venerdì 7 ottobre 2016

Inizia OSA! fra musica e teatro

Il 14 ottobre si apre la stagione di OSA!, la rassegna itinerante nel Locarnese di musica e teatro, a cura di Santuzza Oberholzer.
Il fil rouge di questa edizione autunnale sono le variazioni sul tema dell’appartenenza, variazioni virate sulle corde dell’arte performativa, dal canto alla narrazione, dal teatro alla green culture.

OTTOBRE
La stagione si apre il 14 ottobre con le calde e coinvolgenti sonorità del duo Talilema, i cui componenti Talike & Kilema provengono dal Madagascar, pur essendo di etnia e formazione differenti. La loro musica riesce ad esprimere gioia, dolcezza, senso di appartenenza (evento Faunaperò all’Atelier Teatro dei Fauni di Locarno).
Ascolta i Talilema

Il duo Talilema
Si prosegue con un fine settimana dedicato al teatro. Sabato 22 ottobre ancora Faunaperò all’Atelier TdFauni con il nuovo spettacolo dell’attore friulano ticinese d’adozione, Ferruccio Cainero in L’arco di San Marco, accompagnato con musica e danza dal vivo. Una pièce in cui Cainero, raccontando delle prime comunità cristiane, in cui l’atto del danzare segna una forte differenza spirituale, segue sempre il sottile filo narrativo fra ballo ed estasi e fa un excursus storico e geografico molto interessante attraverso il Friuli, il Salento, Como e il Ticino.
Ferruccio Cainero
Domenica 23 ottobre all’Oratorio di Tenero, teatro ragazzi con Il gigante Lulù, ultima produzione per i più piccoli del Teatro dei Fauni di e con Vicky De Stefanis. Una leggenda africana narra di un gigante che mangia tutto ciò che ha intorno, persino un intero villaggio, i cui abitanti vivono ancora nella sua pancia, ricordando con nostalgia il mondo di fuori. La fuga dalla pancia del gigante, però, li costringe a farsi così piccoli da trasformarsi in un nuovo popolo: i Pigmei.

I Ginkgo biloba
visti dall'obbiettivo di Dona De Carli
Gli alberi centenari e le loro storie sono i protagonisti degli appuntamenti del ciclo Antenati con le radici: sabato 29 ottobre ai Giardini Rusca di Locarno conosciamo meglio i Ginkgo biloba, alberi antichissimi, le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa. Pippo Gianoni, ingegnere forestale ed esperto in protezione ambientale, propone cenni di storia e morfologia di questi fossili viventi. Il gruppo musicale scandinavo Fearless Warriors of the Roseland ne interpreta la forza primordiale. Muoverà poi il giallo delle foglie, una dimostrazione di Tai Chi, anticamente praticato dai monaci, che in Cina coltivavano i giganteschi Ginkgo per i loro poteri medicinali. Il progetto è presentato anche sulla piattaforma di crowdfunding www.progettiamo.ch per essere sostenuto da quanti credono nell’importanza del verde intorno a noi.

Vootele Ruusmaa e Juan Pino
Dai ghiacci del Mar Baltico al Sole tropicale dell’Ecuador, domenica 30 ottobre (Faunaperò, all’Atelier TdF Locarno) il variegato gruppo Fearless Warriors of the Roseland presenta un concerto molto speciale, in cui il cantautore e percussionista Juan Pino nato in Ecuador e cresciuto in Svizzera e il compositore e musicista lettone Vootele Ruusmaa si ispirano alle loro radici per creare un nuovo scenario espressivo con voce e poesia.

Ascolta i Fearless Warriors of the Roseland

NOVEMBRE
Seeda
Un mix di musica tradizionale mongola e sonorità dell'Oriente per il concerto di sabato 12 novembre alla Sala Congressi di Muralto con il gruppo Sedaa (dal persiano "voce"), che alternando canzoni dai ritmi scatenati a ballate dai toni più dolci, conduce l'ascoltatore in un mondo esotico, che attraversa la vasta steppa mongola. Il concerto è preceduto da una cena mongola curata dall’Ass. La mensa e il gregge (prenotazione obbligatoria). Domenica 13 novembre i Seeda propongono una giornata di seminario di canto difonico con percussione all’Atelier Teatro dei Fauni.

Basel Rajoub di Soriana
Ancora il misterioso Oriente al centro del concerto di sabato 19 novembre al Centro Monte Verità di Ascona con Soriana quartet dalla Siria. Il programma combina la miriade di modi melodici e sottigliezze microtonali della musica araba e la musica contemporanea, generando un suono sublime tra spontaneità e controllo, radicato in una tradizione millenaria di improvvisazione.

Ascolta Soriana

Danilo Conti e la gallinella rossa

Domenica 20 novembre alla Sala congressi Muralto teatro ragazzi in occasione della Giornata dei diritti dei bambini, il divertente spettacolo La Gallinella Rossa della compagnia Tanti Cosi Progetti, che racconta la storia di un’insolita gallina intelligente e laboriosa, che capisce che può farne un uso diverso di un semplice chicco di grano, che con impegno e pazienza darà i suoi frutti.
Santuzza Oberholzer e Tiziano Tomasetti


Ancora alla Sala Congressi di Muralto domenica 27 novembre l’ultima produzione del Teatro dei Fauni per la prima volta presentato nel Locarnese, Il tempo delle case di e con Santuzza Oberholzer e la musica dal vivo del bassista Tiziano Tomasetti. Teatro di narrazione con al centro il tema della casa dell’infanzia: divertenti aneddoti della vita degli anni ’60, in una Locarno a toni pastello. Piccole grandi rivoluzioni di un’epoca in fermento, dove “modernità” è anche la tv che riunisce i vicini per le avventure di Zorro. Le case da noi abitate ci modellano, un involucro oltre il corpo e le emozioni. La musica dal vivo accompagna il canto e sottolinea il racconto, rievocando sonorità di quel periodo.

DICEMBRE


Fine d’anno in allegria con la Festa per ragazzi e adulti ormai diventata appuntamento fisso dell’anno. Il pomeriggio (dalle ore 15.00) si apre con la narrazione della brava Stefania Mariani della compagnia StagePhotography in Il viaggio di Abar e Babir con musica dal vivo di Emanuele Di Nardo. Un viaggio ricco di sorprese, in cui i pastori Abar e Babir partono alla ricerca del desiderio più profondo del loro cuore. Seguono giochi, musica, merenda e tanta allegria. Con Faunaperò

Per info: OSA! Organico scena artistica tel. 079 331 35 56

Prenotazioni: tel. 076 280 96 90

e-mail: ticket@organicoscenaartistica.ch

di Cristina Radi

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lunedì 3 ottobre 2016

Spazi sospesi apre la stagione del Teatro San Materno

La stagione del Teatro San Materno, curata dalla coreografa Tiziana Arnaboldi, quest'anno è dedicata al tema della luce. Luce come mistero e come vita.
Tutti gli eventi in cartellone fino a dicembre saranno, poi, tappe di avvicinamento alla commemorazione dei 30 anni della morte di Charlotte Bara, la danzatrice per cui è stato pensato e costruito il Teatro San Materno, con appuntamenti molto interessanti in cartellone, che vedono anche protagonisti di grande richiamo come l'architetto Mario Botta o la giovane ma ormai nota danzatrice Chiara Frigo.
La danzatrice Eleonora Chiocchini 

Anche Spazi sospesi, nuova produzione della Compagnia Tiziana Arnaboldi, che ha aperto la stagione, è dedicata alla luce ma anche alla rappresentazione dello spazio, sopratutto spazio vuoto, che viene riempito da elementi impalpabili come luce e buio o da elementi molto concreti come corpi e oggetti meccanici.
Gli spazi sono delimitati attraverso confini sottili come fasci di luce o linee immaginarie, che uniscono i corpi al di qua e al là del palcoscenico, abbracciando anche la platea e tutti i corpi degli spettatori.
Tiziana Arnaboldi 

Infatti in questo spettacolo ad elementi così diafani come la luce, il buio, lo spazio, il vuoto, si contrappone il corpo, tanto corpo; il corpo dei bravissimi interpreti Eleonora Chiocchini e David Labanca, che creano ritmi con la regolarità di passi di corsa, respiri affannosi o con la cadenza amplificata di un semplice gesto come quello del pettinarsi.
Il rapporto uomo macchina è un altro dei temi dello spettacolo.

In scena con i danzatori infatti anche le macchine, ideate e realizzate dall'artista artigiano FranÇois Gendre. Sono macchine che ricordano la gestualità dell'essere vivente e non della robotica e per questo riescono ad interagire con i corpi dei danzatori, senza entrare nella contrapposizione, ma anzi avviando con loro un dialogo fatto di gestualità e movimento.



In prima linea sul palco un uccellino meccanico, che sembra voler delimitare proprio il confine fra l'essere e la meccanica.

Uccello simbolo di volo, di libertà, di spazi infiniti, e la danza è l'arte che più delle altre è vicina a questa sensazione, l'aspirazione al superamento del confine dei limiti umani proprio attraverso quello che abbiamo di più umano, il corpo.

Simpaticamente il pennuto interagisce con il danzatore, confrontandosi in maniera anche molto ironica. C'è infatti un'ironia di fondo e un senso di sospensione che pervade tutto lo spettacolo, proprio come ci accade di fronte a certe visioni di luce naturale che ci appaiono d'improvviso, regalandoci lo stupore.

di Cristina Radi

venerdì 30 settembre 2016

Festa delle castagne di Ascona (sabato 1 ottobre): un'idea per il weekend

Dopo alcune stagioni davvero magre per la raccolta delle castagne, a causa di un parassita molto aggressivo, il cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), dall'anno scorso su modello dei Giapponesi, che avevano così risolto il problema, è stato introdotto in una vera e propria lotta biologica, l’insetto antagonista del killer dei castagni, il Torymus sinensis.

Il nostro piccolo eroe si mangia le larve deposte dal cinipide, impedendone la diffusione e permettendoci così quest'anno, di gustarci una delle delizie dell'autunno a prezzi speriamo umani.



Numerose sono le sagre della castagna in Ticino e anche in Italia.
Per comodità segnalo quella più vicina alla zona dove abito e dove forse andrò con la family, che è tutta molto ghiotta di castagne.

Sabato 1 ottobre dalle 10.00 e per tutto il giorno la Festa delle Castagne sul lungolago Motta di Ascona, con qualsiasi tempo.

Caldarroste in gran quantità e bancarelle del mercatino, che propongono prodotti a base di castagne, come marmellate, miele, torte e numerosi prodotti enogastronomici della regione.


Ci sarà anche la possibilità di pranzare sul luogo con polenta e gorgonzola o mortadella e nel pomeriggio vari concerti.

Sabato 8 ottobre 2016 sempre ad Ascona formula simile con la Sagra d'autunno.

Inoltre anche a Lugano in questo fine settimana dal 30 settembre al 2 ottobre c'è la Festa d'autunno, dedicata soprattutto ad uva e vino.

Maggiori info: Festa d'autunno di Lugano

di Cristina Radi

Leggi anche: Mercato delle zucche di Malvaglia

martedì 27 settembre 2016

Zucca a chi? Mercato delle zucche per gli amanti del genere (sabato 15 ottobre, Malvaglia)

Adoro la zucca e già lo scorso anno mi sarebbe piaciuto andare al Mercato delle zucche della Valle del Sole, perchè mi sembrava non fosse la solita sagra.



Quest'anno vorrei proprio riuscire a constatarlo e degustarlo di persona, infatti sabato 15 ottobre nel campo sportivo di Malvaglia in Val di Blenio ci sarà la seconda edizione, proponendo esposizione e degustazione di oltre 60 varietà di questo delizioso Cucurbitaceo, che si presta a ricette salate e anche dolci.
Qui tutte le indicazioni per raggiungere il posto:

Mercato delle zucche della Valle del Sole


di Cristina Radi

Leggi anche: Giornata della mela

lunedì 26 settembre 2016

Le donne come acqua nell'acqua: incontro con Silvia Vegetti Finzi

Sabato 24 settembre una gremita Sala Aragonite a Manno ha accolto con calore la psicologa italiana Silvia Vegetti Finzi, serata del ciclo "Esplorare il sogno", intervistata dal giornalista della RSI Giancarlo Dionisio.


La serata è stata molto piacevole ed interessante. Nel foyer della sala, mentre aspettavamo di entrare, ho cominciato a chiacchierare con una signora molto simpatica anche lei sola e dopo pochi minuti parlavamo io dei figli, lei dei nipoti essendo già nonna e di tutti i problemi che ci appesantiscono nella vita quotidiana. Dopo meno di mezz'ora dal palco Vegetti Finzi diceva che quando le donne si incontrano in pochi minuti si uniformano come l'acqua nell'acqua e anche se sono lontane di età, cultura, religione in pochissimo parlano dei figli, dei mariti, della loro vita... io e la mia nuova amica ci siamo guardate sorridendo, sembrava che parlasse proprio di noi. 
Ed è questo che più mi ha colpito della Vegetti Finzi, che seguo già da tempo attraverso alcuni suoi testi e soprattutto ne La stanza del dialogo della rivista Azione, dà sempre consigli molto concreti fatti del buon senso di una mamma o di una nonna, più che dettati dalla certezza dell'esperto.

Nell'incontro si è parlato più che altro del suo ultimo libro Una bambina senza
stella, affrontando temi che toccano tutti, come le risorse che hanno i bambini e più in generale gli esseri umani per poter affrontare situazioni anche penose. L'importanza di condividere e di parlare del proprio dolore, che altrimenti rimane solo un grumo opaco nocivo dentro di noi. Solo narrandolo, si può imparare a comprenderlo ed affrontarlo per superarlo. L'importante io credo sia trovare la persona giusta che ti ascolti nella maniera più positiva, senza giudicare.
Il fatto che per i bambini sono davvero importanti in fondo solo poche cose come sentirsi amati e avere un po' di attenzione, per crescere sani. Cose forse scontate, ma è sempre importante sentirsi ripetere questi pochi concetti basilari.

L'incontro si è concluso con un vero e proprio elogio della figura dell'insegnante, che può essere una figura alternativa e salvifica, se le figure che dovrebbero essere di riferimento per i bambini, vengono a mancare per assenza, disinteresse o incomprensione.
Ed infine Silvia ha letto questa nota poesia di Martha Medeiros

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità


Blog di Silvia Vegetti Finzi, su Io donna

Leggi anche: Esplorare il sogno


mercoledì 21 settembre 2016

Giornata nazionale svizzera della mela - venerdì 23 settembre

Venerdì 23 settembre sarà la giornata nazionale della mela in Svizzera, per me è una giornata importante visto che i miei figli mangiano pochissima frutta e fra quella accuratamente selezionata da loro c'è per fortuna anche la comunissima mela.



Per celebrare l'occasione in stazione a Locarno-Muralto dalle 7 alle 13 saranno distribuite gratuitamente delle mele rigorosamente svizzere, dall'Associazione frutticoltori ticinesi in collaborazione con l'Associazione Svizzera frutta.

Anche la Coop celebra questa giornata, regalando una mela per ogni spesa effettuata presso i suoi punti vendita.
il banchetto delle mele alla stazione

di Cristina Radi



martedì 20 settembre 2016

Esplorare il sogno, una conferenza e uno spettacolo a Manno: Vegetti Finzi e Cainero in programma

Serata che si prospetta molto interessante sabato prossimo, 24 settembre (dalle ore 18.00) alla Sala Aragonite di Manno (Via ai Boschetti 10) dal titolo Esplorare il sogno.

Nella prima parte spazio alla voce più scientifica e afferente alla sfera della persona con l'intervento della nota psicologa Silvia Vegetti Finzi.

Dopo una cena a buffet, i partecipanti potranno poi assistere allo spettacolo dell'attore friulano, ticinese d'adozione, Ferruccio Cainero con uno spettacolo di teatro di narrazione dal titolo Cosmos.

Ferruccio Cainero
I biglietti a 35 fr per tutta la serata, cena compresa,

si possono prendere in prevendita qui:

Cancelleria comunale Manno

Libreria Il Segnalibro Lugano

Libreria Lo Stralisco Viganello

Silvia Vegetti Finzi

Oppure, se come me non siete della zona e non volete arrivare fino a Lugano Nord solo per acquistare il biglietto, chiedete che ve lo tengano prenotato, telefonando alla Cancelleria Comunale di Manno

Cancelleria comunale Manno tel. 091 611 10 00

o inviando una email a biblioteca@manno.ch 

di Cristina Radi


Leggi anche: L'arco di San Marco di Ferruccio Cainero

lunedì 19 settembre 2016

Corti incanto e Disfashion, weekend intenso per Locarno (17 e 18 settembre)

Abbiamo appena trascorso un bel fine settimana intenso qui a Locarno, da soddisfare davvero tutti i palati, grazie anche al tempo che è stato clemente.
Sabato scorso un folto gruppo di gente si è spostata per alcune delle più belle corti dei palazzi della città vecchia di Locarno, ad ascoltare le melodie dei gruppi de Le Corti in Canto, manifestazione a cura della giornalista culturale Cristina Foglia


La direttrice artistica Cristina Foglia

Apprezzo questa manifestazione in particolar modo, perché unisce diversi obbiettivi assolutamente non scontati. Si può ascoltare buona musica con proposte sempre diverse, che quest'anno spaziava da sonorità lontane come quelle dell'Est Europeo o del Nord Africa, alla tradizione popolare del Ticino, dalle note contemporanee a quelle più antiche;


il gruppo Nawar nella corte di Casa Reschigna

Nella presente edizione cinque formazioni, che ruotavano su otto luoghi: il gruppo ticinese Vos Da Locarno, Modulata Carmina che ha sempre in repertorio preziosi ascolti di musica antica, 


la danzatrice di flamenco del gruppo Jarava

il gruppo Jarava (in bulgaro "camminare sui carboni ardenti") con il percussionista ticinese Nicola Martinoni, che ha abbinato le sonorità dell'Est Europeo agli assoli di una danzatrice di flamenco;



il gruppo Jarava
con Nicola Martinoni a destra alle percussioni,
nel cortile della Biblioteca cantonale




il gruppo La Cantora con canti e polifonie del Sud delle Alpi, ed infine il gruppo Nawar con melodie e canzoni del Nord Africa antiche e moderne, berbere e sefartide.








L'altro aspetto positivo di Corti in canto è che in un pomeriggio si scoprono corti e cortili di luoghi a volte inaccessibili, oppure poco conosciuti. Infine è possibile muoversi fra i vari ascolti anche con i bambini, perché essendo luoghi all'aperto, possono giocare e intanto magari anche un po' ascoltare e stupirsi di strumenti non sempre comuni come liuti e tamburi di varie dimensioni.

E siccome non di sola cultura vive l'uomo e anche la donna!!
Domenica un'altra manifestazione molto seguita, anche da me naturalmente: 
la disfashion.
Le boutique e i negozi della città vecchia di Locarno mettono in bancarella le cose della stagione passata, svuotando i magazzini e dando la possibilità di fare davvero dei buoni affari. Ricorda un po' le fiere in occasione dei patroni di alcune delle città italiane, alcune delle quali seguivo assiduamente.
Anch'io naturalmente anche questa volta, mi sono portata a casa il mio bel bottino!!



Leggi anche: Le corti incanto 2016

giovedì 15 settembre 2016

Mamma, cosa posso leggere?: Fuori Fuoco di Carminati e Il bambino con il pigiama a righe di Boyne

Mamma, cosa posso leggere? La domanda che quasi ogni mamma vorrebbe sentirsi fare, quando raggiunta l’età preadolescenziale e dopo averli accompagnati per anni in biblioteca, comprato libri di cui abbiamo letto buone recensioni, chiesto consigli ad amici ed esperti, speri che ad un certo punto nasca in loro la voglia di leggere e leggere ancora, nonostante XBOX, PC, Youtube ecc.
Qualche volta questo miracolo accade e tu devi essere subito lì pronta con il libro giusto in mano.
Due sono i libri che vorrei consigliare per la fascia dalle medie in poi:

Fuori Fuoco, Premio Strega 2016 di Chiara Carminati


Il bambino con il pigiama a righe di John Boyne, divenuto ormai un classico grazie anche all’uscita dell’omonimo film.



Entrambi romanzi storici ambientati durante la guerra, la Prima guerra mondiale per Fuori Fuoco, la Seconda per Il bambino con il pigiama a righe.

Entrambi si basano sulla stessa idea di fondo: riportare un punto di vista inusuale.
In Fuori fuoco la protagonista è Jole una ragazzina friulana di 13 anni, che con la sorellina più piccola Mafalda, è sbattuta in balia degli eventi a causa della guerra, costretta a separarsi dai genitori, alla ricerca di una nonna sconosciuta. Peculiarità di questo romanzo dalla prosa piana mai banale, adatta ad una lettura per ragazzi, sono le immagini descritte con dovizia di particolari, che si alternano al racconto ed in qualche modo ne costituiscono lo scheletro iconografico, che però sono così "fuori fuoco" da essere completamente lasciate all’immaginazione del lettore. L’operazione dapprima è senz’altro spiazzante, poi diventa divertente e in qualche modo rende attivo il lettore che si crea una sua storia fatta di immaginazione, al di là del testo.
L'operazione può essere anche una critica diversa alla guerra, che rende tutta la vita quotidiana dei più deboli, "fuori fuoco", senza riferimenti e soggetta a stravolgimenti assolutamente non voluti, subiti e sofferti.
Chiara Carminati 
Ne Il bambino con il pigiama a righe la trama narrativa si sviluppa attraverso i racconti e le riflessioni di Bruno, ragazzino berlinese di 9 anni, figlio di un papavero dell’esercito nazista. Uno sguardo insolito perché Bruno ha un punto di vista candido, troppo ingenuo per essere reale. Simbolo di tutti coloro che non hanno creduto all'orrore, finché non lo hanno visto con i propri occhi, non potendo immaginare dove può arrivare la crudeltà umana fatta sistema. Crudeltà perpetrata anche dai bravi padri di famiglia che al momento giusto hanno saputo vestire i panni dei peggiori aguzzini, pur di incarnare perfettamente il progetto che il "Furio" aveva per loro.
John Boyne 
Bruno è molto solo in questo libro pur essendo circondato da molte persone e non riesce a dare risposta alle sue domande; quelli a cui le pone sono tutti reticenti o incarnano il punto di vista dell’oppressione e non possono soddisfare il suo bisogno di capire cosa c’è al di là della rete. Solo un bambino come lui, suo alter ego ebreo, in maniera incosciente e innocente lo fa entrare in un orrore di cui Bruno non ha alcun sospetto e che fino alla fine non gli fa credere che quello che sta vivendo sia possibile.
Un’unica debolezza nella sua candida innocenza è testimoniata dal tradimento verso l’amico, che nega di conoscere quando viene nella cucina di casa sua, quasi presagendo che il conoscerlo avrebbe aperto per entrambi le porte dell’abisso e risvegliato lui dalla sua beata condizione di ragazzino privilegiato.
Un libro adatto ai ragazzi, anche se come tutti i libri e i film sulla Shoa non può che avere un finale che lascia senza respiro.

di Cristina Radi

L'India senza gli Indiani, la mostra di Stefania Beretta


È possibile raccontare un Paese, solo attraverso oggetti, muri, dettagli di vita quotidiana, senza mai puntare l'obbiettivo sui suoi abitanti?
La fotografa ticinese Stefania Beretta ci dimostra che non solo è possibile, ma che proprio l'assenza di soggetti umani riconoscibili, costringe ad andare oltre una narrativa esotica di volti, occhi, espressioni a cui siamo ormai tradizionalmente abituati.
La sua mostra personale Una segnaletica dell'essere, che racconta del suo rapporto trentennale con l'India, è al Museo d'arte moderna di Ascona fino al 9 ottobre, curata da Mara Folini, Viana Conti ed Ellen Maurer Zilioli.



L'impressione è di essere di fronte ad una fotografia pittorica, che ha come soggetti vere e proprie nature morte, in cui anche gli esseri viventi, fatti piedi, lembi di vestiti, sagome, diventano frammenti di un quadro più ampio di vita quotidiana.
Nelle varie sale si coglie profondamente il percorso di ricerca della fotografa, che sperimenta fra bianco e nero, colore, ricami di fili colorati.
Le foto della sezione Rooms sono le più antiche risalenti agli anni '80-'90, tutte in bianco e nero. Stanze di albergo di città differenti, Benares, Pune, Mumbai e di nuovo anche qui l'iconografia tradizionale non ci aiuta, niente fiumi sacri, templi, monumenti, ma solo letti sfatti e dettagli apparentemente inutili che appartengono ben di più alla quotidianità dell'India: un geco, la zanzariera, il ventilatore.



Il bianco e nero permette all'artista di studiare squarci di luce nel buio. Nature morte in primo piano alla Giorgio Morandi, attenzione allo studio della luce come troviamo in Edward Hopper, soffitti al centro della scena che ricordano inquadrature cinematografiche alla Orson Welles.
La figura umana solo una sagoma, dettaglio fra i dettagli di un ambiente senza vita.
Il colore invece è il protagonista della sezione Indian walls, in cui un albero abbarbicato su un muro è simbolo di una vita strenua, estrema ma pur sempre vita.


Fili si intrecciano su muri scrostati di vecchie vernici, muri parlanti che raccontano una storia senza parole, mostrando una stratificazione di colore, manifesti secondo la tecnica di Mimmo Rotella, che però qui è solo documentata dall'obbiettivo di Beretta, senza alcun intervento diretto.


La sezione più recente, risalente agli ultimi anni, è anche quella che mi è risultata più enigmatica. Anche qui l'artista si avvale del colore, ma ne fa un uso diverso, più estetico, ricercando immagini che restituiscano anche la bellezza dell'India.


Eppure l'estetica sembra voler andare oltre l'immagine, attraverso interventi personali con ricami colorati per rendere le foto uniche, ma quasi a volerle ornare ulteriormente: un albero scheletrico abbellito da fili d'argento, un fiore aggiunto in un giardino.



Si creano così due livelli di lettura di fronte allo spettatore, l'immagine originale e l'intervento che sovrapponendosi esce quasi in terza dimensione, due livelli in qualche modo distinti o fusi insieme a seconda di come si guarda il soggetto.

Coronano l'esposizione alcune particolari installazioni dal significato emblematico: sterco di mucca, una testa scolpita di una dea indiana e un sasso rotondo stretto tra corde su una sbilenca struttura in ferro, simbolo forse di un'India che in sé ha tutto, ma spinta da forze differenti, sembra così fragile eppure sempre così in equilibrio.

di Cristina Radi


mercoledì 14 settembre 2016

una gita a... Tutta la verità sul Ponte tibetano di Monte Carasso

Da diverse settimane mio marito insisteva per portarci tutti a vedere il famoso Ponte tibetano, sospeso sopra Monte Carasso, vicino a Bellinzona. Il ponte è lungo 270 m ed è posto ad una altezza di 130 m dal fondovalle.


Io ero un po' titubante perchè con l'età soffro un po' di vertigini, ma lui era così convinto che mi sono anch'io lasciata convincere.

Va bene si parte! Domenica pomeriggio con il pranzo ancora a metà digestione.


Arriviamo alla funivia di Monte Carasso e ci dicono che ci sono almeno 40 m di attesa per salire. Aspettiamo. Dopo una mezz'ora ci dicono che possiamo prendere anche un piccolo shuttle che sale nelle vicinanze della funivia, benissimo prendiamo il bussino.

Arrivati si scende e si comincia la camminata. Mio marito aveva letto che si trattava di una comoda passeggiata di circa mezz'ora- 40 m e con noi lungo la strada molte famiglie, che come noi avevano avuto informazioni di una tranquilla scampagnata.

Altrochè passeggiata! Credo di aver passato l'ora successiva o forse più a fare una camminata tutta in salita. Il sentiero devo dire molto ben curato, ma comunque non assolutamente adatto a famiglie con bambini al di sotto dei 6/7 anni o se la si vuole affrontare con bimbi piccoli bisogna attrezzarsi con zainetti per trasportare il bimbo.

San Giorgio uccide il drago 


Dopo circa 20 m di cammino però una piacevole sorpresa, la chiesa di San Bernard una costruzione romanica della fine dell'XI o all'inizio del XII secolo, tutta completamente affrescata.

A nostra disposizione una simpatica signora, guida incaricata dalla Municipalità di Monte Carasso, ci ha illustrato tempi e soggetti degli affreschi, tra diavoletti, santi e ultima cena con simboli davvero inusuali.
Una chiesa così bella e ben curata in un luogo così impervio? strano! e invece no.

Abside con altare in pietra dell'impianto originale della chiesa 
In tempi ormai remoti quando ancora nel fondovalle era tutta palude e il fiume Ticino straripava facilmente, le persone vivevano in un villaggio a queste altitudini e di conseguenza avevano investito nella loro chiesa principale.

Il santo a cui è dedicata è San Bernardo, molto importante in Svizzera e anche nella tradizione cristiana, ma insieme a lui una teoria di alcuni dei più importanti santi dell'agiografia, Santa Margherita, San Martino, San Sebastiano, Santa Liberata. La maggior parte degli affreschi sono del XV secolo attribuita alla bottega luganese di Cristoforo e Nicolao da Seregno.

A sinistra naufraghi salvati in mare: una scena molto attuale 

Madonna del latte 








di Cristina Radi

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giovedì 1 settembre 2016

Giornata del cinema biglietti a 5 fr, Domenica 4 settembre 2016

In Ticino purtroppo andare al cinema è veramente un lusso, gli adulti pagano il biglietto 15 fr e i ragazzi 13 o 10 fr, per cui da quando siamo qui, al cinema ci andiamo davvero poco.
In compenso a Locarno la Biblioteca cantonale ha una videoteca molto fornita e con 2 fr puoi noleggiare un dvd per una settimana, non hanno le novità ma trovi film usciti anche da pochi mesi.

Per andare al cinema quindi bisogna approfittare di occasioni come quella di domenica 4 settembre, Giornata del cinema con biglietti a 5 fr

In alcuni cinema come il Rialto di Muralto, ci sono proiezioni mattutine di film adesso in sala.
Noi andremo a vedere Il Drago invisibile, remake del Drago Elliot che mi ricordo ancora di aver visto quando ero bimba.


e Ghostbuster, sequel degli altri due episodi anche questi anni '80


di Cristina Radi

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