martedì 6 dicembre 2016

Coraline + Coraline, il film e il libro: quando la perfezione nasconde l'indicibile

Mi piace mostrare ai miei figli film d’animazione che non siano solo Disney, per abituarli ad apprezzare altri modi di creare immagine. Ho recentemente riletto il libro Coraline di Neil Gaiman, illustrato da David Mckean, suo partner anche di altri bei libri (come l’esilarante Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi) e ho colto questa occasione per vedere con i bambini il film tratto dal libro, Coraline e la porta magica del regista Henry Selick, realizzato con la complicata tecnica dello Stop motion, che consiste nel fotografare posa dopo posa modellini dei personaggi. La riuscita dell’animazione è davvero strabiliante, con una grande attenzione all’estetica del tutto.


Mi avevano detto che era un film piuttosto inquietante per i bimbi. In effetti il cartone rispecchia con qualche piccola infedeltà il pensiero di fondo del libro, scritto con una prosa semplice e veloce adatta ai ragazzi. La trama per certi versi rispetta le regole delle favole come l’eroina coraggiosa e astuta, Coraline appunto, ma soprattutto vuole spiazzare i bambini che non capiscono subito, dove stia il buono e il cattivo. 
Coraline si trasferisce in una nuova casa, dove mentre i suoi genitori sono troppo impegnati per prestarle attenzione, in una delle sue esplorazioni scopre una piccola porta che conduce ad un’altra realtà del tutto uguale alla sua, ma di gran lunga migliorata: c’è un’altra amorevole madre, che cucina cose buonissime e si occupa di lei e così anche un altro padre, ci sono vicini ben più divertenti e giochi che interagiscono con lei. Il solo a non raddoppiarsi oltre a lei stessa, è il gatto nero, anima indipendente e distaccata, che però sarà l’unica cosa reale, sul cui aiuto potrà contare la nostra eroina.


Ho capito che la trama funzionava quando mia figlia all’inizio del film ha invertito le madri, la vera madre disattenta e un po’ scontrosa era per mia figlia la mamma cattiva (io invece mi rivedevo in lei, che in effetti era molto reale), mentre l’altra amorevole e attenta ma con due bottoni al posto degli occhi, la mamma buona. Proprio come Coraline, era caduta nella trappola anche mia figlia. I bambini non possono che identificarsi in questa storia, perché a tutti noi genitori è capitato di essere a volte poco amorevoli e attenti e i nostri figli hanno d’altra parte almeno una volta desiderato di avere genitori diversi eppure uguali a quelli che hanno. Anche mia figlia come Coraline, però, non ci ha messo molto a capire che quel mondo perfetto in realtà nascondeva un oscuro lato inquietante. Mentre guardavo il film pensavo a quegli adulti che attirano i bambini nella loro trappola con promesse di altri orizzonti, fingendosi amorevoli, ma in realtà nascondendo un terribile scopo. Coraline si salva, ma non così le anime dei bambini intrappolati dalla madre ragno nella sua trama, così come tanti bambini anche qui in Svizzera, le cui anime sono state per sempre segnate.
Neil Gaiman
È vero Coraline libro e anche film sono decisamente un po’ inquietanti, ma rivelano ai bambini che non sempre la realtà più bella è quella migliore, ma anzi bisogna diffidare della troppa perfezione perché potrebbe celare una verità indicibile.

di Cristina Radi

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