lunedì 26 settembre 2016

Le donne come acqua nell'acqua: incontro con Silvia Vegetti Finzi

Sabato 24 settembre una gremita Sala Aragonite a Manno ha accolto con calore la psicologa italiana Silvia Vegetti Finzi, serata del ciclo "Esplorare il sogno", intervistata dal giornalista della RSI Giancarlo Dionisio.


La serata è stata molto piacevole ed interessante. Nel foyer della sala, mentre aspettavamo di entrare, ho cominciato a chiacchierare con una signora molto simpatica anche lei sola e dopo pochi minuti parlavamo io dei figli, lei dei nipoti essendo già nonna e di tutti i problemi che ci appesantiscono nella vita quotidiana. Dopo meno di mezz'ora dal palco Vegetti Finzi diceva che quando le donne si incontrano in pochi minuti si uniformano come l'acqua nell'acqua e anche se sono lontane di età, cultura, religione in pochissimo parlano dei figli, dei mariti, della loro vita... io e la mia nuova amica ci siamo guardate sorridendo, sembrava che parlasse proprio di noi. 
Ed è questo che più mi ha colpito della Vegetti Finzi, che seguo già da tempo attraverso alcuni suoi testi e soprattutto ne La stanza del dialogo della rivista Azione, dà sempre consigli molto concreti fatti del buon senso di una mamma o di una nonna, più che dettati dalla certezza dell'esperto.

Nell'incontro si è parlato più che altro del suo ultimo libro Una bambina senza
stella, affrontando temi che toccano tutti, come le risorse che hanno i bambini e più in generale gli esseri umani per poter affrontare situazioni anche penose. L'importanza di condividere e di parlare del proprio dolore, che altrimenti rimane solo un grumo opaco nocivo dentro di noi. Solo narrandolo, si può imparare a comprenderlo ed affrontarlo per superarlo. L'importante io credo sia trovare la persona giusta che ti ascolti nella maniera più positiva, senza giudicare.
Il fatto che per i bambini sono davvero importanti in fondo solo poche cose come sentirsi amati e avere un po' di attenzione, per crescere sani. Cose forse scontate, ma è sempre importante sentirsi ripetere questi pochi concetti basilari.

L'incontro si è concluso con un vero e proprio elogio della figura dell'insegnante, che può essere una figura alternativa e salvifica, se le figure che dovrebbero essere di riferimento per i bambini, vengono a mancare per assenza, disinteresse o incomprensione.
Ed infine Silvia ha letto questa nota poesia di Martha Medeiros

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità


Blog di Silvia Vegetti Finzisu Io donna

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