giovedì 16 febbraio 2017

La vita possibile, un film sulla capacità di nascere e rinascere ancora - Festival di Mons

“La vita possibile, un film sulla speranza, sulla forza delle donne, sulla capacità di nascere e rinascere ancora." 
La vita possibile di Ivano De Matteo è uno dei film presentati al Festival di Mons, in Belgio, in corso in questi giorni.

Ivano De Matteo, con I nostri ragazzi – storia di due cugini adolescenti di famiglie bene che commettono per bravata un crimine gratuito - aveva già dimostrato di sapere analizzare con giustezza e senza sbavature aspetti particolari di famiglie tipiche italiane d’oggi.


Con La vita possibile ritorna a filmare con accuratezza e partecipazione una storia di grave disagio sociale e psicologico provocati dallo smembramento di una famiglia, quella di Anna, portata allo schermo con giustezza e pietas da Margherita Buy. Anna per mettere fine al calvario di violenza coniugale inflittole da un marito violento si rifugia con suo figlio Valerio a Torino da Carla , amica di vecchia data (resa con la solita effervescenza e bravura da Valeria Golino).
Il minuscolo appartamento torinese diventa quasi una prigione per Valerio, sradicato da Roma, dalle sue amicizie, dal suo tessuto sociale e anche dalla sua amata televisione!


La precarietà lo rende nervoso, irascibile e anche a momenti ribelle nei confronti della madre. A scuola non riesce a farsi dei compagni, non può più giocare a calcio e la sua sola consolazione è vagare in bici nei parchi torinesi, osservare la gente e anche le prostitute che si vendono lungo i viali. Da questi giri, nasce una specie d’amicizia per la platinata Larissa, giovane prostituta vista quasi come una sorella maggiore. Il piccolo emarginato e straniero in patria riesce a superare la sua crisi di solitudine e la mancanza del padre, grazie anche a Mathieu (Bruno Todeschini), gerente del bar sotto casa che lo capisce e lo aiuta. Filmata in modo reale ma anche idilliaco Torino, città distensiva, partecipa positivamente all’integrazione dell’adolescente, al rasserenamento della madre e fa sì che le loro vite diventino “possibili”. Il ben riuscito e godibile film non è un trattato sociologico dell’Italia, ma la presentazione di fatti di famiglie italiane in disagio, con realismo e lirismo, ma non sentimentalismo, in particolare quando i protagonisti sono adolescenti.
La vita possibile presente nel Panorama del cinema italiano e nel Concorso Internazionale di Mons è un valido aspirante per il miglior film del Concorso Internazionale e anche per il migliore attore nella persona del tredicenne Valerio (Andrea Pittorino).




Di Augusto Orsi

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