venerdì 25 settembre 2020

L’uomo che sussurrava ai piccioni: Monsieur Pigeon, il nuovo film di Antonio Prata

Un uomo e i suoi piccioni: favola surreale che filma i rapporti tra un “un alternativo” nella Parigi d’oggi e nugoli di piccioni.


Monsieur Pigeon, si chiama proprio così, il personaggio principale misterioso ed emblematico del toccante mediometraggio del regista italiano nato a Zurigo, Antonio Prata, si aggira quotidianamente curvo e grigio nei paraggi del Centre Pompidou nel Marais, quartiere popolare di Parigi circondato da una nube di piccioni che gli si affollano addosso, alla ricerca affannosa di mangime. Chi è questo barbone ingrigito dagli anni, curvo e sciancato che trascorre la sua esistenza nel vagabondare e nutrire piccioni? Qual è la sua storia e qual è il suo passato? La domanda, senza una risposta precisa, è aperta a tante interpretazioni e ciò rende il film, dai risvolti di realismo magico, ben concepito e soprattutto ben girato, singolare e avvincente. Monsieur Pigeon e i suoi amati uccelli, vago ricordo in versione buonistica degli aggressivi uccelli di Hitchcock, potrebbe essere un certo Giuseppe e la sua delicata e poetica vicenda, nutrire piccioni, una parabola della società di oggi dove la solidarietà esiste soprattutto tra i deboli e gli emarginati. I piccioni un tempo erano immagine di gioia e spensieratezza e a Venezia e altrove, i turisti facevano a gara per essere fotografati in loro compagnia. Poi ci si accorse che questi prolifici pennuti erano troppo invadenti e insozzavano, perciò furono banditi e anche sterminati. Oggi vivono ai margini della società e di loro si occupano unicamente i tipi anomali come il signor Giuseppe anche loro al bando o  auto estraniatisi dal mondo per comunicare unicamente con gli uccelli.

La singolare opera di Antonio Prata, prodotto da Amka Films Lugano (coproduzione RSI) presente in diversi festival ha riscosso consensi e lodi della critica e nel corso dei prossimi mesi sarà nella programmazione delle sale del Canton Ticino, il  28 settembre sarà al Gran Rex di Locarno.

Giuseppe ha vissuto per 60 anni una vita ordinaria. Ha studiato, ha avuto una famiglia e ha lavorato in banca. Conosce bene il mondo che lo circonda e oggi ne è profondamente deluso. Così ha deciso di ribellarsi a quel sistema, alla cattiveria delle persone che giudicano senza sapere, perché osservano la realtà che li circonda con superficialità e distrazione, covando spesso nell’anima rancore, aggressività e intolleranza. Nel Marais di Parigi non hanno mai voluto costruire una piccionaia. Così i piccioni non hanno alcuna dimora; vagano per la città alla ricerca di un posto dove stare, cercando di sfuggire alle insidie escogitate dall’odio umano. Giuseppe li nutre quotidianamente nonostante sia vietato, li protegge perché sono indifesi e spesso è stato selvaggiamente aggredito dalla gente, ostacolato dalle autorità.

Biografia del regista

Antonio Prata è nato a Zurigo nel 1972. Fino alla maggiore età ha vissuto e ha studiato in vari collegi tra Umbria e Abruzzo. Ha proseguito gli studi liceali italiani a Zurigo, dove è rimasto fino al 1995, anno in cui si è trasferito a Lugano per frequentare gli studi di cinema. Si diploma nel 2007, realizzando il film “Il resto di una storia”, miglior cortometraggio al Doclisboa, riconosciuto al Torino Film Festival con una menzione speciale e First Steps al Visions du Réel di Nyon. Nel 2009 realizza il cortometraggio “L’inverno è più lungo”, interamente girato all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Nel 2011, quando la sua terra d’origine, l’Abruzzo, è sconvolta dal terremoto, elabora le idee per la realizzazione di “Terra dentro”, in concorso nel 2013 al Torino Film Festival e nel 2014 alle Giornate del Cinema svizzero di Soletta.

È stato direttore di programmazione e gestore di sala a Lugano. Dal 2016 è direttore del Film Festival Diritti Umani.

di Augusto Orsi

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