mercoledì 26 aprile 2017

Un fine settimana intenso per la Maratona del teatro amatoriale a Locarno dal 28 aprile

Da venerdì 28 a domenica 30 aprile in scena otto compagnie teatrali amatoriali alla  XXVII edizione della tradizionale Maratona locarnese, in scena al Teatro di Locarno.


 Con questa edizione, si può dire che  la Maratona teatrale locarnese entra a pieno titolo  e con merito nella maturità. Ancora una volta il comitato organizzativo, composto da appassionati volontari dà, con questa lodevole manifestazione, a decine di amanti dell’arte drammatica “momenti di gloria” a parziale ricompensa dei tanti sacrifici, che hanno fatto per essere atti a calcare le scene. Scorrendo la locandina si constata che la passione per fare teatro, recitare ed essere un altro per il periodo di uno spettacolo esiste indistintamente in tutto il Ticino ed è anche presente nelle regioni limitrofe. Infatti vi sono compagnie di Chiasso, Lugano, Bellinzona, Banco e di Olona (Va), ma stranamente nessuna di Locarno! (Nessuno è profeta in patria). La lingua delle pièces è l’italiano “classico” o familiare e solo l’Atte di Lugano si confronta con il dialetto in “Garbüi d’una famiglia Alargada” di Andreina Gavella, che non solo è l’autrice della commedia brillante in due atti, ma anche la regista. L’esigua presenza di lavori in dialetto, uno su otto, è dato dal caso oppure dal fatto che il dialetto scompare anche dalle scene? Domanda alla quale è complicato rispondere. Io opto per la seconda ipotesi. E devo anche dire che mi dispiace. Nella drammaturgia il teatro vernacolare è quello che esprime in modo più genuino il rapporto con il territorio. Ne è esempio probante il teatro napoletano ancor oggi fiorente ed effervescente. Per il genere, la commedia brillante o meno è quella più gettonata in quanto al pubblico piace vedere portate in scena le vicende della vita quotidiana con realismo, leggerezza ed umorismo ed ama anche essere preso in giro. Tra le più divertenti ed esilaranti su carta appaiono “Garbüi d’una famiglia Alargada”, che con garbo scopre gli altarini di una famiglia numerosa, nella quale nel bene e nel male le “femmine” hanno la supremazia. Accanto a questa vale la pena di segnalare la chiave femminista sia di “Meravigliose” l’atto unico di Maria Luisa Cregut portato in scena dalla compagnia Teatro Giovani di Chiasso, sia ma in un altro registro, di “Lisistrata” dell’eccelso drammaturgo greco Aristofane, nell’adattamento del conosciuto regista professionista Gianni Lamanna.

Nella galleria dei commediografi accanto ai dilettanti e ai semi professionisti il cartellone annovera pezzi da novanta della drammaturgia mondiale quali: Bergmann, Fo, Molière e Aristofane in lavori celebri quali “Scene da un matrimonio”, “Settimo: ruba un po’ meno”, “L’avaro” e “Lisistrata”. Mi auguro che questi grandi del teatro siano stati trattati bene dai registi e dagli attori. C’è un’attesa particolare per “Natale al basilico” di Valerio Di Piramo nella presentazione della compagnia I Blackout di Lugano, che nella commedia brillante in due atti ha come protagonisti sette attori “inusuali”: quattro ciechi, due ipovedenti e un vedente in situazioni intriganti particolari e in completa autonomia di movimenti.

Cartellone di peso quello della XXVII edizione del teatro amatoriale della Svizzera italiana che attende un pubblico che mi auguro numeroso.


Di Augusto Orsi

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