venerdì 6 settembre 2019

Ritorno ad Arzo: Claudio Milani e Compagnia (S)legati, Festival di narrazione 2019

Torno al Festival di narrazione di Arzo, dopo un anno di pausa e lo trovo ancora più cresciuto in pubblico, numerosissimo e assolutamente trasversale, e in luoghi di spettacolo, che mi fanno conoscere con piacere una parte del borgo antico che non avevo visitato nelle precedenti edizioni del Festival.

Un momento dello spettacolo I racconti di Gloria di Claudio Milani
Degli spettacoli che sono riuscita a vedere in un pomeriggio-sera, selezionandoli  fra diversi in contemporanea, in tutti noto una qualità molto buona sia in quelli dedicati ai più piccoli, che quelli per un pubblico più adulto. Ne voglio qui segnalare due, che mi hanno fatto vibrare corde profonde ma per motivazioni diverse.

Claudio Milani, il gioco del teatro

Nel pomeriggio al Giardino delle scuole, mi siedo nelle panche all’aperto attendendo I racconti di Gloria di Claudio Milani (www.claudiomilani.com), spettacolo adatto anche ai più piccoli. I protagonisti di questo spettacolo sono due, Claudio che racconta e Gloria, la sua scatola rossa in legno, da cui escono le sorprese più varie. Gloria è un’ottima spalla per Claudio, gli fa scherzetti e lo accompagna nella narrazione con musica, piccoli oggetti di scena, effetti speciali. 

Claudio Milani in I racconti di Gloria
Claudio aprendo Gloria, inizia a raccontare storie più o meno note, ma con uno stile di narrazione tutto suo, fatto anche di ripetizioni tipiche della tradizione orale, che piace e rassicura i bambini. La gestualità scenica e la mimica facciale sono doti molto spiccate in questo attore, che in un attimo si fa Liocorno, Orco Buono, Orco Cattivo con l’ausilio solo del suo corpo o al massimo di piccoli oggetti di scena.

Poi sorprendentemente finita una storia, Claudio inizia a giocare, trasportando i bambini in immaginarie avventure in cui i piccoli spettatori si lasciano facilmente coinvolgere, divertendosi come matti. Così anche gli adulti non riescono a trattenersi, sul filo dei loro bimbi, e via anche loro si lanciano al galoppo nella corsa dei Liocorni. Il teatro si fa quindi gioco, la narrazione diventa animazione anche corporea, e lo spettacolo lo fanno anche gli spettatori, sapientemente guidati da Claudio. E così fra racconti e giochi, il tempo scorre velocemente, lo spettacolo finisce, ma ci si saluta con un sorriso e si va via più leggeri.


Alle Cave e in fondo ai crepacci

In serata spettacolo alle Cave di Arzo, Un alt(r)o Everest

Un alt(r)o Everest della compagnia (S)legati con Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi
Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi della compagnia (S)legati (www.compagniaslegati.com) raccontano del legame di amicizia e fiducia reciproca, che unisce i due alpinisti Jim Davidson e Mike Prince e della loro scalata alla vetta del Monte Reiner nello Stato di Washington. La narrazione alterna momenti di vita quotidiana dal sapore anche fortemente psicologico, analizzando i risvolti di una bella amicizia al maschile, cementata dal comune amore per la montagna e momenti topici della salita in vetta e della conseguente discesa, che li vede coinvolti in un brutto incidente dagli esiti imprevedibili. Un racconto mozzafiato sul superamento dei propri limiti, di grande suspense emotiva che i due attori sanno sapientemente tenere, saltando con agilità e disinvoltura fra i registri più diversi, dal pathos drammatico allo scherzo leggero e viceversa. 

Luci e ombre di Un alt(r)o Everest
(S)legati è una compagnia d’alta quota e i due attori Fabris e Bicocchi che la compongono, sono specializzati in racconti di montagna e di imprese alpinistiche. Alla fine dello spettacolo, hanno infatti spiegato che fanno spesso i loro spettacoli nei rifugi di montagna o dentro percorsi di trekking in quota. Finanziano il loro bel progetto anche tramite simpatici gadget come le magliette che infatti sono andate a ruba ad Arzo, segno anche del grande apprezzamento del pubblico nei confronti del loro spettacolo.


festivaldinarrazione.ch


di Cristina Radi

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