martedì 10 novembre 2015

Inside out - Pixar ancora una volta il coraggio della genialità

Nell'oramai lontano 2000 ero con le mie socie di Pepita Promoters, l'ufficio stampa di una delle prime edizioni del Future Film Festival di Bologna, dedicato al cinema di animazione. Ricordo che avevamo come guest star, uno dei manager dell'animazione, ai vertici della Pixar animation, Dylan Brown. Al posto del vecchio manager consumato che ci aspettavamo, arriva con la valigia al nostro desk un ragazzotto molto americano con cappellino da baseball in testa e scarpe da tennis ai piedi: era lui, era Dylan Brown. Credo che all'epoca avesse forse 26 anni e che fosse già top manager di una delle aziende di animazione più importanti del mondo. Ci spiegò che fin da ragazzino era stato un grande appassionato di videogiochi (stiamo parlando degli anni '80) e la sua passione lo aveva portato a quel lavoro, che faceva con grande passione e divertimento.

In quell'occasione Dylan veniva a Bologna a presentare Toy story.


Allora mi convinsi e anche adesso lo sono, che molti dei successi della Pixar siano proprio dettati dalla passione e da un'abbondante dose di coraggio e di follia. Solo così si può spiegare il grande successo di Shrek, che aveva come protagonista non i soliti reali sfortunati, ma addirittura un orco verde brutto, misantropo ed insicuro di sé, un ciuco parlante, uno degli animali più bistrattati della storia e una principessa che alla fine diventa anche lei orchessa. Il tutto condito con una splendida colonna sonora ed un'ironia unica, apprezzatissima anche dagli adulti.

Forse si sarà capito senza doverlo proprio confessare apertamente, che anch'io amo molto i cartoni animati e li guardo volentieri con i miei figli, se ben pensati e ben disegnati, un'accoppiata non sempre facile (tra quelli giapponesi spesso trovo ciò che cerco, anche da proporre alla family).
Ecco perché non ho potuto che apprezzare moltissimo Inside out, un altro colpo di genio messo a punto dalla Pixar.

Al centro del film i sentimenti. No, non è un romanzo d'amore, proprio i sentimenti sono i protagonisti: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.

In tempi non ancora sospetti le maestre di mio figlio, le mitiche Paole + Antonella, alla scuola materna Betti di Bologna, proponevano ai bambini dei lavori affinché potessero riconoscere dentro di loro, i sentimenti, soprattutto quelli più difficili da dominare. Mi ricordo che un giorno Martino portò a casa "La scatola della paura", fatta con una scatola di scarpe, tutta rossa, dentro aveva messo le cose che lo spaventavano.

Ecco Inside out parla ai bambini, ma anche ai grandi, per mostrare loro come dentro ognuno di noi, ci siano sentimenti contrastanti che a volte ci fanno stare male. E che nei momenti difficili non è bene che ci sia sempre la Gioia al comando, perché spesso sono proprio le crisi che ci fanno crescere.

Geniale anche la rappresentazione del subconscio, dei sogni e anche di alcuni dettagli come quelle canzoncine stupide che certe volte non riusciamo a smettere di canticchiarci nella testa, frutto di dispettosi addetti ai lavori!!

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