martedì 13 giugno 2017

Una gita a Zurigo: la prima volta a Zurigo, le cose da vedere assolutamente in un solo week end con la famiglia

Dall’apertura dell’Alp transit il modo migliore e forse anche il meno costoso di raggiungere Zurigo, è diventato il treno. Bisogna forse organizzarsi con un po’ di anticipo, informandosi sulle varie offerte anche on line per alloggio e biglietto del treno.

Zurigo vista dalla Grossmünster

I bambini al di sopra dei 6 anni (al di sotto non pagano) con soli 15 fr hanno la Carta Junior valida un anno che dà la possibilità di viaggiare gratuitamente con un adulto, che può essere un genitore, un nonno persino un genitore di un amico/a. Gli adulti possono acquistare una carta che dà diritto alla riduzione della metà del biglietto per un anno oppure possono informarsi presso il proprio comune o gli altri limitrofi o anche l’ente del turismo delle carte giornaliere che danno la possibilità con 38 fr (un po’ di più se la si acquista in un comune non di residenza) di viaggiare per una giornata intera in tutta la Svizzera (www.swisstrotter.ch). 


Il lungolago da Bellevue a Zurichhorn a piedi

Arrivati in stazione a Zurigo mi colpisce subito la sua vastità, ha al suo interno numerosi negozi e supermercati e soprattutto notiamo persone di ogni nazionalità e colore, cosa a cui non sono più tanto abituata vivendo in Ticino. Capiamo subito di essere arrivati davvero in una città cosmopolita.
Trascorrere soli due giorni e mezzo a Zurigo vuol dire selezionare moltissimo fra le numerose proposte, visite, intrattenimenti che la città offre. Per noi era la prima volta nella città della Limmat, per cui abbiamo deciso di fare i classici turisti dei monumenti e delle vie della città, tagliando ahimè i numerosi musei, che ci riproponiamo comunque di tornare a visitare. Alloggiati in centro città, vicinissimi alla Grossmünster, decidiamo di iniziare da lì la nostra visita.
La Grossmünster, antico duomo della città e suo simbolo architettonico, è una delle chiese più belle e note di Zurigo e soprattutto ha la particolarità di essere dotata di due alte torri visitabili fino in cima dopo numerosi gradini a chiocciola, da cui si gode una vista mozzafiato in 3D sull’intera città storica su su fino alle montagne, con fiume, lago, chiese e le decine e decine di chiese e campanili dotati di orologi. Una google maps in 3D che ti dà una visione completa e d’insieme di cosa ci aspetta nei giorni successivi.
Ed infatti scesi di lì, decidiamo di seguire il percorso che abbiamo visto dall’alto: una bella passeggiata sul lungolago da Bellevue a Zurichhorn. Una strada completamente pedonale e per lo più fiancheggiata da curatissimi prati verdi, dove gli Zurighesi prendevano il sole si facevano il bagno viste le temperature super estive. Arrivati quasi a Zurichhorn, di fianco al Giardino cinese, una lunga sosta obbligata al parco pubblico, che i miei figli (anche il grande di 12 anni) apprezzano moltissimo, perché oltre ai classici giochi, altalene e scivoli, c’è sabbia, una parte di arrampicata sportiva, e soprattutto sabbia e spruzzi d’acqua. È il posto che più è rimasto nel cuore al mio piccolo di 3 anni, che ancora oggi a distanza di quasi un mese mi continua a chiedere se possiamo tornare a giocare al parco della sabbia di Zurigo.


Una delle 1200 fontane di Zurigo, in centro storico

Con i figli completamente fradici riprendiamo il tram per tornare al nostro alloggio. Doccia e programmi serali. Fuori programma un temporale sì estivo, ma davvero torrenziale ci obbliga a sfidare gli elementi per poter raggiungere il ristorante prenotato. Ho insistito per andare all’Hiltl, famoso per essere primo ristorante vegetariano della storia e locale cult di Zurigo con ricco buffet all’entrata e svariati piatti a là carte. Io ne sono deliziata, adoro le verdure pur non essendo vegetariana e la zuppa è davvero buonissima e ci sta proprio bene con tutta l’acqua che abbiamo preso fuori. I bimbi sono invece un po’ perplessi di fronte al loro piatto di pasta “alla bolognese” o “alla carbonara” in versione hiltl. L’atmosfera è molto bella con un grande e particolarissimo lampadario in centro sala al nostro fianco una specie di fontana lunga e stretta piena di boccioli di fiori galleggianti. La prima sera si conclude così, lasciandoci negli occhi le aspettative dei giorni successivi.
Abbiamo subito capito che Zurigo si gira solo con i mezzi pubblici e la mattina dopo ci dirigiamo decisi verso l’ufficio dei tram più vicini per chiedere consiglio sul modo più facile ed economico per muoverci in città. Ci viene suggerito subito il pass giornaliero, ma risulta che solo io lo pagherò per intero, perché i bimbi avendo la Carta Junior non pagano e mio marito sempre grazie alla sua carta dei treno, paga metà prezzo. Il conto finale per viaggiare per tutta la giornata risulta così essere infine davvero molto conveniente (www.zuerich.com/it/visitare/la-rete-dei-trasporti-pubblici).
Prima tappa della giornata la Fraumünster, altra chiesa storica zurighese, nota soprattutto per le magnifiche vetrate colorate, di cui le più belle e dai colori più accesi sono quelle di Marc Chagall, che rivelano già al primo sguardo il suo stile inconfondibile fra sogno e realtà. Vi sono rappresentate naturalmente scene della Bibbia e sono ognuna virata su una tinta: blu, rosso, giallo e verde, colore della salvezza e della speranza che infatti troneggia in centro con scene della vita di Gesù. Rimaniamo ammirati alla Fraumünster per parecchi tempo, persi anche nelle spiegazioni dell’audioguida in italiano, compresa nel prezzo del biglietto.


La fontana nella piazza antistante la Fraumünster 

La piazza antistante la chiesa è molto ampia ed è stata dotata di qualche sedia qua e là e di una bella e grande fontana in un lato per bere e rinfrescarsi. Ho letto che Zurigo ha oltre 1200 fontane, di cui la maggior parte con acqua potabile.
Il pomeriggio del sabato scorre via tra una lunga passeggiata nella Bahnhofstrasse, la via principale della vita e dello shopping, dove io riesco a rubare una mezz’ora dentro Zara, grande magazzino di abbigliamento che a Zurigo è di ben 4 piani (da sempre adoro il design delle collezioni di questa catena spagnola diffusa in tutte le grandi città, ed infatti riesco a comprarmi una camicetta carinissima). Di qui d’obbligo ci hanno detto è una capatina alla pasticceria Sprüngli, dove i bimbi vengono subito omaggiati di un Luxemburgerli, dolcetti colorati con una morbida crema all’interno, davvero molto buoni. Ed infatti ne usciamo con una scatolina da 24, che con gusto ci finiamo in fretta, mentre ci godiamo una bella traversata in barca sulla Limmat. La gita dura circa 1 ora e di nuovo ci torna utile il nostro abbonamento giornaliero, perché infatti paghiamo solo il sovraprezzo barca noi due adulti, non così per chi dietro di noi non può dimostrare di usare i mezzi pubblici. Sul battello ci godiamo le due sponde con visioni su spiagge di prati e stabilimenti simil-balneari piuttosto affollati e una fontana con altissimo spruzzo in mezzo all’acqua.

I dolcetti tipici di Zurigo: Luxemburgerli
Tornati all’alloggio ci prepariamo per trascorrere la serata con degli amici svizzero tedeschi, ma anche loro trasferiti a Locarno. Insieme andiamo in un posto particolare di cui ho letto belle cose su un interessante blog di viaggiatori italiani (www.miprendoemiportovia.it).
Solito tram per raggiungere Zurich West, vecchio quartiere industriale e di lavoro della città ora riconvertito in parte con localini e negozi particolari. La nostra destinazione è Frau Gerolds Garten, ci accolgono lucine simil-natalizie e un giardino urbano in cui sono collocati lunghi tavoloni da condividere fra commensali sconosciuti e stand che ti preparano al momento da bere e da mangiare a seconda del tuo gusto, come in una sagra di paese. L’atmosfera è molto piacevole e il cibo è tutto sommato a buon prezzo per essere a Zurigo. Anche i nostri amici che pure frequentano spesso Zurigo, non conoscevano il posto e ne rimangono piacevolmente stupiti. La serata tanto per cambiare si conclude con il solito acquazzone torrenziale, che ci obbliga ad un rientro precipitoso.

L'entrata del Frau Gerolds Garten
Ultimo giorno, da tempo ormai immemorabile già fissato come quello che sarà dedicato allo zoo. Carrozze del tram in legno, originali dei primi del ‘900 ci portano fin quasi a destinazione e l’ultimo tratto coperto da un piccolo shuttle bus. Siamo in fila per i biglietti da 5 m e mio figlio più grande si è già connesso al wi-fi dello zoo e ne ha già scaricato l’app con cartina e info… certo che è avanti anni luce rispetto a me, che cerco nella borsa due ore le info stampate a casa. Lo zoo è ben tenuto e i bimbi rimangono stupiti di fronte ai leoni e ai coccodrilli e nel padiglione degli elefanti. Devo dire che io non ho mai amato né zoo né circhi e preferirei che i miei bambini potessero vedere gli animali come sono davvero in natura, loro sanno cosa penso, ma cerco comunque di godermi come posso la giornata e non fare la solita criticona. La giornata passa via tranquilla e un po’ faticosa, rimango anch’io sorpresa nella Masoala Hall, una vera e propria jungla in serra dove ci sono anche scimmie e altri animali in mezzo alla vegetazione equatoriale. Alle sei lo zoo chiude e noi torniamo a prendere il nostro tram per la stazione che ci riporterà in Ticino con gli occhi ancora pieni di città.

La Masoala Hall allo Zoo di Zurigo

di Cristina Radi

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