in led e mi spiega che adesso sta sperimentando anche questa tecnica, mettendo accanto ai numeri anche testi con frasi a lui congeniali come lo slogan di Steve Jobs “siate affamati, siate folli”. È comprensibile il perché di questa scelta, li lega una comune attrazione per il connubio di arte e scienza, creatività, numeri e design.


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martedì 20 novembre 2018

Minispettacoli alla sua ventesima edizione con un bel cartellone di proposte (Minusio novembre- marzo)

5 spettacoli compongono la ventesima edizione della rassegna di teatro ragazzi Minispettacoli che come di consueto va in scena al Teatro Oratorio Don Bosco di Minusio (via Motta), sempre di domenica pomeriggio con un’unica replica alle 15.00. Particolarmente interessante la scelta delle compagnie per questa edizione tonda.

Compagnia Teatro Gioco Vita in Moun, 25.11 ore 15.00
Si inizia domenica 25 novembre 2018 con la compagnia piacentina Teatro Gioco Vita, che prensenta Moun. Mentre la guerra non smetteva di rimbombare anche il cibo venne a mancare. I genitori di Moun presero allora una difficile decisione: costruirono una piccola scatola di bambù e vi deposero la loro prima creatura e le loro ultime speranze. Una storia che tratta temi forti come l’abbandono, l’adozione, la nostalgia e la costruzione di sé, ma che allo stesso tempo trasmette un senso di grande serenità. Teatro d’ombre, d’attore e danza. Da 5 anni.

La Baracca Testoni Ragazzi in Storie di elfi e di folletti, 9.12 ore 15.00
9 dicembre 2018 la bolognese La Baracca Testoni Ragazzi propone una storia a tema natalizio: Storie di elfi e di folletti. Sono ormai duemila anni che il 26 dicembre Babbo Natale torna a casa sua, e si riposa fino a Pasqua. Intanto gli Elfi continuano il suo lavoro: leggono le lettere dei bambini, preparano i nuovi regali, nutrono le renne, accendono l’aurora boreale...  Quest’anno però le cose vanno diversamente: è già aprile e Babbo Natale non è tornato. Perché? Per questo Elfi, orsi e renne, dopo un primo momento di disperazione, tornano comunque al lavoro, combinando anche qualche guaio. Da 4 anni. 
Una gustosa merenda sarà offerta a tutti i bambini.

Compagnia Fantulin di Firenze in Il circo matto, 13.01 ore 15.00
13 gennaio 2019 la Compagnia Fantulin di Firenze presenta Il circo matto. Cosa succede a mettere insieme un ambizioso direttore di circo con una schiera di artisti uno più strampalato dell’altro? L’effimero sogno umano di fama e successo si sgonfia via via, smantellato dalla spontanea irriverenza dei piccoli terribili burattini. Alla fine del gioco, con la complicità di un pubblico sicuramente partecipe, essi avranno ricondotto il loro gradasso padre - padrone al punto d’inizio, verso qualcosa di più semplice e più vero. Teatro d’attore e burattini con musiche dal vivo. Da 4 anni.

Stefania Mariani in Un mondo in valigia, 10.02
10 febbraio 2019 la brava Stefania Mariani della compagnia di Ascona Stage Photography ci racconta Un mondo in valigia. A Miss Felicità piace stupirsi, trasformare ogni guaio in risata, girare per le strade con la sua valigia, ogni tanto fermarsi e guardarsi intorno… Nella sua valigia tiene nascosto un mondo: il mare con un grande pesce che la rincorre, il sole che vola nel cielo, il piumino “tuttofare”, il fiore testone, il gatto che non c’è ed altro ancora… E quando apre il libro delle storie Miss Felicità racconta di... ”Biancaneve e i sette o otto nani?”... Si tratta di un viaggio nella clowneria: dal mimo al giocoliere, dal grammelot alla parola, con attimi di circo e di teatro di narrazione. Da 4 anni.

Michele Cafaggi in Controvento con bolle di sapone, 24.03 ore 15.00
24 marzo 2019 Michele Cafaggi di Milano presenta Controvento con bolle di sapone. Oggi è grande festa in Teatro! E’ il 15 luglio del 1913 e sul palco c’è un bellissimo Biplano interamente costruito dal nostro Aviatore che partirà per la Grande Avventura! Il nostro Eroe si alzerà presto in volo e ci porterà in mondi sconosciuti, meravigliosi e lontani.. Raffiche di vento, morbide e schiumose nuvole, gigantesche bolle di sapone ci accompagneranno in un viaggio al di là dei confini terrestri. Dedicato a tutti i sognatori. Magia, clownerie, bolle di sapone e arti circensi. Dai 3 anni.
Dopo lo spettacolo tanti bei libri da sfogliare in collaborazione con la Biblioteca dei ragazzi Ascona.




Biglietto: Fr 5.– adulti e bambini  
Prevendita: Farmacia Verbano, Minusio, via San Gottardo 80a,  Minusio (entro le ore 12.00 di sabato) oppure direttamente in cassa il giorno dello spettacolo

di Cristina Radi

mercoledì 24 ottobre 2018

Ottavia Piccolo interpreta Haifa al Teatro di Locarno

Ottavia Piccolo in Occidente express (in replica anche oggi 24 ottobre al Teatro di Locarno), ci racconta il viaggio della nonna Haifa che attraversa due continenti dall’Iraq alla Svezia con la nipotina di 4 anni, per sfuggire alla violenza, che ha azzerato in poche ore il suo villaggio.
La drammaturgia di Massini riprende volutamente i toni del testo epico, con frasi che ritornano in maniera quasi ossessiva, perché la storia di Haifa è una vera e propria Odissea dei giorni nostri. Haifa però è una donna comune che non ha nulla di eroico, anzi lei era “nata per stare ferma”, eppure suo malgrado è costretta ad affrontare il grande viaggio verso l’ignoto. 



Le tappe del percorso sono scandite da incontri e vicende in un climax di tensione, che si fa sempre più densa e asfissiante, fino a farti dimenticare di respirare. Una storia come tante di migrazione, ma anche un viaggio nelle proprie profondità.
L’interpretazione della Piccolo è preparata meticolosamente con toni a volte distaccati anche nei momenti di pathos, che se pur intensi sono sempre all’insegna della compostezza. In questo modo lo spettatore non riesce mai ad identificare completamente Haifa con la sua interprete, ma ascoltando fa sua la storia, che diventa così la storia di tutti quelli che devono affrontare un viaggio nelle profondità di se stessi, che devono con coraggio aprire gli occhi di fronte ad una realtà troppo dura da guardare direttamente e in cui sarebbe meglio vivere nella nebbia. È la storia di ognuno di noi che è dovuto morire nel corso della vita e poi per forza rinascere, e che ha trovato dentro di sé un coraggio insospettabile per affrontare le prove più dure e salvare chi si ama più della vita. È anche una storia di solidarietà, dove in condizioni disperate e disumane, si fanno incontri di grande umanità e si stringono accordi, che diventano vincoli di mutuo soccorso che oltrepassano l’opportunismo.

Tutto questo ci restituisce in poco più di un’ora e mezza Ottavia Piccolo, la cui narrazione è punteggiata, esaltata, affiancata dalla musica dal vivo dei bravi e versatili musicisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, che riesce a creare tutto il sottotesto sonoro e le atmosfere del racconto ora con melodie tratte dalla tradizione orientale e occidentale, ora semplicemente con suoni e sonorità.

Incontro con Ottavia Piccolo oggi 24 ottobre ore 18.00
Teatro di Locarno, ingresso gratuito

Replica dello spettacolo
Occidente Express mercoledì 24 ottobre ore 20.30, Teatro di Locarno

di Cristina Radi

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