martedì 4 giugno 2019

Sulle vie dello yoga in Ticino


Il prossimo 20 luglio sarà pronto per la presentazione ufficiale al pubblico il sentiero yoga di Faido in Val Leventina, il secondo in Ticino dopo quello in Gambarogno. Una buona notizia per chi come me pratica questa antica disciplina e ama stare all’aria aperta e in mezzo alla natura. Ideatrici del progetto leventinese, la collaboratrice dell’Ostello dei Cappuccini Cécile Moreau e l’insegnante di yoga Gaetana Camagni.

la cascata della Piumogna

Il sentiero è stato reso possibile grazie al sostegno del Comune di Faido tramite l’animatore turistico Daniele Zanzi, l’Organizzazione turistica Bellinzonese e Alto Ticino e coinvolgendo l’esperto di luoghi energetici Claudio Andreetta e il geobiologo Manolo Piazza.
Il percorso è corredato da un opuscolo in cui sono presentate 18 posizioni yoga consigliate da Gaetana Camagni con tanto di immagine, descrizione e benefici, nonché alcuni cenni sulla disciplina dello yoga, sugli aspetti energetici di Faido e una mappa con le postazioni.
Il sentiero yoga si compone di due percorsi. Uno è più facile e accessibile a tutti, che si snoda in modo lineare intorno alla cascata Piumogna; l’altro parte nei pressi dell’ospedale ed è un circuito ad anello che tocca anche il Santuario Madonna delle Rive, anche questo considerato un luogo. Sulla cartina – così come sul posto con degli appositi pannelli – sono segnalati i numeri delle postazioni e le relative asana (posizioni) yoga o esercizi di pranayama (respirazione).


L’altro sentiero yoga del Ticino


Assolutamente da non perdere anche l’altro e più antico sentiero yoga in Ticino, che si trova a Vairano nel Gambarogno, anche qui presso un luogo considerato particolarmente energetico, con postazioni in legno che propongono e spiegano alcune asana.



Il percorso inizia a Sass da Grüm, un hotel conosciuto per la sua speciale energia, raggiungibile con un sentiero facile a piedi. Il sentiero dello Yoga permette di congiungersi e avvicinarsi alla natura e da essa trarne la vitalità. Un percorso da fare in silenzio all'ombra di alberi secolari.



di Cristina Radi

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