lunedì 10 luglio 2017

Libere dal 1971! “L’Ordine divino” racconta la lotta per il voto in Svizzera: un gran successo sugli schermi elvetici

La regista italo-svizzera, ma newyorkese d’adozione Petra Volpe con “Die Gottliche Ordnung” (L’ordine divino) vincitore del prestigioso Nora Ephron Prize al Tribecca Film Festival, ha realizzato un valido lungometraggio nel quale con realismo ed umorismo ripercorre il cammino dell’emancipazione femminile in Svizzera. 


Senza salire in cattedra per una lezione di storia, Petra Volpe rende omaggio a tutte quelle donne che timidamente ma con determinazione si opposero a quello che era ritenuto l’ordine divino, della supremazia maschile, escludendole dal diritto di voto in una società che si vuole democratica. Attraverso la storia della sottomessa Nora, relegata al ruolo di custode del focolare domestico e di quelle che come lei si batterono per ottenere, nel 1971, il diritto al voto, il film in modo realista e vibrante ci rende partecipe dell’evoluzione e la conclusione della rivendicazione di quelle donne, della loro determinazione e del loro coraggio nel mettersi contro una società patriarcale, che le vedeva per la prima volta ribellarsi. Film avvincente che ha la sua forza anche nella coralità narrativa, che sa ben dosare i toni drammatici con quelli umoristici, i momenti di tristezza con quelli di gioia. Filmato con maestria, riesce a ricreare con naturalezza i luoghi e l’epoca nei quali si svolge. La storia narrata dalla 47enne regista svizzero-italiana svolge in un villaggio dell’Appenzello. La “location” è stata scelta simbolicamente per raccontare come in una nazione molto conservatrice una donna qualunque, che non si interessa per nulla di politica, a poco a poco viene coinvolta nel movimento di emancipazione, che diventa parte integrante della sua vita quotidiana.

Petra Volpe in una delle tante interviste ha anche spiegato da dove viene il titolo del film. “Dalla propaganda antifemminista dell’epoca che affermava “Ammettere le donne alla politica è andare contro l’ordine divino”. Un’argomentazione molto forte, poiché significa non solo mettersi contro l’uomo ma anche contro Dio”. Come mostro nel film, c’era anche un movimento femminile molto forte contro il diritto di voto che faceva uso di argomentazioni apocalittiche, che giungevano a prevedere la sparizione della Svizzera nel caso le donne avessero ottenuto il diritto di voto.

Petra Volpe che con l’Ordine divino sta avendo un ottimo successo di pubblico, in particolare nella Svizzera di lingua tedesca, ha ottenuto il premio principale alle Giornate di Soletta in gennaio, sette nomination e tre Quartz, gli Oscar svizzeri, a Ginevra in marzo e due premi al Tribeca Film Festival di New York in aprile, a proposito del suo film ha tra l’altro detto “Non è il mio primo film che tratta dell’emancipazione femminile. È un argomento che ha a che vedere anche con la mia famiglia: i personaggi di mia madre e delle mie nonne, sia quella italiana, sia quella svizzera. Sin da quando ero piccola questo tema è stato per me di grande importanza.

di Augusto Orsi

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